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Barclays, Londra condanna maxi bonus.
"Sant'Antonio" travolto dalle critiche

Anthony Jenkins era arrivato al vertice della banca per ripulirne l'immagine. Sembrava il "santo" dei banchieri, ma la decisione di pagare 2,4 miliardi di bonus nonostante i 12 mila licenziamenti rischia di costargli il posto
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LONDRA - Un anno fa lo chiamavano "Sant'Antonio", per la sua promessa di ripulire l'immagine dei banchieri, deturpata da anni di bonus troppo alti, truffe ed eccessi. Ma ora nessuno a Londra sembra disposto ad aprire le porte del paradiso ad Antony Jenkins, amministratore delegato della Barclays, dopo che la seconda maggiore banca britannica ha deciso di distribuire 2 miliardi e 380 milioni di bonus (quasi 3 miliardi di euro) ai propri dipendenti, nonostante nel 2013 i profitti siano calati del 37 per cento e a dispetto dell'annuncio di 10 mila-12 mila licenziamenti (quasi il 10 per cento di una forza lavoro di 140 mila persone in mezzo mondo) per ridurre i costi. Una decisione che sta suscitando una rivolta.

Il giorno dopo il comunicato su bonus e tagli, infatti, una sollevazione generale contesta le iniziative dell'ad subentrato a Bob Diamond con l'impegno di fare pulizia, all'indomani dello scandalo Libor sulla manipolazione dei tassi d'interesse, che era costato alla Barc…
LONDRA - Un anno fa lo chiamavano "Sant'Antonio", per la sua promessa di ripulire l'immagine dei banchieri, deturpata da anni di bonus troppo alti, truffe ed eccessi. Ma ora nessuno a Londra sembra disposto ad aprire le porte del paradiso ad Antony Jenkins, amministratore delegato della Barclays, dopo che la seconda maggiore banca britannica ha deciso di distribuire 2 miliardi e 380 milioni di bonus (quasi 3 miliardi di euro) ai propri dipendenti, nonostante nel 2013 i profitti siano calati del 37 per cento e a dispetto dell'annuncio di 10 mila-12 mila licenziamenti (quasi il 10 per cento di una forza lavoro di 140 mila persone in mezzo mondo) per ridurre i costi. Una decisione che sta suscitando una rivolta.

Il giorno dopo il comunicato su bonus e tagli, infatti, una sollevazione generale contesta le iniziative dell'ad subentrato a Bob Diamond con l'impegno di fare pulizia, all'indomani dello scandalo Libor sulla manipolazione dei tassi d'interesse, che era costato alla Barclays una multa di oltre 200 milioni di sterline e al suo capo la perdita di una delle poltrone più ambite della City. "Non si capisce come la Barclays possa giustificare dei premi ai propri dirigenti quasi tre volte più alti del totale dei dividendi pagati agli azionisti", commenta l'autorevole Institute of Directors sul Financial Times, che apre la prima pagina sulla contestazione ai bonus.

"E' una decisione che dimostra di non avere appreso la lezione sugli eccessi della finanza che i banchieri dovrebbero avere imparato dopo il crack del 2008 e che rafforza la necessità di una tassa sui bonus", osserva Pat McFadden, deputato laburista, membri della commissione finanze della camera dei Comuni. I sindacati protestano per i licenziamenti (7 mila dei quali in Gran Bretagna), giudicando ridicola l'affermazione di Jenkins secondo cui la riduzione del personale, resa possibile dall'incremento nell'uso dell'e-banking, le operazioni fatte online dai clienti, e la chiusura di numerose filiali finiranno per rendere "un migliore servizio ai consumatori". E la sua difesa dei bonus, come necessari per conservare "manager di talento in grado di assicurare la crescita della banca", viene definita "nient'altro che un ricatto" da un editoriale del Daily Mirror.

"Sant'Antonio" Jenkins ha rinunciato volontariamente al proprio bonus per il 2013, che prevedeva un pacchetto di azioni pari a un valore di 1 milione e mezzo di sterline, ma la pioggia di premi farà comunque ricevere bonus mediamente intorno a 1 milione di sterline a centinaia di banchieri ai piani alti della sua banca. Ricompensa per cosa?, si chiede dunque il mondo politico, dei media e delle imprese, se i profitti scendono ed è necessario tagliare il personale? Una polemica che pare destinata a ravvivarsi ulteriormente domani, quando Antonio Horta-Osario, amministratore delegato del Lloyds Banking Group, il gruppo bancario salvato dalla bancarotta all'apice della crisi grazie all'intervento dei contribuenti, annuncerà i risultati dello scorso anno e una serie di bonus a partire dal proprio, per quasi 2 milioni di sterline, che lui a differenza di Jenkins intenderebbe intascare.