MILANO - C'è un gruppo cinese che fa frigoriferi in Italia che quest'anno conta di aumentare il suo fatturato a livello nazionale del 14%. Si tratta di Haier, multinazionale da poco meno di 30 miliardi di euro di ricavi (+15% rispetto al 2012), che quest'anno nel Belpaese ha fatturato 85 milioni e conta di chiudere il 2014 a quota 102 milioni grazie a tecnologia, assistenza e innovazione di prodotto. E così Haier che ha appena messo sul mercato il frigo combinato più grande (è largo un metro), ora si lancia in una nuova linea di cellulari e tablet.
L'obbiettivo del gruppo che in Italia è guidato da Enrico Ligabue è di vendere quest'anno 150mila telefonini di ultima generazione, senza avere accordi commerciali con le maggiori compagni telefoniche che invece sussidiano l'acquisto di cellulari come l'iPhone della Apple. Come solo Samsung e pochi altri sono riusciti a fare, il colosso cinese opera a 360 gradi tra elettrodomestici, pannelli solari, condizionatori tv e telefonini.
Il gruppo è diventato celebre trent'anni fa quando al vertice salì Zhang Ruimin, membro del Comitato centrale del Partito comunista cinese, con l'obiettivo di cambiare radicalmente l'azienda: la prima cosa che fece fu distruggere pubblicamente una partita di 76 frigoriferi che avevano un leggero difetto, a riprova delle volontà dell'azienda di essere trasparente con i suoi consumatori e di puntare a offrire prestazioni di alto di gamma a un prezzo popolare. Haier è un azienda giovane nata nell’84, eppure il gruppo è all’ottavo poso tra i colossi mondiali quanto a innovazione secondo le classifiche di Boston Consulting, dietro a multinazionali del calibro di Apple, Google e Ibm.
Stupisce inoltre che mentre giganti stranieri degli elettrodomestici come Electrolux e Whirlpool annunciano pesanti ristrutturazioni a livello nazionale, i cinesi siano pronti a investire e a crescere, anche se l'Italia è solo una piccola provincia dell'impero che ha sede a Qingdao.
L'obbiettivo del gruppo che in Italia è guidato da Enrico Ligabue è di vendere quest'anno 150mila telefonini di ultima generazione, senza avere accordi commerciali con le maggiori compagni telefoniche che invece sussidiano l'acquisto di cellulari come l'iPhone della Apple. Come solo Samsung e pochi altri sono riusciti a fare, il colosso cinese opera a 360 gradi tra elettrodomestici, pannelli solari, condizionatori tv e telefonini.
Il gruppo è diventato celebre trent'anni fa quando al vertice salì Zhang Ruimin, membro del Comitato centrale del Partito comunista cinese, con l'obiettivo di cambiare radicalmente l'azienda: la prima cosa che fece fu distruggere pubblicamente una partita di 76 frigoriferi che avevano un leggero difetto, a riprova delle volontà dell'azienda di essere trasparente con i suoi consumatori e di puntare a offrire prestazioni di alto di gamma a un prezzo popolare. Haier è un azienda giovane nata nell’84, eppure il gruppo è all’ottavo poso tra i colossi mondiali quanto a innovazione secondo le classifiche di Boston Consulting, dietro a multinazionali del calibro di Apple, Google e Ibm.
Stupisce inoltre che mentre giganti stranieri degli elettrodomestici come Electrolux e Whirlpool annunciano pesanti ristrutturazioni a livello nazionale, i cinesi siano pronti a investire e a crescere, anche se l'Italia è solo una piccola provincia dell'impero che ha sede a Qingdao.