MILANO - La crisi di governo non spaventa l'Europa. E neppure la critica Germania. Le dimissioni di Enrico Letta dalla guida dell'esecutivo e il probabile avvicendamento con Matteo Renzi è seguito "con grande attenzione" da Berlino che auspica una "rapida" soluzione, dice il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. Il portavoce ha poi ribadito che l'Italia "è un partner molto importante e molto vicino" nell'Eurozona per la Germania, ma per il momento non ci sono stati contatti tra la Cancelliera ed esponenti politici italiani.
La Commissione europea non esprime commenti sul "processo democratico interno dell'Italia": "Abbiamo preso nota dell'annuncio di dimissioni del premier Enrico Letta, restiamo fiduciosi sulla volontà e sulla capacità dell'Italia di perseguire le riforme e gli sforzi di consolidamento del bilancio", ha detto un portavoce di Bruxelles aggiungendo che "naturalmente continuiamo a lavorare con l'Italia in vista della presidenza di turno dell'Unione europea nel secondo semestre 2014".
Il presidente della commissione, Josè Manuel Barroso, ha invece chiamato il premier uscente, Enrico Letta, per esprimergli "grande apprezzamento per la cooperazione sviluppata in questo periodo". Letta, ha aggiunto, "ha dimostrato un grande impegno per l'Europa" ed "è stato un piacere lavorare con lui". Barroso si è espresso anche su Matteo Renzi, definendolo "un europeista molto impegnato e interessato nell'avanzamento del processo di integrazione europea".
Nessuna reazione ufficiale anche dagli Usa, ma nel pomeriggio il premier dimissionario Enrico Letta ha ricevuto una telefonata dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che era in volo sull'Air Force One. Obama ha rivolto a Letta i complimenti per il lavoro svolto insieme a livello internazionale e gli ha confermato la sua sincera amicizia.
Fonti del dipartimento di Stato, racconta l'Ansa, fanno sapere che gli Usa hanno "grande fiducia nel presidente Napolitano e negli italiani, mentre l'Italia va verso la formazione di un nuovo governo. Gli Stati Uniti lavorano a stretto contatto con gli alleati italiani su una serie di temi globali, e siamo convinti che questa relazione continuerà". E ancora: gli sforzi di Letta "in campo internazionale per migliorare la stabilità e risolvere i conflitti, in Afghanistan, Siria e Libia e promuovere le riforme e della crescita dell'economia italiana e dell'Eurozona".
La Commissione europea non esprime commenti sul "processo democratico interno dell'Italia": "Abbiamo preso nota dell'annuncio di dimissioni del premier Enrico Letta, restiamo fiduciosi sulla volontà e sulla capacità dell'Italia di perseguire le riforme e gli sforzi di consolidamento del bilancio", ha detto un portavoce di Bruxelles aggiungendo che "naturalmente continuiamo a lavorare con l'Italia in vista della presidenza di turno dell'Unione europea nel secondo semestre 2014".
Il presidente della commissione, Josè Manuel Barroso, ha invece chiamato il premier uscente, Enrico Letta, per esprimergli "grande apprezzamento per la cooperazione sviluppata in questo periodo". Letta, ha aggiunto, "ha dimostrato un grande impegno per l'Europa" ed "è stato un piacere lavorare con lui". Barroso si è espresso anche su Matteo Renzi, definendolo "un europeista molto impegnato e interessato nell'avanzamento del processo di integrazione europea".
Nessuna reazione ufficiale anche dagli Usa, ma nel pomeriggio il premier dimissionario Enrico Letta ha ricevuto una telefonata dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che era in volo sull'Air Force One. Obama ha rivolto a Letta i complimenti per il lavoro svolto insieme a livello internazionale e gli ha confermato la sua sincera amicizia.
Fonti del dipartimento di Stato, racconta l'Ansa, fanno sapere che gli Usa hanno "grande fiducia nel presidente Napolitano e negli italiani, mentre l'Italia va verso la formazione di un nuovo governo. Gli Stati Uniti lavorano a stretto contatto con gli alleati italiani su una serie di temi globali, e siamo convinti che questa relazione continuerà". E ancora: gli sforzi di Letta "in campo internazionale per migliorare la stabilità e risolvere i conflitti, in Afghanistan, Siria e Libia e promuovere le riforme e della crescita dell'economia italiana e dell'Eurozona".