Economia

Allarme in Francia: aumentano le discriminazioni sul lavoro

Si lamenta quasi un dipendende su tre, ma a colpire è soprattutto la rassegnazione: il 40 per cento di chi pensa di essere discriminato perché donna o maghrebino o grasso non reagisce. Patiscono di più i giovani

1 minuti di lettura
PARIGI - Le discriminazioni sui posti di lavoro aumentano. Nonostante le campagne, nonostante gli avvertimenti, nonostante, in qualche caso, le sanzioni. Ma Oltralpe, nel 2014, la differenza sessuale, l'origine etnica, l'apparenza fisica possono ancora rappresentare una fonte di discriminazione. Se ne lamenta quasi un terzo dei lavoratori del settore privato e di quello pubblico, una percentuale in aumento rispetto a precedenti inchieste. Ma quel colpisce è anche la rassegnazione: il 40 per cento di chi pensa di essere discriminato perché donna o maghrebino o grasso non reagisce.

L'inchiesta commissionata dal Garante dei diritti con l'aiuto dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) dice quanta strada ci sia ancora da fare per eliminare le discriminazioni sui posti di lavoro. La causa più citata resta la differenza uomo-donna: i maschi continuano a guadagnare di più e far carriera più rapidamente, nel pubblico e nel privato. Poi vengono le origini etniche, che soprattutto nel settore privato sembrano un ostacolo decisivo (sono citate dal 27% delle persone interrogate). Segue l'apparenza fisica, con una particolare lamentela da parte degli obesi, che si sentono umiliati. Altre fonti di discriminazione restano la maternità, la nazionalità, le convinzioni religiose. Il diretto superiore è indicato come il principale discriminatore, ma anche i colleghi sono citati da un terzo degli intervistati.

Secondo Jean-François Trogrlic, che dirige l'ufficio francese dell'Ilo, il riferimento all'apparenza fisica "ingloba anche il modo di comportarsi e di esprimersi di una persona. In una società di immagine come la nostra, i canoni della moda e della bellezza contano enormemente nelle relazioni sociali. A parità di competenze, un manager sceglierà chi si presenta meglio". Oltretutto, è difficile accusare un direttore delle riorse umane di discriminare un candidato in base alla sola bella presenza.

Infine, sono i giovani a patire più di altri delle discriminazioni basate sull'aspetto: tatuaggi, piercing, look un po' strani non favoriscono le assunzioni. E per i figli di immigrati, già discriminati a causa delle origini etniche e spesso anche a causa del luogo in cui abitano, le cose sono ancora più difficili.