Economia

Debito globale al record di 100mila miliardi di dollari

Con la crisi economica sono stati soprattutto gli Stati ad alimentare il ricorso all'indebitamento, per sostenere l'economia. Dalla metà del 2007 ad oggi lo stock accumulato è cresciuto del 40 per cento. Fanno 14.285 miliardi per ogni essere umano

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MILANO - A ogni essere umano della terra equivale un carico di 14.285 miliardi di debito. Il debito globale, dalle obbligazioni statali a quelle delle aziende, ha registrato un incremento del 40 per cento alla soglia record di 100mila miliardi di dollari da quando la crisi finanziaria ha mostrato le sue prime avvisaglie. L'aumento di 30mila dollari che si è registrato dalla metà del 2007 (quando si era fermia a uno stock di 70mila dollari) e la metà dello scorso anno si confronta con un calo del valore azionario di 2.860 miliardi a un livello complessivo di 53.800 miliardi, mostrano di dati della Banca internazionale dei regolamenti elaborati da Bloomberg.

"Vista la necessità di espandere la propria spesa per sostenere l'economia, gli enti pubblici - dagli Stati alle autonomie locali - sono stati i maggiori emittenti di debito", spiega Andreas Schrimpf della Bri sottolineando come siano stati proprio gli amministratori pubblici ad alimentare questa montagna. Il debito quotato degli Stati Uniti, ad esempio, è schizzato da 4.500 a 12mila miliardi di dollari. L'espansione dei bilanci pubblici è chiara se si considerano i dati dei G7: in quei Paesi, secondo il Fondo Monetario internazionale, il deficit primario (cioè al netto delle spese per interessi) ha raggiunto una media del 5,1% nel corso del 2010, anche non considerando gli effetti legati alle tendenze macroeconomiche del periodo. Quest'anno il deficit crollerà all'1,2% dopo le ingenti misure di austerity adottate.

Nonostante questa massa gravi in modo consistente anche sui Paesi della periferia dell'Europa, tra i quali l'Italia con il suo fardello da oltre 2mila miliardi, le obbligazioni degli Stati maggiormente indebitati stanno vivendo un periodo di riscossa dai tempi della crisi del debito sovrano della Regione, con i rendimenti decennali di
Grecia a Irlanda che la scorsa settimana sono precipitati al livello più basso almeno dal 2010. Il rendimento medio a scadenza delle obbligazioni di Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna è addirittura sceso a una media del 2,44 per cento, il 5 marzo, toccando il più basso nella storia della zona euro. Quando, nel 2011, l'euro sembrava vicino a una rottura quel livello era del 9,5 per cento.