MILANO - Chi va con gli scarsi innovatori difficilmente impara ad innovare. Si potrebbe dire così del rapporto fresco di stampa della Commissione europea sull'innovazione degli Stati membri in raffronto tra loro e con le principali economie globali. Un documento che conferma le difficoltà del Belpaese, sebbene progressi siano stati compiuti. Per cominciare, basta sottolineare il lotto di Paesi con i quali si confronta l'Italia, inserita nel gruppone degli "innovatori moderati"; un eufemismo, si può dire, visto che in realtà raggruppa coloro che sono sotto la media del Vecchio Continente. Insieme all'Italia vi si trovano ad esempio Grecia, Ungheria, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna. Nazioni che fino a poco tempo fa venivano considerate con dotate di un "passo diverso" rispetto a quello dell'industria italiana.
Alle spalle ci sono Bulgaria, Romania e Lettonia, mentre davanti a tutti stanno i "leader dell'innovazione" continentale: Danimarca, Finlandia, Germania, Svezia. In mezzo, quelli che stanno sopra o nei pressi della media Ue tra i quali Austria, Belgio e Francia. Gli indicatori usati da Bruxelles per stilare la classifica sono 25, ripartiti in tre grandi voci: "Elementi abilitanti" (risorse umane, sistemi di ricerca attraenti, finanziamenti), "Attività delle imprese" (investimenti delle aziende, collaborazioni, attivi intellettuali), "Risultati" (come gli elementi precedenti si traducono in positivo sugli indicatori economici).
Nel complesso, spiega Bruxerles, il tasso di crescita medio annuo dell'Ue, per quanto concerne il rendimento sul piano dell'innovazione, ha raggiunto l'1,7% nel periodo di otto anni analizzato (2006-2013) e tutti gli Stati membri hanno migliorato la loro capacità di innovazione. Portogallo, Estonia e Lettonia sono i leader della crescita dell'innovazione, ossia i Paesi che registrano il più alto tasso di miglioramento della resa innovativa. I tassi più contenuti di crescita dell'innovazione si sono registrati in Svezia, Regno Unito e Croazia. La tabella seguente mostra la resa innovativa del Vecchio Continente rispetto ai principali competitor.

Quanto all'Italia,innovatore moderato, la Commissione scrive che "il suo rendimento innovativo è cresciuto costantemente fino al 2012, registrando un lieve calo nel 2013. La resa innovativa del paese rispetto all'Ue è cresciuta, raggiungendo l'80% nel 2013". L'Italia è però in ritardo, cioè sotto la media continentale, per la maggior parte degli indicatori. "I punti deboli risiedono nei 'Dottorandi extraeuropei' e nelle 'Pmi innovative che collaborano con altre'. I punti di forza si osservano nelle 'Co-pubblicazioni scientifiche internazionali' e nei 'Disegni e modelli dell'Ue'". L'Italia ha registrato una crescita per la maggior parte degli indicatori, soprattutto per i dottoranti fuori dai confini continentali e per le entrate legate alla vendita all'estero di licenze e prevetti. In rallentamento, invece, la crescita degli investimenti di venture capital e le spese per l'innovazione, così come lascia a desiderare il livello di occupazione in attività a elevata intensità di conoscenze.

La resa innovativa dei Paesi europei
Alle spalle ci sono Bulgaria, Romania e Lettonia, mentre davanti a tutti stanno i "leader dell'innovazione" continentale: Danimarca, Finlandia, Germania, Svezia. In mezzo, quelli che stanno sopra o nei pressi della media Ue tra i quali Austria, Belgio e Francia. Gli indicatori usati da Bruxelles per stilare la classifica sono 25, ripartiti in tre grandi voci: "Elementi abilitanti" (risorse umane, sistemi di ricerca attraenti, finanziamenti), "Attività delle imprese" (investimenti delle aziende, collaborazioni, attivi intellettuali), "Risultati" (come gli elementi precedenti si traducono in positivo sugli indicatori economici).
Nel complesso, spiega Bruxerles, il tasso di crescita medio annuo dell'Ue, per quanto concerne il rendimento sul piano dell'innovazione, ha raggiunto l'1,7% nel periodo di otto anni analizzato (2006-2013) e tutti gli Stati membri hanno migliorato la loro capacità di innovazione. Portogallo, Estonia e Lettonia sono i leader della crescita dell'innovazione, ossia i Paesi che registrano il più alto tasso di miglioramento della resa innovativa. I tassi più contenuti di crescita dell'innovazione si sono registrati in Svezia, Regno Unito e Croazia. La tabella seguente mostra la resa innovativa del Vecchio Continente rispetto ai principali competitor.

Quanto all'Italia,innovatore moderato, la Commissione scrive che "il suo rendimento innovativo è cresciuto costantemente fino al 2012, registrando un lieve calo nel 2013. La resa innovativa del paese rispetto all'Ue è cresciuta, raggiungendo l'80% nel 2013". L'Italia è però in ritardo, cioè sotto la media continentale, per la maggior parte degli indicatori. "I punti deboli risiedono nei 'Dottorandi extraeuropei' e nelle 'Pmi innovative che collaborano con altre'. I punti di forza si osservano nelle 'Co-pubblicazioni scientifiche internazionali' e nei 'Disegni e modelli dell'Ue'". L'Italia ha registrato una crescita per la maggior parte degli indicatori, soprattutto per i dottoranti fuori dai confini continentali e per le entrate legate alla vendita all'estero di licenze e prevetti. In rallentamento, invece, la crescita degli investimenti di venture capital e le spese per l'innovazione, così come lascia a desiderare il livello di occupazione in attività a elevata intensità di conoscenze.

La resa innovativa dei Paesi europei