MILANO - I Mirò possono essere venduti. Anzi no. Il tribunale amministrativo di Lisbona ha dato il via libera allo Stato portoghese per vendere 85 opere dell'artista catalano, finite in mano al governo dopo la nazionalizzazione del Banco Portogues de Negocios avvenuta nel 2008, ma Christie's ha cancellato l'asta poche ora prima del via per paura di futuri contenziosi.
Lisbona puntava a recuperare parte dei fondi persi con il fallimento della banca con l'obiettivo è realizzare almeno 50 milioni di dollari, ma secondo gli esperti la collezione potrebbe arrivare a valere fino a 160 milioni di euro. La messa all'incanto, però, ha suscitato roventi polemiche in Portogallo, con azioni giudiziarie e iniziative politiche dei partiti dell'opposizione e la raccolta di migliaia di firme, volte a frenare la liquidazione di un pezzo del patrimonio artistico nazionale da parte dell'esecutivo conservatore di Pedro Passos Coelho.
Per il direttore della Perve Galeria di Lisbona, Cabral Nunes, è "incredibile che queste opere sia state portate a Londra senza mai essere state rese visibili ai portoghesi". Il tribunale amministrativo di Lisbona ha rigettato la richiesta di sospensione cautelare della vendita avanzata da cinque deputati socialisti e avallata dalla Procura generale della Repubblica, ma la casa d'aste ha comunque deciso di sospendere la vendita perché "l'incertezza legale creata dalla disputa non ci permette di procedere con serenità. Ci auguriamo che le parti risolvano i loro contenzioni".
Fino ad allora le pitture su tela, gli acrilici, i disegni, le guaches e le sculture, realizzate nell'arco di sette decenni dal pittore catalano, nato a Barcellona e morto a Palma di Maiorca nel Natale del 1983, non potranno andare al migliore offerente.
Lisbona puntava a recuperare parte dei fondi persi con il fallimento della banca con l'obiettivo è realizzare almeno 50 milioni di dollari, ma secondo gli esperti la collezione potrebbe arrivare a valere fino a 160 milioni di euro. La messa all'incanto, però, ha suscitato roventi polemiche in Portogallo, con azioni giudiziarie e iniziative politiche dei partiti dell'opposizione e la raccolta di migliaia di firme, volte a frenare la liquidazione di un pezzo del patrimonio artistico nazionale da parte dell'esecutivo conservatore di Pedro Passos Coelho.
Per il direttore della Perve Galeria di Lisbona, Cabral Nunes, è "incredibile che queste opere sia state portate a Londra senza mai essere state rese visibili ai portoghesi". Il tribunale amministrativo di Lisbona ha rigettato la richiesta di sospensione cautelare della vendita avanzata da cinque deputati socialisti e avallata dalla Procura generale della Repubblica, ma la casa d'aste ha comunque deciso di sospendere la vendita perché "l'incertezza legale creata dalla disputa non ci permette di procedere con serenità. Ci auguriamo che le parti risolvano i loro contenzioni".
Fino ad allora le pitture su tela, gli acrilici, i disegni, le guaches e le sculture, realizzate nell'arco di sette decenni dal pittore catalano, nato a Barcellona e morto a Palma di Maiorca nel Natale del 1983, non potranno andare al migliore offerente.