MILANO - Le Borse guardano con ansia al referendum in Crimea che potrebbe sancire l'annessione alla Russia e all'addio all'Ucraina. Per gli Stati Uniti si tratta di un atto illegittimo, ma Mosca va avanti per la sua strada senza remore, dopo aver siglato una tregua con Kiev fino al prossimo 21 marzo. Il tempo di capire come reagiranno Stati Uniti e Unione europea all'esito del voto. E mentre si fanno largo ipotesi di pesanti sanzioni che danneggino l'economia russa senza intaccare quella del Vecchio continente (dal congelamento dei conti correnti allo stop alle vendite di macchinari), prende corpo l'ipotesi che il prossimo G8 si riduca a un G7 a Londra e senza la Russia.
La situazione resta tesa e d'altra parte i mercati hanno già iniziato a scontare le tensioni delle ultime settima. L'ultima ottava è stata la peggiore da gennaio: l'indice Dj Stoxx dei principali titoli del Continente è sceso del 4,4%, con Francoforte più debole del lotto (-5%), mentre Piazza Affari nelle cinque sedute ha perso "solo" il 2,3%. Le attese ora sono rivolta all'incontro dei ministri degli Esteri europei sul fronte politico, mentre sul lato monetario si guarda alla parziale 'liberalizzazione' dello yuan decisa da Pachino.
Eppure a livello macro l'ultima è stata una settimana positiva per l'Italia che ha collocato sul mercato 15 miliardi di titoli di Stato a varie scadenze con rendimenti in calo confermando il trend iniziato alla fine dello scorso anno: più calano i tassi più scende il costo del debito aumentando le risorse da investire nella ripresa economica.
A livello di dati macroeconomici grande protagonista della settimana saranno gli Stati Uniti. Dall'Europa infatti si attende l'inflazione, lunedì, l'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche martedì e venerdì pomeriggio la fiducia dei consumatori; dall'altra riva dell'Atlantico, invece, c'è grande attesa per l'incontro del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve. Mercoledì, infatti, verrà comunicato il tasso d'interesse che dovrebbe essere confermato allo 0,25%, mentre potrebbe continuare il tapering, la progressiva riduzione degli stimoli monetari all'economia.
La Fed ha portato l'acquisto di bond e titoli tossici a 65 miliardi di dollari al mese: secondo gli analisti interpellati da Bloomberg il Fomc potrebbe tagliare ancora a 55 miliardi anche perché i segnali in arrivo dagli Stati Uniti confermano la ripresa. Insomma per gli investitori la partita resta complicata se da un lato la situazione economica mostra continui miglioramenti; dal fronte geopolitico le tensioni non accennano a diminuire.
La situazione resta tesa e d'altra parte i mercati hanno già iniziato a scontare le tensioni delle ultime settima. L'ultima ottava è stata la peggiore da gennaio: l'indice Dj Stoxx dei principali titoli del Continente è sceso del 4,4%, con Francoforte più debole del lotto (-5%), mentre Piazza Affari nelle cinque sedute ha perso "solo" il 2,3%. Le attese ora sono rivolta all'incontro dei ministri degli Esteri europei sul fronte politico, mentre sul lato monetario si guarda alla parziale 'liberalizzazione' dello yuan decisa da Pachino.
Eppure a livello macro l'ultima è stata una settimana positiva per l'Italia che ha collocato sul mercato 15 miliardi di titoli di Stato a varie scadenze con rendimenti in calo confermando il trend iniziato alla fine dello scorso anno: più calano i tassi più scende il costo del debito aumentando le risorse da investire nella ripresa economica.
A livello di dati macroeconomici grande protagonista della settimana saranno gli Stati Uniti. Dall'Europa infatti si attende l'inflazione, lunedì, l'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche martedì e venerdì pomeriggio la fiducia dei consumatori; dall'altra riva dell'Atlantico, invece, c'è grande attesa per l'incontro del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve. Mercoledì, infatti, verrà comunicato il tasso d'interesse che dovrebbe essere confermato allo 0,25%, mentre potrebbe continuare il tapering, la progressiva riduzione degli stimoli monetari all'economia.
La Fed ha portato l'acquisto di bond e titoli tossici a 65 miliardi di dollari al mese: secondo gli analisti interpellati da Bloomberg il Fomc potrebbe tagliare ancora a 55 miliardi anche perché i segnali in arrivo dagli Stati Uniti confermano la ripresa. Insomma per gli investitori la partita resta complicata se da un lato la situazione economica mostra continui miglioramenti; dal fronte geopolitico le tensioni non accennano a diminuire.