MILANO - Il saldo degli occupati resta negativo, eppure le imprese contano di fare 185 mila nuove assunzioni nel primo trimestre di quest'anno. E per Unioncamere c'è un miglioramento rispetto al passato. Di più. Le aziende cercheranno 17.200 operai specializzati (dall'edilizia alla chimica); 5.500 informatici; oltre 5.200 assistenti sociali; 3.700 posti saranno invece destinati a tecnici della sanità e dei servizi sociali, mentre quasi 2.200 riguarderanno ingegneri, architetti e professioni assimilate.
Secondo lo studio realizzato insieme al ministero del Lavoro, a fine marzo il bilancio tra entrate e uscite sarà negativo per 14.500 unità, ma si tratta del saldo più contenuto da oltre anno e mezzo. Le attese di un possibile incremento delle esportazioni, si legge in una nota di Unioncamere, sostengono infatti le previsioni occupazionali delle imprese con oltre 50 dipendenti operanti in diversi comparti della manifattura made in Italy, a partire dalla meccanica (3mila i posti di lavoro in più entro marzo programmati da queste imprese).
La capacità di recupero di queste componenti imprenditoriali, tuttavia - evidenzia lo studio -, "rallenta ma non riesce ancora a fermare il percorso di discesa dell'occupazione nel settore privato, che a fine marzo dovrebbe registrare un bilancio negativo di 14.500 unità, come effetto delle quasi 185mila entrate attese a fronte di oltre 199mila uscite previste.
Tuttavia per alcune professioni le prospettive sono buone. Soprattutto in campo tecnico o quando si tratta di specialisti di alto livello. A queste si aggiungono il personale di segreteria e servizi generali (oltre 8 mila assunzioni), i commessi e altro personale qualificato nella grande distribuzione (quasi 5.200), gli operai nelle attività metalmeccaniche richiesti in altri settori (quasi 4.600). Sono ai minimi dell'anno, invece, le assunzioni nel settore dei servizi turistici.
Secondo lo studio realizzato insieme al ministero del Lavoro, a fine marzo il bilancio tra entrate e uscite sarà negativo per 14.500 unità, ma si tratta del saldo più contenuto da oltre anno e mezzo. Le attese di un possibile incremento delle esportazioni, si legge in una nota di Unioncamere, sostengono infatti le previsioni occupazionali delle imprese con oltre 50 dipendenti operanti in diversi comparti della manifattura made in Italy, a partire dalla meccanica (3mila i posti di lavoro in più entro marzo programmati da queste imprese).
La capacità di recupero di queste componenti imprenditoriali, tuttavia - evidenzia lo studio -, "rallenta ma non riesce ancora a fermare il percorso di discesa dell'occupazione nel settore privato, che a fine marzo dovrebbe registrare un bilancio negativo di 14.500 unità, come effetto delle quasi 185mila entrate attese a fronte di oltre 199mila uscite previste.
Tuttavia per alcune professioni le prospettive sono buone. Soprattutto in campo tecnico o quando si tratta di specialisti di alto livello. A queste si aggiungono il personale di segreteria e servizi generali (oltre 8 mila assunzioni), i commessi e altro personale qualificato nella grande distribuzione (quasi 5.200), gli operai nelle attività metalmeccaniche richiesti in altri settori (quasi 4.600). Sono ai minimi dell'anno, invece, le assunzioni nel settore dei servizi turistici.