ROMA - Artigiani e commercianti da tutta Italia sono arrivati in piazza del Popolo a Roma per chiedere con forza al nuovo governo che si insedierà e al Parlamento una svolta urgente in politica economica. È questo il senso della manifestazione organizzata da Rete imprese Italia, l'associazione che raggruppa Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani, Cna e Confartigianato. "Siamo in 60mila, il tempo delle attese è finito" dicono gli organizzatori, "senza l'impresa non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro" è lo slogan della protesta.
"Al nuovo presidente del Consiglio chiediamo di convocarci subito" chiede il presidente e portavoce di Rete Imprese Italia, Marco Venturi, dal palco della manifestazione. "Noi non molleremo", dice: "Saremo propositivi ma incalzanti. Saremo dialoganti ma pronti a tornare in piazza, se non avremo concrete e rapide risposte". Venturi vuole un cambiamento rapido dal governo che sarà guidato da Matteo Renzi. "Il prossimo governo ed il Parlamento devono prendere atto di questa grande forza, dell'enorme malessere, delle difficoltà che vivono le nostre imprese e devono cambiare registro". Una delle urgenze prioritarie per le imprese è abbassare la pressione fiscale: "Basta usarci come una cassa continua da cui prelevare ogni volta che c'è bisogno, il sistema fiscale ci soffoca".
Alla base della manifestazione il profondo disagio in cui si trovano migliaia di imprenditori di tutto il paese. Ma soprattutto la richiesta di essere considerati, di essere identificati dalla politica e dalle istituzioni come le fondamenta del sistema produttivo italiano, da cui dipendono occupazione e stabilità. Sono infatti oltre mille al giorno, 372mila solo nel 2013, le aziende che ogni anno sono costrette a chiudere, con il conseguente calo del potere d'acquisto delle famiglie e l'aumento dei disoccupati. "Tanti, troppi nostri colleghi hanno perso tutto" dichiara Venturi.
Tutti i presidenti delle associazioni sono saliti sul palco per esprimere il proprio dissenso. "La manifestazione di oggi è un evento storico: la politica deve tenerne conto - afferma il presidente di Cna Daniele Vaccarino - "Non abbiamo perso la speranza, abbiamo perso la pazienza. Le ragioni dell'impresa diventino le ragioni dell'Italia". Carlo Sangalli (Confcommercio) lancia un avvertimento al mondo politico: "E' a rischio la pace sociale. È pericoloso lasciare le famiglie e le imprese sull'orlo della disperazione".
A dominare sono le bandiere bianche e blu di Confartigianato e Cna, che hanno riempito anche la scalinata che porta al Pincio, ma vicino al palco anche una dozzina di ombrelloni rossi dell'Associazione Balneari. Urla e fischietti per far sentire la rabbia di chi chiede misure concrete per far ripartire l'economia. Sui gilet che indossano i manifestanti gli slogan della manifestazione: "Sono qui per non chiudere"; "Oggi per non chiudere per sempre". Tanti i cartelloni e gli striscioni contro le tasse e i balzelli fiscali.
Per il Pd è presente alla manifestazione Stefano Fassina, ex viceministro dell'Economia, che chiede al prossimo governo Renzi un "segno di discontinuità": "Dobbiamo negoziare un pò di spazio con la Commissione europea per dare ossigeno agli investimenti, per ridurre le tasse e sostenere il lavoro, perché siamo avvitati in una spirale in cui recessione e aumento della disoccupazione fanno aumentare anche il debito pubblico".
Forza Italia appoggia le richieste di Rete imprese e chiede al governo targato Renzi di mettere la ripresa economica in testa alle proprie priorità. "Meno tasse sul lavoro, via lacci e lacciuoli della burocrazia, più credito alle piccole imprese. Le abbiamo sostenute durante il governo delle tasse targato letta. Continueremo a farlo anche adesso" dichiara Maurizio Gasparri.
Il Movimento 5 stelle e la Lega Nord sono scesi in piazza insieme agli imprenditori per manifestare il proprio dissenso verso i provvedimenti del governo. Il M5s chiede l'abolizione dell'Irap per le micro-imprese, un provvedimento "bocciato da Pd e Forza Italia" fanno sapere i parlamentari a 5 stelle. Anche i senatori della Lega sono al fianco degli imprenditori. "Le loro istanze sono sacrosante. Il governo che deve insediarsi non può perdere nemmeno un minuto e dare una svolta urgente alla politica economica".
"Al nuovo presidente del Consiglio chiediamo di convocarci subito" chiede il presidente e portavoce di Rete Imprese Italia, Marco Venturi, dal palco della manifestazione. "Noi non molleremo", dice: "Saremo propositivi ma incalzanti. Saremo dialoganti ma pronti a tornare in piazza, se non avremo concrete e rapide risposte". Venturi vuole un cambiamento rapido dal governo che sarà guidato da Matteo Renzi. "Il prossimo governo ed il Parlamento devono prendere atto di questa grande forza, dell'enorme malessere, delle difficoltà che vivono le nostre imprese e devono cambiare registro". Una delle urgenze prioritarie per le imprese è abbassare la pressione fiscale: "Basta usarci come una cassa continua da cui prelevare ogni volta che c'è bisogno, il sistema fiscale ci soffoca".
Alla base della manifestazione il profondo disagio in cui si trovano migliaia di imprenditori di tutto il paese. Ma soprattutto la richiesta di essere considerati, di essere identificati dalla politica e dalle istituzioni come le fondamenta del sistema produttivo italiano, da cui dipendono occupazione e stabilità. Sono infatti oltre mille al giorno, 372mila solo nel 2013, le aziende che ogni anno sono costrette a chiudere, con il conseguente calo del potere d'acquisto delle famiglie e l'aumento dei disoccupati. "Tanti, troppi nostri colleghi hanno perso tutto" dichiara Venturi.
Tutti i presidenti delle associazioni sono saliti sul palco per esprimere il proprio dissenso. "La manifestazione di oggi è un evento storico: la politica deve tenerne conto - afferma il presidente di Cna Daniele Vaccarino - "Non abbiamo perso la speranza, abbiamo perso la pazienza. Le ragioni dell'impresa diventino le ragioni dell'Italia". Carlo Sangalli (Confcommercio) lancia un avvertimento al mondo politico: "E' a rischio la pace sociale. È pericoloso lasciare le famiglie e le imprese sull'orlo della disperazione".
A dominare sono le bandiere bianche e blu di Confartigianato e Cna, che hanno riempito anche la scalinata che porta al Pincio, ma vicino al palco anche una dozzina di ombrelloni rossi dell'Associazione Balneari. Urla e fischietti per far sentire la rabbia di chi chiede misure concrete per far ripartire l'economia. Sui gilet che indossano i manifestanti gli slogan della manifestazione: "Sono qui per non chiudere"; "Oggi per non chiudere per sempre". Tanti i cartelloni e gli striscioni contro le tasse e i balzelli fiscali.
Per il Pd è presente alla manifestazione Stefano Fassina, ex viceministro dell'Economia, che chiede al prossimo governo Renzi un "segno di discontinuità": "Dobbiamo negoziare un pò di spazio con la Commissione europea per dare ossigeno agli investimenti, per ridurre le tasse e sostenere il lavoro, perché siamo avvitati in una spirale in cui recessione e aumento della disoccupazione fanno aumentare anche il debito pubblico".
Forza Italia appoggia le richieste di Rete imprese e chiede al governo targato Renzi di mettere la ripresa economica in testa alle proprie priorità. "Meno tasse sul lavoro, via lacci e lacciuoli della burocrazia, più credito alle piccole imprese. Le abbiamo sostenute durante il governo delle tasse targato letta. Continueremo a farlo anche adesso" dichiara Maurizio Gasparri.
Il Movimento 5 stelle e la Lega Nord sono scesi in piazza insieme agli imprenditori per manifestare il proprio dissenso verso i provvedimenti del governo. Il M5s chiede l'abolizione dell'Irap per le micro-imprese, un provvedimento "bocciato da Pd e Forza Italia" fanno sapere i parlamentari a 5 stelle. Anche i senatori della Lega sono al fianco degli imprenditori. "Le loro istanze sono sacrosante. Il governo che deve insediarsi non può perdere nemmeno un minuto e dare una svolta urgente alla politica economica".