MILANO - Il cuneo fiscale per gli italiani e le imprese tricolori ammonta a poco meno di 300 miliardi: 296,4 miliardi per la precisione, secondo l'Ufficio studi della Cgia di Mestre. Su questa enorme cifra, che rappresenta il totale di imposte dirette e indirette e dei contributi previdenziali, è pronto ad agire il governo di Matteo Renzi, con un provvedimento che mira a ridurre di 10 miliardi il prelievo dello Stato. Verrà presentato mercoledì nel Consiglio dei Ministri e, come si legge su Repubblica in edicola, andrà destinato interamente a ridurre il peso dell'Irpef. Il governo ha infatti deciso di concentrare le risorse in una sola direzione, come ha auspicato anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, per evitare di ottenere quegli effetti eccessivamente ridotti - come i circa 15 euro di benefici in busta paga che avevano spuntato i provvedimenti targati Letta-Saccomanni - che avrebbero generato più critiche che plausi. Una mossa che soddisfa il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "Sono molto contento. E' la nostra proposta per sostenere i consumi delle famiglie più povere. Oltretutto per adesso dare soldi alle imprese che sono senza commesse sarebbe un buco nell'acqua".
La Cgia spiega che dei quasi 300 miliardi complessivi di cuneo, 161,47 miliardi gravano sulle spalle dei datori di lavoro (pari al 54,47% del totale), gli altri 134,97 (pari al 45,53% del totale) sono a carico dei lavoratori dipendenti. La voce dell'Irpef, insieme alle addizionali comunali o regionali e ai contributi previdenziali, pesa per la bellezza di 280,67 miliardi; gli altri 15,77 miliardi, aggiunge l'Associazione di Mestre, sono ascrivibili all'Irap. Il presidente Giuseppe Bortolussi esprime un auspicio che sembra del tutto in linea con la scelta del governo Renzi di concentrare i risparmi sull'Irpef: "Noi auspichiamo che la gran parte della contrazione vada a vantaggio dei lavoratori dipendenti", dice Bortolussi. "Solo così possiamo sperare in una ripresa dei consumi delle famiglie italiane. Quest'ultima è una condizione necessaria per ridar fiato anche alle attività artigianali, commerciali e alle piccole imprese che vivono quasi esclusivamente dei consumi del territorio in cui operano".
"Se almeno 8 miliardi andassero ad abbattere l'Irpef in capo ai dipendenti - prosegue Bortolussi - quasi certamente le fasce di reddito al di sotto dei 25 mila euro potrebbero ritrovarsi con oltre 700 euro netti in più all'anno pari a circa 60 euro al mese". Se invece, come da attese, vi si concentreranno tutti e 10 i miliardi previsti il beneficio in busta paga sarà nell'ordine degli 80 euro. Qualora alla fine dovesse invece arrivare quel "segnale" per le imprese che alcuni ancora attendono, cioè si decidesse di mettere 8 miliardi sull'Irpef dei dipendenti e gli altri 2 miliardi sull'Irap delle aziende private, "il peso di questa imposta sulle aziende si ridurrebbe di un terzo, con un alleggerimento comunque di tutto rispetto", mentre il beneficio in busta paga (limitandolo alle fasce di reddito sotto i 25mila euro, sarebbe di circa 60 euro al mese.
La Cgia spiega che dei quasi 300 miliardi complessivi di cuneo, 161,47 miliardi gravano sulle spalle dei datori di lavoro (pari al 54,47% del totale), gli altri 134,97 (pari al 45,53% del totale) sono a carico dei lavoratori dipendenti. La voce dell'Irpef, insieme alle addizionali comunali o regionali e ai contributi previdenziali, pesa per la bellezza di 280,67 miliardi; gli altri 15,77 miliardi, aggiunge l'Associazione di Mestre, sono ascrivibili all'Irap. Il presidente Giuseppe Bortolussi esprime un auspicio che sembra del tutto in linea con la scelta del governo Renzi di concentrare i risparmi sull'Irpef: "Noi auspichiamo che la gran parte della contrazione vada a vantaggio dei lavoratori dipendenti", dice Bortolussi. "Solo così possiamo sperare in una ripresa dei consumi delle famiglie italiane. Quest'ultima è una condizione necessaria per ridar fiato anche alle attività artigianali, commerciali e alle piccole imprese che vivono quasi esclusivamente dei consumi del territorio in cui operano".
"Se almeno 8 miliardi andassero ad abbattere l'Irpef in capo ai dipendenti - prosegue Bortolussi - quasi certamente le fasce di reddito al di sotto dei 25 mila euro potrebbero ritrovarsi con oltre 700 euro netti in più all'anno pari a circa 60 euro al mese". Se invece, come da attese, vi si concentreranno tutti e 10 i miliardi previsti il beneficio in busta paga sarà nell'ordine degli 80 euro. Qualora alla fine dovesse invece arrivare quel "segnale" per le imprese che alcuni ancora attendono, cioè si decidesse di mettere 8 miliardi sull'Irpef dei dipendenti e gli altri 2 miliardi sull'Irap delle aziende private, "il peso di questa imposta sulle aziende si ridurrebbe di un terzo, con un alleggerimento comunque di tutto rispetto", mentre il beneficio in busta paga (limitandolo alle fasce di reddito sotto i 25mila euro, sarebbe di circa 60 euro al mese.