MILANO - Le sofferenze bancarie volano ai massimi. A gennaio 2014, secondo il rapporto Abi, le sofferenze nette sono salite a quasi 156 miliardi di euro dai 150 di dicembre 2013, mentre il rapporto fra quelle lorde e impieghi è cresciuto a dicembre all'8,1%, il livello più alto da maggio '99 (8,37%).
Come se non bastasse, a gennaio rallenta il calo dei prestiti in Italia, ma è ancora presto per parlare di inversione di tendenza. Secondo il rapporto mensile dell'associazione delle banche, il totale degli impieghi a residenti in Italia si è attestato il mese scorso a 1.853,2 miliardi di euro (-3,3% la variazione annua, contro il -3,9% di dicembre 2014). In particolare i prestiti a famiglie e imprese ammontano a 1.416,5 miliardi di euro (-3,9% contro il -4% di dicembre). I prestiti a breve sono scesi del 7,5%, quelli a lungo termine del 2,6%.
Per quanto riguarda il tasso sui mutui concessi dalle banche alle famiglie per l'acquisto di abitazioni è risultato in rialzo a gennaio al 3,54% a fronte del 3,42% registrato il mese precedente (stesso valore dello scorso novembre) e del 5,72% di fine 2007. Sempre a gennaio il tasso sui nuovi prestiti in euro alle società non finanziarie si è posizionato al 3,47%, in linea con il dato di dicembre 2013 (5,48% a fine 2007). Nell'ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari al 20,7% (22,2% il mese precedente; era 23,7% a novembre 2013).
D'altra parte, la raccolta bancaria scende ancora, affossata dal continuo crollo delle obbligazioni. Secondo quanto emerge dal rapporto mensile dell'Abi, a gennaio 2014 la raccolta è stata pari a 1.717,8 miliardi di euro, con un calo dell'1,9% rispetto a un anno prima. Ma mentre i depositi da clientela sono aumentati del 2,2% (+1,9% a fine 2013), la raccolta a medio e lungo termine, cioè le obbligazioni, ha registrato un crollo a due cifre, pari al 10,4% (-9,8% a dicembre).
Come se non bastasse, a gennaio rallenta il calo dei prestiti in Italia, ma è ancora presto per parlare di inversione di tendenza. Secondo il rapporto mensile dell'associazione delle banche, il totale degli impieghi a residenti in Italia si è attestato il mese scorso a 1.853,2 miliardi di euro (-3,3% la variazione annua, contro il -3,9% di dicembre 2014). In particolare i prestiti a famiglie e imprese ammontano a 1.416,5 miliardi di euro (-3,9% contro il -4% di dicembre). I prestiti a breve sono scesi del 7,5%, quelli a lungo termine del 2,6%.
Per quanto riguarda il tasso sui mutui concessi dalle banche alle famiglie per l'acquisto di abitazioni è risultato in rialzo a gennaio al 3,54% a fronte del 3,42% registrato il mese precedente (stesso valore dello scorso novembre) e del 5,72% di fine 2007. Sempre a gennaio il tasso sui nuovi prestiti in euro alle società non finanziarie si è posizionato al 3,47%, in linea con il dato di dicembre 2013 (5,48% a fine 2007). Nell'ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari al 20,7% (22,2% il mese precedente; era 23,7% a novembre 2013).
D'altra parte, la raccolta bancaria scende ancora, affossata dal continuo crollo delle obbligazioni. Secondo quanto emerge dal rapporto mensile dell'Abi, a gennaio 2014 la raccolta è stata pari a 1.717,8 miliardi di euro, con un calo dell'1,9% rispetto a un anno prima. Ma mentre i depositi da clientela sono aumentati del 2,2% (+1,9% a fine 2013), la raccolta a medio e lungo termine, cioè le obbligazioni, ha registrato un crollo a due cifre, pari al 10,4% (-9,8% a dicembre).