Economia

Renzi pronto a ridurre l'Irpef dal 38% al 35%. Tagli fino a 55mila euro di reddito

Il premier cerca di vincere le resistenze degli alleati per ridurre le tasse per i redditi medio bassi portando le imposte dal 38% al 35%, il terzo scaglione che comprende i redditi tra 28mila e 55mila euro. In cambio aumenterebbero le tasse oltre i 120mila euro. Confermato l'impianto delle detrazioni

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MILANO - Matteo Renzi ci prova. Oltre alle detrazioni contenute nel Jobs Act, il premier proverà tenta di forzare la mano e portare davanti al Consiglio dei ministri anche la rimodulazione delle aliquote Irpef con l'obiettivo dichiarato di rilanciare i consumi. L'idea è semplice: tagliare le tasse per i redditi fino a 55mila euro lordi in cambio di un aumento per chi guadagna oltre i 120mila euro l'anno. Una mossa forse azzardata, che rischia di spaccare la maggioranza soprattutto sul fronte degli aumenti.

A spingere il premier verso la rimodulazione dell'Irpef sono però i suoi più stretti consiglieri che stanno cercando di convincere Renzi a presentare il provvedimento già domani. Nei disegni di Palazzo Chigi l'aliquota per i redditi tra 28mila e 55mila scenderebbe dall'attuale 38% al 35%, mentre oltre i 120mila euro verrebbe introdotta un nuovo scaglione al 46%. Invariate, invece, le aliquote al 23% fino ai 15mila euro; al 27% tra i 15 e i 28mila euro; al 41% dai 55mila ai 75mila euro e al 43% dai 75mila ai 120mila euro.

In sostanza il premier proverà a ridare fiato alla classe media affiancando allo schema delle previste detrazioni una riduzione generale delle imposte. La proposta che verrà discussa domani in Consiglio dei ministri prevede di mantenere a 8mila euro la soglia sotto la quale non si pagano le tasse (le detrazioni spettanti infatti azzerano il debito d'imposta) e l'istituzione di una detrazione fissa (indipendente dal reddito) di 1.840 euro per redditi imponibili compresi tra 8 e 15mila euro. Oltre questa soglia, le detrazioni si ridurrebbero linearmente, fino a essere pari a zero per i redditi oltre i 55mila euro.

A questo punto il taglio dell'Irpef al 35% porterebbe nelle tasche degli italiani che guadagnano 55mila euro, 810 euro in più l'anno, quasi 70 euro al mese. Molto più dei 15 euro promessi dal duo Letta-Saccomanni per i soli redditi fino a 25mila euro.
Il costo stimato per le casse dello Stato è di circa 5-7 miliardi per le sole detrazione che garantirebbe un risparmio fiscale per un lavoratore dipendente con un reddito imponibile di 15mila euro di circa 450 euro annui. Con 10 miliardi, invece, si dovrebbero poter coprire anche le rimodulazioni dell'Irpef.