MILANO - La recessione non molla la presa sull'Italia e zavorra gli stipendi dei lavoratori. Lo scorso anno le retribuzioni orarie sono cresciute solo dell'1,4%, il tasso più basso dal 1982, anno di inizio delle serie storiche. Una beffa, quella rilevata dall'Istat, che arriva all'indomani del piano Electrolux per gli stabilimenti italiani per il quale chiede un netto taglio degli stipendi per ridurre il divario con la Polonia.
Secondo l'Istat, però, nel 2013 i salari sono aumentati appena più dei prezzi (+1,2% nell'anno), ma a dicembre le retribuzioni orarie a dicembre sono rimaste invariate rispetto a novembre mentre sono cresciute dell'1,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno prima. Nel dettaglio, le retribuzioni del settore privato hanno registrato un aumento tendenziale dell'1,7% mentre quelle della pubblica amministrazione hanno avuto una variazione nulla.
Il dato - spiegano i tecnici Istat - risente del blocco dei contratti dei dipendenti pubblici. Le retribuzioni del settore privato sono cresciute nella media 2013 dell'1,8% mentre quelle della pubblica amministrazione sono rimaste invariate. Nel settore privato sono cresciute soprattutto le retribuzioni dell'agricoltura (+2,7%) mentre quelle del settore industriale sono aumentate dell'1,8%. Per i lavoratori dei servizi privati le retribuzioni sono cresciute in media annua dell'1,9% rispetto alla media 2012. Nell'industria sono cresciute le retribuzioni soprattutto nel settore alimentare (+4,1%), nella chimica (+2,3%) e nel comparto metalmeccanico (+2,2%). Nell'edilizia i salari orari sono aumentati solo dello 0,4%. Guardando i servizi privati, le retribuzioni del commercio sono cresciute del 2,1%, quelle nei pubblici esercizi e alberghi del 2,2% mentre nel credito l'aumento si è limitato all'1,8%.
Alla fine dello scorso anno erano in attesa di rinnovo del contratto 6,3 milioni di lavoratori (il 48,9% del totale): 2,9 milioni sono dipendenti pubblici con contratti scaduti a fine 2009. Con riferimento al solo settore privato sono in attesa di rinnovo il 34% dei dipendenti, in decisa crescita rispetto a dicembre 2013 (erano il 7,9%). L'attesa del rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto è in media di 32,2 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 18,6 mesi per i privati.
Eurozona. Nel terzo trimestre 2013 il tasso della propensione al risparmio delle famiglie nei 17 Paesi dell'area euro è pressoché stabile al 13%, contro il 12,9% del trimestre precedente. Lo rende noto Eurostat. Anche nell'Ue a 28 il tasso resta pressoché invariato attestandosi al 10,7%, contro il 10,8% del trimestre precedente. Nell'Eurozona il reddito procapite delle famiglie è invariato in termini reali, questo perché il reddito nominale pro capite aumenta allo stesso ritmo dei prezzi (entrambi +0,3%). Stabili anche i consumi. Sempre nel terzo trimestre del 2013 il tasso degli investimenti delle imprese europee non finanziarie è sceso dal 19,3 del trimestre precedente al 19%. Nell'insieme dei 28 Paesi Ue il tasso degli investimenti misurato dall'Istituto europeo di statistica è invece rimasto invariato al 18,9%.
Secondo l'Istat, però, nel 2013 i salari sono aumentati appena più dei prezzi (+1,2% nell'anno), ma a dicembre le retribuzioni orarie a dicembre sono rimaste invariate rispetto a novembre mentre sono cresciute dell'1,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno prima. Nel dettaglio, le retribuzioni del settore privato hanno registrato un aumento tendenziale dell'1,7% mentre quelle della pubblica amministrazione hanno avuto una variazione nulla.
Il dato - spiegano i tecnici Istat - risente del blocco dei contratti dei dipendenti pubblici. Le retribuzioni del settore privato sono cresciute nella media 2013 dell'1,8% mentre quelle della pubblica amministrazione sono rimaste invariate. Nel settore privato sono cresciute soprattutto le retribuzioni dell'agricoltura (+2,7%) mentre quelle del settore industriale sono aumentate dell'1,8%. Per i lavoratori dei servizi privati le retribuzioni sono cresciute in media annua dell'1,9% rispetto alla media 2012. Nell'industria sono cresciute le retribuzioni soprattutto nel settore alimentare (+4,1%), nella chimica (+2,3%) e nel comparto metalmeccanico (+2,2%). Nell'edilizia i salari orari sono aumentati solo dello 0,4%. Guardando i servizi privati, le retribuzioni del commercio sono cresciute del 2,1%, quelle nei pubblici esercizi e alberghi del 2,2% mentre nel credito l'aumento si è limitato all'1,8%.
Alla fine dello scorso anno erano in attesa di rinnovo del contratto 6,3 milioni di lavoratori (il 48,9% del totale): 2,9 milioni sono dipendenti pubblici con contratti scaduti a fine 2009. Con riferimento al solo settore privato sono in attesa di rinnovo il 34% dei dipendenti, in decisa crescita rispetto a dicembre 2013 (erano il 7,9%). L'attesa del rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto è in media di 32,2 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 18,6 mesi per i privati.
Eurozona. Nel terzo trimestre 2013 il tasso della propensione al risparmio delle famiglie nei 17 Paesi dell'area euro è pressoché stabile al 13%, contro il 12,9% del trimestre precedente. Lo rende noto Eurostat. Anche nell'Ue a 28 il tasso resta pressoché invariato attestandosi al 10,7%, contro il 10,8% del trimestre precedente. Nell'Eurozona il reddito procapite delle famiglie è invariato in termini reali, questo perché il reddito nominale pro capite aumenta allo stesso ritmo dei prezzi (entrambi +0,3%). Stabili anche i consumi. Sempre nel terzo trimestre del 2013 il tasso degli investimenti delle imprese europee non finanziarie è sceso dal 19,3 del trimestre precedente al 19%. Nell'insieme dei 28 Paesi Ue il tasso degli investimenti misurato dall'Istituto europeo di statistica è invece rimasto invariato al 18,9%.