Economia

Il rebus dell'Economia
Renzi tra Bruxelles e cambiamento

E' il  dicastero più importante, ma Renzi ha le mani legati per i vincoli imposti dall'Unione europea. Tra i nomi spunta quello di Pier Carlo Padoan, presidente Istat e di Guido Tabellini. Scendono le quotazioni di Bini Smaghi, risale la Reichlin. Fuori gioco Barca

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MILANO - E' la nomina più difficile, quella in cui Matteo Renzi e il suo governo si giocano tutto. Da una parte le pressioni di chi vuole mantenere la linea europea dettata da Bruxelles, dall'altra la voglia di cambiare per dare impulso a una nuova politica economica in grado di rilanciare il Paese. Avere le mani legate sul portafoglio del governo, significherebbe per Renzi limitare la propria libertà d'azione nel campo delle riforme. Come dire che senza l'appoggio di Bruxelles, non si muove una foglia.

Le ultime figure che hanno ricoperto il dicastero di Via XX Settembre sono state tutte condivise con l'Unione europea e con la Bce, a partire da Mario Monti che non a caso per i primi mesi del suo governo ha tenuto per sé anche l'incarico di ministro dell'Economia. Dopo di lui, Vittorio Grilli, voluto dallo stesso Monti, e Fabrizio Saccomanni, la cui candidatura ha ricevuto il placet di Mario Draghi. Ora la Bce vorrebbe continuare su questa linea e vede di buon occhio tutte le nomine che vadano in questa direzione, come quella di Lucrezia Reichlin o di Lorenzo Bini Smaghi, anche se quest'ultimo per lo scontro avuto con Draghi al momento del suo passaggio dalla Banca d'Italia alla Bce, non ha ottimi rapporti con il numero uno dell'Eurotower. La scelta politca, invece, vedeva in pole position Fabrizio Barca, ma dopo lo scivolone della finta telefonata di con Nichi Vendola nel programmma radiofonico La Zanzara, ha rifiutato anche la possibilità di essere tra i candidati.

Tra i nomi papabili, figura l'ex rettore della Bocconi, Guido Tabellini, una nomina in linea con il tragitto avviato da Mario Monti, anche se nelle ultime ore sono salite le quotazioni di Pier Carlo Padoan, presidente dell'Istat, ma con un curriculum che riscontrerebbe certamente il favore di Bruxelles. Padoan annovera incarichi di consulente della Banca Mondiale, della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea, e prima dell'Istat è stato vice segretario generale e capo economista dell’Ocse dal 2007. Tabellini, invece, ha più un passato da professore: tra gli incarichi internazionali vanta la presidenza della Eea (European economic association) qualche consulenza per il governo italiano e la Banca mondiale.

LE SCHEDE: Reichlin - Bini Smaghi - Barca - Tabellini - Padoan