MILANO - Silvio Berlusconi ha definito le misure annunciate dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, "un libro dei sogni" e probabilmente si riferiva ai suoi desideri personali, soprattutto per quanto riguarda gli sgravi nei confronti delle imprese. Potrebbe essere Mondadori, infatti, la società quotata che beneficierà in maniera più significativa delle iniziative del governo sull'Irap. L'esecutivo ha annunciato un taglio del 10% dell'imposta che grava sulle attività produttive, ed è particolarmente 'odiata' perché non tiene conto del risultato netto d'esercizio ma incide sul fatturato: la pagano anche le aziende che chiudono in rosso.
Secondo la classifica redatta da Websim, il taglio delle aliquote del 10% - dal 3,9% attuale al 3,5% - darebbe i benefici maggiori a Mondadori, la casa editrice controllata al 53% dalla Fininvest di Berlusconi. Il gruppo di Segrate ha un costo del lavoro quantificabile in 232 milioni di euro in Italia, e se si considerasse il potenziale risparmio in rapporto all'utile ante imposte si avrebbe un beneficio di circa un quinto di quel valore. In valore assoluto, invece, la classifica sarebbe diversa perché l'ammontare di Irap e relativo beneficio della casa editrice sono minori rispetto a quelli di altre aziende più strutturate. Al secondo posto, ma ben distante, ci sarebbe l'azienda della Difesa, Finmeccanica, seguita dal Banco popolare.
Ecco la top 12 dei beneficiari del taglio dell'Irap:

Il calcolo è stato realizzato applicando sul valore del costo del lavoro in Italia un'aliquota Irap ridotta al 3,5%. Bisogna però ricordare che la modalità tecnica della distribuzione dei 2,4 miliardi di benefici non è ancora stata definita. Se ciò avvenisse abbattendo la base imponibile del costo del lavoro, si avrebbe uno squilibrio a svantaggio di chi non ha questa componente rilevante in bilancio. Viceversa, applicare uno sconto del 10% sul valore calcolato sulla base dei parametri attuali sarebbe difficile da tradurre in una norma strutturale. L'idea di un taglio lineare dell'aliquota è la più accreditata.
Secondo la classifica redatta da Websim, il taglio delle aliquote del 10% - dal 3,9% attuale al 3,5% - darebbe i benefici maggiori a Mondadori, la casa editrice controllata al 53% dalla Fininvest di Berlusconi. Il gruppo di Segrate ha un costo del lavoro quantificabile in 232 milioni di euro in Italia, e se si considerasse il potenziale risparmio in rapporto all'utile ante imposte si avrebbe un beneficio di circa un quinto di quel valore. In valore assoluto, invece, la classifica sarebbe diversa perché l'ammontare di Irap e relativo beneficio della casa editrice sono minori rispetto a quelli di altre aziende più strutturate. Al secondo posto, ma ben distante, ci sarebbe l'azienda della Difesa, Finmeccanica, seguita dal Banco popolare.
Ecco la top 12 dei beneficiari del taglio dell'Irap:

Il calcolo è stato realizzato applicando sul valore del costo del lavoro in Italia un'aliquota Irap ridotta al 3,5%. Bisogna però ricordare che la modalità tecnica della distribuzione dei 2,4 miliardi di benefici non è ancora stata definita. Se ciò avvenisse abbattendo la base imponibile del costo del lavoro, si avrebbe uno squilibrio a svantaggio di chi non ha questa componente rilevante in bilancio. Viceversa, applicare uno sconto del 10% sul valore calcolato sulla base dei parametri attuali sarebbe difficile da tradurre in una norma strutturale. L'idea di un taglio lineare dell'aliquota è la più accreditata.