BERLINO - Ci vuole più mobilità della forza lavoro in Europa per combattere l'alta disoccupazione nell'Eurozona e in generale nell'Unione europea. Ecco la singolare proposta enunciata oggi dal ministro delle Finanze federale, Wolfgang Schaeuble. Schaeuble, decano della Cdu di Angela Merkel, ex delfino di Kohl e uomo-chiave della politica economica e finanziaria di Berlino, ha esposto la sua idea a Bruxelles, presentando il nuovo libro della direttrice del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde. E in modo non troppo implicito ha ancora una volta esortato gli altri membri dell'area della moneta unica - dalla Francia agli Stati in crisi dell'Europa meridionale - a imitare, in sostanza in modo acritico e automatico, il modello tedesco, senza tenere conto delle grandi differenze tra i livelli di industrializzazione e i sistemi di welfare nell'eurozona stessa.
"Abbiamo fatto poco per la mobilità in Europa", ha detto Schaeuble, aggiungendo: "Ad esempio noi in Germania stiamo cercando personale qualificato". Per questo, egli ha sottolineato, è necessario incentivare i lavoratori europei a spostarsi all'interno dell'Unione. Nel suo discorso il ministro delle Finanze tedesco ha poi lanciato un attacco alla Commissione europea, probabilmente con un occhio alle elezioni per il nuovo Parlamento europeo, con lo scontro tra i popolari (cui la Cdu appartiene), i socialisti e le forze delle nuove destre populiste ed euroscettiche. "Dobbiamo combattere la troppa burocrazia e le troppe regole", ha affermato.
L'invito a incoraggiare la mobilità del lavoro in Europa è da un lato una risposta alle campagne delle forze euroscettiche - le nuove destre radicali, euroscettiche e populiste ma anche i Tories del premier britannico, David Cameron - contro il rischio delle maree umane di migranti dai paesi poveri, specie dai Balcani. Di fatto, finora l'economia tedesca (di gran lunga la più grossa, industrializzata e forte dell'eurozona) ha beneficiato dall'arrivo di lavoratori qualificati, specie giovani, dal resto d'Europa. Il tentativo di trasferirsi in Germania e la ricerca di posti di lavoro nella Repubblica federale è una scelta già molto diffusa tra i giovani dell'Europa meridionale: gli arrivi qui da Spagna o Grecia sono nettamente aumentati. Ovviamente l'altra faccia della medaglia è la fuga dei cervelli dall'Europa mediterranea, a vantaggio della competitività dell'economia tedesca.
"Abbiamo fatto poco per la mobilità in Europa", ha detto Schaeuble, aggiungendo: "Ad esempio noi in Germania stiamo cercando personale qualificato". Per questo, egli ha sottolineato, è necessario incentivare i lavoratori europei a spostarsi all'interno dell'Unione. Nel suo discorso il ministro delle Finanze tedesco ha poi lanciato un attacco alla Commissione europea, probabilmente con un occhio alle elezioni per il nuovo Parlamento europeo, con lo scontro tra i popolari (cui la Cdu appartiene), i socialisti e le forze delle nuove destre populiste ed euroscettiche. "Dobbiamo combattere la troppa burocrazia e le troppe regole", ha affermato.
L'invito a incoraggiare la mobilità del lavoro in Europa è da un lato una risposta alle campagne delle forze euroscettiche - le nuove destre radicali, euroscettiche e populiste ma anche i Tories del premier britannico, David Cameron - contro il rischio delle maree umane di migranti dai paesi poveri, specie dai Balcani. Di fatto, finora l'economia tedesca (di gran lunga la più grossa, industrializzata e forte dell'eurozona) ha beneficiato dall'arrivo di lavoratori qualificati, specie giovani, dal resto d'Europa. Il tentativo di trasferirsi in Germania e la ricerca di posti di lavoro nella Repubblica federale è una scelta già molto diffusa tra i giovani dell'Europa meridionale: gli arrivi qui da Spagna o Grecia sono nettamente aumentati. Ovviamente l'altra faccia della medaglia è la fuga dei cervelli dall'Europa mediterranea, a vantaggio della competitività dell'economia tedesca.