MILANO - Il governo Renzi si presenta oggi in Parlamento per chiedere la fiducia a Camera e Senato, ma nel frattempo ottiene il consenso dei mercati, che riportano l'Italia verso la normalità: i Btp arrivano a rendere meno del 3,6%, come a gennaio 2006 quando la crisi dei debiti sovrani sembrava lontana anni luce. Lo spread, la differenza tra il rendimento di Bund e Btp, dopo una prima puntata verso area 190 punti torna a stabilizzarsi in area 195. Gli investitori si stanno lentamente convincendo che il Belpaese non sia più un mercato a rischio. La settimana che si apre, però, sarà ricca di prove per il neo premier: martedì il Tesoro metterà in asta 2,5 miliardi di Ctz biennali e un miliardo di Btpei quinquennali; il giorno successivo, invece, saranno assegnati Bot semestrali per 8,5 miliardi dopo che un mese fa il rendimento medio si era attestato allo 0,59%.
Sul fronte macroeconomico l'attesa era per la fiducia dei tedeschi: l'indice Ifo - barometro delle aspettative da parte delle imprese di Germania - sale a 111,3 punti a febbraio, portandosi al top dal luglio del 2011. Da Bruxelles, invece, arrivano i dati sull'inflazione di gennaio: l'aumento dei prezzi su base annuale nei paesi dell'area euro è allo 0,8%, stabile se comparata con il tasso di dicembre 2013; un anno prima era al 2%. L'inflazione su base mensile si attesta, invece, al -1,1%. Dati che adesso verranno monitorati con grande attenzione sia per capire quanto sia concreto il pericolo di deflazione nel Vecchio continente, sia per prevedere le prossime mosse della Bce di Mario Draghi: la Banca centrale europea ha infatti vincolato alle aspettative sui prezzi la propria politica monetaria.
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,42% dopo una giornata vissuta in altalena e con uno spunto finale legato alla buona performance di Wall Street. Tra i singoli titoli occhi su Saipem, positiva dopo che ha annunciato contratti in Indonesia e Congo per 520 milioni di dollari. Nel resto del Vecchio continente, Francoforte chiude in rialzo dello 0,54%, Parigi aggiunge lo 0,87% e Londra lo 0,41%. Alla chiusura dei mercati europei gli indici americani registrano un buon progresso: il Dow Jones sale di un punto percentuale, mentre lo S&P500 ritocca il record sopra 1.853 punti, grazie al rialzo dello 0,9% come quello del Nasdaq. Non pesa, quindi il calo della fiducia della Fed di Chicago, il cui indice è sceso a -0,39 punti a gennaio. Si registra anche l'indice Pmi servizi, sceso in febbraio a 52,7 punti dai 56,7 punti registrati in gennaio.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha aperto la settimana archiviando una seduta in leggero calo in un mercato senza una direzione precisa in attesa della pubblicazione degli indicatori macroeconomici nel corso della settimana. Alla chiusura l'indice Nikkei dei titoli guida ha ceduto lo 0,19%. Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in rialzo a New York. Mentre in Europa terminano gli scambi, il Wti segna un guadagno dello 0,5% a 102,7 punti. Anche l'oro è in rialzo a 1.338 dollari l'oncia, +1,1%. L'euro chiude debole a 1,3722 dollari, arretrando dal massimo di giornata di 1,3769 dollari toccato dopo la diffusione della lettura dell'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, rivelatasi migliore delle attese. Lo yen cede qualche punto sul dollaro a 102,49 ed è stabile sull'euro a 140,63.
Sul fronte macroeconomico l'attesa era per la fiducia dei tedeschi: l'indice Ifo - barometro delle aspettative da parte delle imprese di Germania - sale a 111,3 punti a febbraio, portandosi al top dal luglio del 2011. Da Bruxelles, invece, arrivano i dati sull'inflazione di gennaio: l'aumento dei prezzi su base annuale nei paesi dell'area euro è allo 0,8%, stabile se comparata con il tasso di dicembre 2013; un anno prima era al 2%. L'inflazione su base mensile si attesta, invece, al -1,1%. Dati che adesso verranno monitorati con grande attenzione sia per capire quanto sia concreto il pericolo di deflazione nel Vecchio continente, sia per prevedere le prossime mosse della Bce di Mario Draghi: la Banca centrale europea ha infatti vincolato alle aspettative sui prezzi la propria politica monetaria.
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,42% dopo una giornata vissuta in altalena e con uno spunto finale legato alla buona performance di Wall Street. Tra i singoli titoli occhi su Saipem, positiva dopo che ha annunciato contratti in Indonesia e Congo per 520 milioni di dollari. Nel resto del Vecchio continente, Francoforte chiude in rialzo dello 0,54%, Parigi aggiunge lo 0,87% e Londra lo 0,41%. Alla chiusura dei mercati europei gli indici americani registrano un buon progresso: il Dow Jones sale di un punto percentuale, mentre lo S&P500 ritocca il record sopra 1.853 punti, grazie al rialzo dello 0,9% come quello del Nasdaq. Non pesa, quindi il calo della fiducia della Fed di Chicago, il cui indice è sceso a -0,39 punti a gennaio. Si registra anche l'indice Pmi servizi, sceso in febbraio a 52,7 punti dai 56,7 punti registrati in gennaio.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha aperto la settimana archiviando una seduta in leggero calo in un mercato senza una direzione precisa in attesa della pubblicazione degli indicatori macroeconomici nel corso della settimana. Alla chiusura l'indice Nikkei dei titoli guida ha ceduto lo 0,19%. Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in rialzo a New York. Mentre in Europa terminano gli scambi, il Wti segna un guadagno dello 0,5% a 102,7 punti. Anche l'oro è in rialzo a 1.338 dollari l'oncia, +1,1%. L'euro chiude debole a 1,3722 dollari, arretrando dal massimo di giornata di 1,3769 dollari toccato dopo la diffusione della lettura dell'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, rivelatasi migliore delle attese. Lo yen cede qualche punto sul dollaro a 102,49 ed è stabile sull'euro a 140,63.