Economia

Befera, il Fisco italiano
non attira gli investitori

Il direttore dell'agenzia delle Entrate punta il dito contro le norme fiscali italiane considerandole non appetibili per le imprese e i capitali esteri. Serve inoltre un rapporto sereno con i grandi contribuenti, mentre le sanzioni devono essere commisurate ai ricavi

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MILANO - "L'attuale sistema fiscale italiano non contribuisce ad essere un terreno appetibile per gli investitori esteri", sono le parole che il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha pronunciato nel corso di un convegno sul fisco organizzato da Assolombarda e Assonime. Un discorso che all'indomani dell'annuncio del trasferimento della sede fiscale di Fiat all'estero suonano come una giustificazione alla fuga del Lingotto.

Eppure Befera sottolinea che "mai come oggi è essenziale che il fisco si muova con grande equilibrio per incidere con tolleranza zero nei confronti di comportamenti evasivi o di pianificazione fiscale aggressiva e, allo stesso tempo, con grande senso di responsabilità in relazione a quei fenomeni che tali non sono, cercando di fornire certezza sempre maggiore ai contribuenti".

Il numero uno del Fisco comunque crede che le cose possano cambiare e "ripone grande fiducia nelle misure previste dal piano del governo 'Destinazione Italia' pensato per attirare investitori". "L'Agenzia - ha aggiunto Befera - sta portando avanti iniziative dirette a costruire un rapporto leale, sereno e trasparente con i contribuenti che passa per la semplificazione degli adempimenti e che auspichiamo conduca alla conquista di una maggiore cultura delle legalità fiscale".

Befera auspica inoltre che il nuovo sistema fiscale, per quanto riguarda "l'attività sanzionatoria del regime amministrativo" tenga conto "anche della storia fiscale del contribuente" mentre "il sistema sanzionatorio penale deve essere applicato, nei casi di effettiva frode, in maniera proporzionale ai ricavi delle imprese e non partendo da scaglioni fissi". Il responsabile delle entrate spiega che "tutto quello che stiamo facendo per le grandi imprese a livello di tutoraggio dobbiamo farlo per le piccole".