Economia

Milano chiude a +0,8% con la Corte tedesca.
Il mercato si prepara al tapering Usa

Le Borse dimenticano la crisi in Crimea, mentre si allontana l'ipotesi di un conflitto armato. Attesa per la due giorni di riunione della Fed chiamata a decidere sui tassi d'interesse e sul taglio agli stimoli monetari. Stabile lo spread dopo l'incontro Renzi-Merkel e la decisione dei giudici di Karlsruhe. Delude l'indice Zew

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MILANO - Le sanzioni decise dell'Unione europea verso 21 russi ritenuti responsabile dell'esito del referendum che ha chiesto l'indipendenza della Crimea dall'Ucraina non spaventano i mercati. Non preoccupa neppure la presa di posizione di Mosca secondo cui la penisola è "uno Stato sovrano". Insomma Vladimir Putin non fa marcia indietro, neppure davanti alla linea dura decisa dalla Casa Bianca pronta a bloccare visti e conti correnti di alti esponenti russi. Le Borse tirano piuttosto un sospiro di sollievo perché - almeno per il momento - si allontana l'ipotesi di un conflitto armato. Insomma abbastanza per spingere al rialzo anche la Piazza di Mosca che dopo dopo il +3% di ieri avanza di un altro 4% cercando di ridurre il rosso cumulato da inizio anno (-23%). Bene anche Tokyo, che ha guadagnato lo 0,94% in scia alla buona seduta di Wall Street. 

Archiviate almeno per il momento le tensioni tra Ucraina e Russia, i mercati tornano a concentrarsi sugli aspetti della ripresa economica. Negli Stati Uniti inizia oggi la due giorni di riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve. I banchieri americani sono chiamati a pronunciarsi sui tassi d'interesse (attesa una conferma per lo 0,25%) e sul tapering, la progressiva riduzione di stimoli monetari all'economia: la Fed ha ridotto gli acquisti di asset tossici sul mercato a 65 miliardi di dollari al mese, secondo un sondaggio di Bloomberg la cifra è destinata ora a scendere a quota 55 miliardi.

A far propendere per un nuovo taglio sono i segnali in arrivo dall'altra sponda dell'Atlantico, dopo che la produzione industriale è aumentata più del previsto. In Europa, invece, si guarda ancora all'Italia. Il premier Matteo Renzi è volato ieri in Germania per incontrare la cancelliera Angela Merkel dopo aver visto, sabato, il presidente francese Francois Hollande: Renzi ha incassato l'elogio di Berlino sulle riforme promesse, ma si è impegnato a rispettare i vincoli europei di bilancio con una riduzione del debito il rapporto deficit/Pil sotto il 3%. La distensione si riflette sul rendimento dei Btp che sul mercato secondario sono scambiati con un tasso del 3,36%, mentre lo spread, la differenza con i bund tedeschi, è in calo sotto la soglia di 180 punti base.

I listini azionari chiuavviano gli scambi deboli dopo i rialzi di ieri, ma la decisione della Corte tedesca sulla legittimita dell'Esm che ha rigettato i ricorsi contro il piano salva-Stati della Bce riporta gli acquisti sui mercati. Piazza Affari inverte rotta e arriva a guadagnare l'1,5% sfondando la soglia dei 21.100 punti per la prima volta dal maggio 2011 prima di ritracciare alla chiusura del +0,86%. In positivo anche i listini nel resto del Vecchio continente: Londra chiude in rialzo dello 0,56%, Parigi sale dello 0,97% e Francoforte avanza dello 0,67%. Sotto i riflettori il comparto delle auto dopo i dati sulle vendite a febbraio che hanno segnato un rialzo dell'8%. L'euro chiude stabile a 1,3912 dollari: delude l'indice Zew sulla fiducia delle imprese in Germania che scende a marzo a 46,6 dai 55,7 di febbraio, peggio delle attese che prevedevano un calo più contenuto a 53 punti. Negli Usa, intanto, l'inflazione sale dello 0,1%, mentre a febbrio i permessi edilizi sono aumentati del 7,7% e i nuovi cantieri sono calati dello 0,2%.

A far girare in positivo l'umore degli investitori del Vecchio continente è anche l'apertura in rialzo di Wall Street. La piazza americana ha però poi chiuso in negativo. Il Dow Jones ha perso lo 0,70%, il Nasdaq ha ceduto lo 0,59% e l'indice S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,61%. E' l'effetto della prima riunione da presidente della Fed di Janet Yellen che ha ipotizzato un aumento dei tassi di interessi anticipato rispetto a quanto i mercati si attendevano.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha terminato la seduta in crescita, dopo quattro sedute di cali: alla chiusura l'indice Nikkei dei titoli guida ha archiviato un +0,94% a 14.411,27 punti e il più ampio indice Topix ha registrato un progresso dello 0,95% a 1.165,94 punti.

Sul fronte delle materie prime, continua la discesa delle quotazioni dell'oro con i future ad aprile che si attestano in calo di 19,7 dollari, l'1,4% a 1.352,19 dollari l'oncia. Apertura in rialzo per il petrolio a New York, dove viene scambiato a 98,35 dollari al barile (+0,28%).