Economia

Concertazione e manager pubblici nel mirino di Poletti

Il ministro del lavoro apre una nuova fase: "Dialogo e confronto con tutti, ma il governo decide e si assume le sue responsabilità". E sugli stipendi dice: "C'è un problema di iniquità, vanno ripensati i bonus e la legge sul tetto ai salari"

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MILANO - Stop alla concertazione, più peso ai contratti a aziendali e manager pubblici nel mirino, perché "sì c'è un problema di iniquità". Parla a tutto campo il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenuto questa mattina ad Agorà su Rai Due. 

"La concertazione di Renzi credo che non esista. E' nostra intenzione confrontarci e dialogare, ma alla fine il governo decide, si prende le sue responsabilità  e i cittadini lo giudicano per quello che fa" ha detto il ministro spiegando che "esiste un confronto, bisogna discutere, ascoltarsi, confrontarsi, ma la cosa che deve essere chiara è che quando è l'ora di decidere, il governo decide e viene giudicato". Anche per questo Poletti non pare preoccupato dalla critiche arrivare dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso e dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: "Se sono scontenti un pò di quà e un pò di là abbiamo fatto bene".

Il ministro del Lavoro è poi tornato a parlare degli stipendi dei top manager, evitando però di scendere in polemica con l'ad delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, che aveva minacciato di andarsene in caso di riduzione della retribuzione, oggi a 870mila euro l'anno:  "Moretti ha una sua opinione io di solito non commento, ma sono d'accordo con Renzi quando parla dell'iniquità dei super stipendi. Il problema in termini generali esiste". Poletti ha quindi criticato i bonus: "Bisognerebbe tornare a discuterne perché hanno prodotto effetti gravi sulle stesse imprese". Quanto alla legge che fissa un tetto per i manager pubblici Poletti ha detto: "Va applicata, se non ha avuto effetto bisognerà intervenire, bisogna trovare punto di equilibrio tra componente pubblica, componente imprenditoriale e il trattamento economico".

Poletti ha quindi commentato la riforma del Lavoro varata dal governo sottolineando la semplificazione con cui è stata superata la legge Fornero: "Un legge si giudica dagli effetti. Saremo pragmatici, se non funziona interverremo. Io sono d'accordo a dare più forza ai contratti aziendali. Serve un contratto nazionale con i fondamentali. Poi bisogna dare la possibilità alle aziende e alle componenti sindacali di discutere direttamente su ciò che accade concretamente nelle imprese".
 
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