MILANO - Nel 2013 il valore di scambio delle abitazioni compravendute è stato di 66,8 miliardi, circa 8 in meno rispetto al 2012 (-10,7%). Lo comunica l'Osservatorio immobiliare dell'Agenzia delle Entrate: il fatturato si è dimezzato rispetto al 2007. Il valore medio della spesa per l'acquisto di case è stato pari a 164.500 euro nel secondo semestre 2013, in calo dell'1,8% tendenziale.
L'Agenzia annota che comunque rallenta la flessione del mercato immobiliare italiano, che pure nel 2013 ha perso l’8,9% rispetto all’anno precedente. Sono state 904.960 le unità immobiliari compravendute, quasi 88mila in meno rispetto al 2012. In discesa il settore residenziale (-9,2%), il terziario (-11,0%), il commerciale (-7,3%) e il produttivo (-7,7%). In generale, la flessione risulta comunque attenuata nell’ultimo trimestre del 2013 che si attesta a -7,5%.
Il declino ha riguardato anche le grandi città, con l'eccezione di Milano, che registra un incremento del 3,4%, e Bologna, che riporta un aumento dell’1,5%. Le città che presentano una riduzione più marcata sono Napoli e Genova, che segnano rispettivamente un -15,2% e un -10,3%, seguite da Torino (-8,2%) e Roma (-7,3%). Diminuzione più contenuta al Nord (-8,2%), mentre il Centro e il Sud perdono poco più del 10% rispetto all’anno precedente. Quanto ai prezzi, nel secondo semestre del 2013 si registra ovunque una diminuzione delle quotazioni medie: rispetto all’inizio dell’anno, le città che rilevano le flessioni maggiori sono Torino (-4,0%), Genova (-3,8%) e Napoli (-3,1%), mentre più lievi sono quelle rilevate nelle città di Verona (-0,2%), Venezia (-0,4%) e Milano (-0,5%).

Le quotazioni nelle principali città italiane
Guardando solo il periodo che va da ottobre a dicembre 2013, le compravendite rilevate sono state 249.974, pari al -7,5% rispetto allo stesso periodo del 2012. Più contenuto risulta il calo nelle province delle principali città (-5,6%) e dei centri urbani non capoluoghi (-7,7%), rispetto a quello nazionale complessivo (-8,0%).

Il crollo dei valori di scambio delle abitazioni
L'Agenzia annota che comunque rallenta la flessione del mercato immobiliare italiano, che pure nel 2013 ha perso l’8,9% rispetto all’anno precedente. Sono state 904.960 le unità immobiliari compravendute, quasi 88mila in meno rispetto al 2012. In discesa il settore residenziale (-9,2%), il terziario (-11,0%), il commerciale (-7,3%) e il produttivo (-7,7%). In generale, la flessione risulta comunque attenuata nell’ultimo trimestre del 2013 che si attesta a -7,5%.
Il declino ha riguardato anche le grandi città, con l'eccezione di Milano, che registra un incremento del 3,4%, e Bologna, che riporta un aumento dell’1,5%. Le città che presentano una riduzione più marcata sono Napoli e Genova, che segnano rispettivamente un -15,2% e un -10,3%, seguite da Torino (-8,2%) e Roma (-7,3%). Diminuzione più contenuta al Nord (-8,2%), mentre il Centro e il Sud perdono poco più del 10% rispetto all’anno precedente. Quanto ai prezzi, nel secondo semestre del 2013 si registra ovunque una diminuzione delle quotazioni medie: rispetto all’inizio dell’anno, le città che rilevano le flessioni maggiori sono Torino (-4,0%), Genova (-3,8%) e Napoli (-3,1%), mentre più lievi sono quelle rilevate nelle città di Verona (-0,2%), Venezia (-0,4%) e Milano (-0,5%).

Le quotazioni nelle principali città italiane
Guardando solo il periodo che va da ottobre a dicembre 2013, le compravendite rilevate sono state 249.974, pari al -7,5% rispetto allo stesso periodo del 2012. Più contenuto risulta il calo nelle province delle principali città (-5,6%) e dei centri urbani non capoluoghi (-7,7%), rispetto a quello nazionale complessivo (-8,0%).

Il crollo dei valori di scambio delle abitazioni