Economia

Calano ancora i prestiti ai privati,
ma la fiducia delle imprese risale

Secondo la Bce i prestiti ai privati sono scesi del 2,3% a dicembre, stessa variazione di novembre. Per l'Istat sale la fiducia delle imprese italiane, grazie a servizi e commercio a dettaglio. Sensazioni negative, invece, per manifatturiero e costruzioni

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MILANO - Calano ancora i prestiti ai privati: secondo le rilevazioni della Banca centrale europea hanno segnato una flessione del 2,3% a dicembre, in linea con quanto fatto il mese prima. Torna a scivolare in terreno negativo (-0,1% da una situazione invariata) l'andamento dei prestiti alle famiglie, mentre resta in profondo rosso (-3%) pur migliorando leggermente (era -3,8% a novembre) il flusso di liquidità verso le imprese non finanziarie. Nonostante l'ossigeno delle banche tardi dunque ad arrivare alle aziende, un segnale positivo si registra in Italia dove l'Istat certifica il miglioramento del clima di fiducia delle imprese. Viene così bissato il dato di ieri sulla fiducia dei consumatori, anch'essa in aumento.

Secondo l'Istituto di statistica, a gennaio 2014 l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane è cresciuto a quota 86,8 punti, da 83,8 di dicembre. Resta ancora ben lontana, comunque, la soglia di 100 punti che costituisce la base del 2005. "L'andamento", spiega l'Istat, "dell'indice complessivo rispecchia un miglioramento significativo della fiducia delle imprese del settore dei servizi di mercato e di quelle del commercio al dettaglio; risulta invece in diminuzione la fiducia delle imprese manifatturiere e delle imprese di costruzione".

Infatti, l'indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere diminuisce,
passando da 98,2 di dicembre a 97,7. Migliorano le attese di produzione (da 4 a 5 il saldo) e rimangono stabili i giudizi sugli ordini (a -27); il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da -4 a -1. L'analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie (Rpi) indica un miglioramento dell'indicatore per i beni strumentali (da 95,2 a 97,5) e un peggioramento per i beni di consumo (da 98,8 a 97,2) e per i beni intermedi (da 101,0 a 98,4).

Nel settore delle costruzioni, l'indice scende da 82,2 di dicembre a 76,5. I giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione e le attese sull'occupazione peggiorano (da -42 a -49 e da -21 a -23 i rispettivi saldi).

Guardando invece ai miglioramenti, l'indice destagionalizzato del clima di fiducia delle imprese dei servizi sale da 80,9 di dicembre a 88,5. Migliorano le attese sul livello degli ordini e, soprattutto, sull'andamento dell'economia in generale (varia da -36 a -24 il relativo saldo); i giudizi sugli ordini restano stabili a -20. Nel commercio al dettaglio, l'indice del clima di fiducia aumenta, passando da 90,7 di dicembre a 93,5. L'indice aumenta sia nella grande distribuzione (da 92,2 a 92,8), sia in quella tradizionale (da 90,7 a 94,8).

Per Paolo Mameli, senior economist del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo, "il calo della fiducia delle imprese manifatturiere (specie perché dovuto principalmente all'aumento delle scorte, e se letto in contesto di aumento del morale nei servizi) non interrompe il trend di miglioramento degli indici anticipatori e pertanto non costituisce un campanello d'allarme circa il materializzarsi della ripresa".

pensioni

Una notizia positiva arriva anche da Confindustria: secondo il Csc, la produzione industriale è salita dello 0,3% in gennaio su dicembre; in dicembre è stata stimata una variazione di -0,1% sul mese precedente. Secondo viale dell'Astronomia la produzione al netto del diverso numero di giornate lavorative è in crescita dell'1,2% rispetto a gennaio del 2013; in dicembre si era avuto un incremento dello 0,8% sullo stesso mese dell'anno precedente.