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Csc: "L'economia resta ferma, nessun progresso nell'occupazione"

Il Centro studi di Confidustria  chiede interventi urgenti contro la "da ristrettezza del credito, debolezza della domanda interna e perdita accumulata di competitività" per evitare ulteriori danni al sistema economico italiano
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MILANO - "Avanti adagio, quasi ferma". Neppure fosse una lenta sinfonia, ma è così che il Centro studi di Confindustria vede l'economia italiana nella "Congiuntura flash" che prevede - al pari dell'Istat - un incremento del Pil nel quarto trimestre 2013 dello 0,1% sul trimestre precedente inferiore alla attese. "Ciò conferma - spiega Csc - l'estrema debolezza della risalita. Nullo il trascinamento al 2014. I duri dati dell'economia italiana relativi a produzione industriale e occupazione, ribadiscono che la risalita dalla profonda fossa scavata dalla recessione è lentissima ed è contrassegnata anche da scivoloni indietro, anzichè dall'atteso graduale consolidamento".

Gli economisti di viale dell'Astronomia osservano come "lo scoramento è facilmente alimentato dall'incertezza da alta occupazione e basso utilizzo degli impianti, mentre l'attività produttiva è tenuta schiacciata da ristrettez…
MILANO - "Avanti adagio, quasi ferma". Neppure fosse una lenta sinfonia, ma è così che il Centro studi di Confindustria vede l'economia italiana nella "Congiuntura flash" che prevede - al pari dell'Istat - un incremento del Pil nel quarto trimestre 2013 dello 0,1% sul trimestre precedente inferiore alla attese. "Ciò conferma - spiega Csc - l'estrema debolezza della risalita. Nullo il trascinamento al 2014. I duri dati dell'economia italiana relativi a produzione industriale e occupazione, ribadiscono che la risalita dalla profonda fossa scavata dalla recessione è lentissima ed è contrassegnata anche da scivoloni indietro, anzichè dall'atteso graduale consolidamento".

Gli economisti di viale dell'Astronomia osservano come "lo scoramento è facilmente alimentato dall'incertezza da alta occupazione e basso utilizzo degli impianti, mentre l'attività produttiva è tenuta schiacciata da ristrettezze del credito,debolezza della domanda interna, perdita accumulata di competitività. Sono i fattori su cui è urgente agire per evitare ulteriori danni al sistema economico". 

Nella "Congiuntura flash" il CsC fa notare che "per il primo trimestre vi sono segnali di tenuta"; in gennaio l'attività industriale è aumentata, dello 0,3% dopo il -0,9 a dicembre; la fiducia nel manifatturiero è scesa a 97,7 (da 98,2) con giudizi sugli ordini stabili (saldo a -27) e in lieve miglioramento delle attese su produzione e ordini.

Tuttavia non si vede ancora alcun progresso per l'occupazione: "Il calo degli occupati non si è ancora esaurito. Le attese delle imprese sull'occupazione per i primi tre mesi del 2014 sono ancora negative e fanno prevedere che la diminuzione proseguirà ad un ritmo simile a quello osservato nell'ultima parte del 2013. L'andamento della disocuppazione (12,7% a dicembre) dipenderà da quello della forza lavoro che è stata in leggera flessione a dicembre -0,2%. L'area del disagio lavorativo è molto più ampia".