Economia

Letta: "Il debito inizia a scendere".
E promette Pil su del 2% nel 2015

Al termine dell'incontro con il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, il premier garantisce il ritorno alla crescita dell'economia con il deficit giù al 2,5%: "L'emergenza è finita. Possiamo programmare il futuro e combattere la disoccupazione"

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MILANO - Il Pil italiano crescerà dell'1% nel 2014 e del 2% nel 2015 e quest'anno, per la prima volta "dopo 6 anni di crescita ininterrotta", anche il debito pubblico si fermerà, mentre il rapporto deficit/pil sarà pari al 2,5%. Lo ha detto a Bruxelles il presidente del Consiglio Enrico Letta al termine dell'incontro con il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso che ha sottolineato i "notevoli sforzi per uscire dalla procedura di deficit eccessivo nel 2013 e questo è stato il più importante risultato per ristabilire la fiducia e ridurre gli spread". Barroso ha aggiunto che "il successo dell'Italia dipende dalla riduzione del debito".

"L'Italia - ha proseguito Barroso - ha fatto grandi passi sul fronte crescita grazie alle riforme che cominciano a dare frutti, al lavoro sulla garanzia dei giovani, al pagamento dei debiti della pa, alle privatizzazioni e la spending review". D'altra parte secondo il presidente della Commissione europea, nonostante l'Italia l'anno senza emergenze finanziarie, "le sfide restano: il debito alto è ancora lì e la competitività è bassa, è ancora un Paese vulnerabile e fragile e non c'è motivo di compiacersi, l'aggiustamento strutturale deve proseguire".

Sulla stessa lunghezza d'onda il premier secondo cui il paese arriva alla vigilia della presidenza di turno dell'Unione, dal primo luglio, con "un punto di differenza fondamentale rispetto agli scorsi ultimi 3 anni. L'Italia ha sempre cominciato l'anno sotto la tempesta dell'emergenza finanziaria, quest'anno per la prima volta inizia con l'opportunità di poter fare scelte a medio e lungo termine. Le possiamo fare per rendere nostro paese più competitivo". E per affrontare la disoccupazione, "vero tallone di Achille del nostro paese".