MILANO - L'Italia continua ad avere un outlook negativo sul rating perché "siamo ancora incerti sulla tenuta dei trend economici e delle politiche economiche". Lo scrive Standard & Poor's, evidenziando una crescita limitata allo 0,5% l'anno da qui al 2016 che "continua a sollevare dubbi" sul debito, atteso in rialzo al 134% del Pil a fine anno.
A limitare la crescita, "nonostante qualche prova di un'inizio di ripresa economica e i minori venti contrari fiscali" sono "la debole domanda di lavoro", "le strette condizioni del credito" e le "condizioni deflazionistiche. Anche nel 2016, il prodotto dell'economia italiana restera quasi del 7% al di sotto dei livelli del 2007".
Tuttavia, l'agenzia di rating potrebbe rivedere a "stabili" le prospettive sull'Italia "se il governo realizzasse riforme strutturali sui mercati del lavoro, dei prodotti e dei servizi", cioè le liberalizzazioni, "in grado di portare a un maggior livello di crescita l'economia italiana".
A limitare la crescita, "nonostante qualche prova di un'inizio di ripresa economica e i minori venti contrari fiscali" sono "la debole domanda di lavoro", "le strette condizioni del credito" e le "condizioni deflazionistiche. Anche nel 2016, il prodotto dell'economia italiana restera quasi del 7% al di sotto dei livelli del 2007".
Tuttavia, l'agenzia di rating potrebbe rivedere a "stabili" le prospettive sull'Italia "se il governo realizzasse riforme strutturali sui mercati del lavoro, dei prodotti e dei servizi", cioè le liberalizzazioni, "in grado di portare a un maggior livello di crescita l'economia italiana".