MILANO - A due giorni dal via delle Olimpiadi invernali di Sochi, in Russia, Moody's lancia l'allarme sulla tenuta dei conti nel medio termine. Certo - spiega l'agenzia internazionale di rating - il governo locale, la regione e la città sul Mar Nero hanno beneficiato degli investimenti per la preparazione dei Giochi, ma non mancano i dubbi sulla capacità di mantenere le strutture in futuro. Come a dire che l'eredità dei giochi potrebbe tradursi in conti in rosso.
Secondo Mosca il costo per il mantenimento delle strutture potrebbe aggirarsi intorno ai 2 miliardi di dollari l'anno, ma Moody's si mostra piuttosta incerta sulla capacità dell'investimenti di aumentare il turismo futuro e - di conseguenza - gli introiti per la regione. Domenica scorsa, il primo ministro russo, Dmitry Medvedev, ha chiesto al governo di preparare un piano per l'utilizzo post olimpico dei siti: alcuni verranno convertiti in centri congressi e centri commerciali.
A soffrire, in particolare, potrebbe essere il settore dell'ospitalità a causa del massiccio incremento di stanze associato a una crescente concorrenza. Uno scenario che crea non poche incertezze sul futuro dell'industria turistica di Sochi. A sorridere saranno soprattutto gli sponsor globali che beneficeranno dei maggiore esposizione rispetto al passato.
Quanto agli oligarchi che hanno investito su Sochi sono i primi a chiedere nuovi incentivi fiscali per non rieschiare di perdere nulla, mentre le banche scommettono su ritorni nel medio periodo: gli investitori, infatti, non dovranno restituire nulla fino alla fine del 2015.
Secondo Mosca il costo per il mantenimento delle strutture potrebbe aggirarsi intorno ai 2 miliardi di dollari l'anno, ma Moody's si mostra piuttosta incerta sulla capacità dell'investimenti di aumentare il turismo futuro e - di conseguenza - gli introiti per la regione. Domenica scorsa, il primo ministro russo, Dmitry Medvedev, ha chiesto al governo di preparare un piano per l'utilizzo post olimpico dei siti: alcuni verranno convertiti in centri congressi e centri commerciali.
A soffrire, in particolare, potrebbe essere il settore dell'ospitalità a causa del massiccio incremento di stanze associato a una crescente concorrenza. Uno scenario che crea non poche incertezze sul futuro dell'industria turistica di Sochi. A sorridere saranno soprattutto gli sponsor globali che beneficeranno dei maggiore esposizione rispetto al passato.
Quanto agli oligarchi che hanno investito su Sochi sono i primi a chiedere nuovi incentivi fiscali per non rieschiare di perdere nulla, mentre le banche scommettono su ritorni nel medio periodo: gli investitori, infatti, non dovranno restituire nulla fino alla fine del 2015.