Moretti presenta il piano Fs: "Se ci sono alternative alla guida si facciano avanti"
Il manager passa al contrattacco dopo la polemica sugli stipendi dei dirigenti pubblici: Moretti aveva detto che di fronte a un taglio sarebbero andati tutti all'estero. Il gruppo Fs prevede 24 miliardi di investimenti, di cui 8,5 in autofinanziamento. Renzi? "Vediamo se mi convince"
MILANO - Era abbastanza scontato il fatto che la presentazione del piano industriale delle Fs ad opera dell'amministratore delegato, Mauro Moretti, diventasse l'occasione buona per tornare sulle dichiarazioni del manager sull'inopportunità di tagliare gli stipendi dei dirigenti pubblici, che hanno sollevato un polverone. "Qui non stiamo a poltrire negli uffici", ha esordito Moretti nella sede di Assolombarda, a Milano, presentando le strategia 2014-2017 che prevedono 24 miliardi di investimenti di cui 8,5 miliardi in autofinanziamento, approvato dal consiglio di amministrazione il 19 febbario scorso.
"Se ci sono alternative alla guida del gruppo, che vengano", ha aggiunto in chiaro riferimento alle parole di Diego Della Valle, che ne suggeriva l'uscita dopo la querelle sulla remunerazione. "Non temiamo di essere misurati sui risultati, anzi lo chiediamo, così come chiediamo che tutti siano misurati sui risultati perchè sulle chiacchiere non…
"Se ci sono alternative alla guida del gruppo, che vengano", ha aggiunto in chiaro riferimento alle parole di Diego Della Valle, che ne suggeriva l'uscita dopo la querelle sulla remunerazione. "Non temiamo di essere misurati sui risultati, anzi lo chiediamo, così come chiediamo che tutti siano misurati sui risultati perchè sulle chiacchiere non…
MILANO - Era abbastanza scontato il fatto che la presentazione del piano industriale delle Fs ad opera dell'amministratore delegato, Mauro Moretti, diventasse l'occasione buona per tornare sulle dichiarazioni del manager sull'inopportunità di tagliare gli stipendi dei dirigenti pubblici, che hanno sollevato un polverone. "Qui non stiamo a poltrire negli uffici", ha esordito Moretti nella sede di Assolombarda, a Milano, presentando le strategia 2014-2017 che prevedono 24 miliardi di investimenti di cui 8,5 miliardi in autofinanziamento, approvato dal consiglio di amministrazione il 19 febbario scorso.
"Se ci sono alternative alla guida del gruppo, che vengano", ha aggiunto in chiaro riferimento alle parole di Diego Della Valle, che ne suggeriva l'uscita dopo la querelle sulla remunerazione. "Non temiamo di essere misurati sui risultati, anzi lo chiediamo, così come chiediamo che tutti siano misurati sui risultati perchè sulle chiacchiere non si misura nessuno. Questo è uno dei lavori più duri, non stiamo a poltrire in ufficio - aggiunge Moretti - è una realtà così complessa, difficile e dura, che chi è venuto prima di me, uscendo da Fs ha detto che una realtà così non l'aveva mai vista. Non è una realtà facile, ci si mette in gioco per intero. Nel 2006 nessuno voleva fare l'amministratore delegato di Fs, lo si ricordi. Questa è una storia di fatica, non di giochetti per prendere mezzo minuto di scena". Sul tema degli stipendi in sé, Moretti ha preferito tagliar corto dicendo che aspetta "la proposta di Renzi: farò le mie valutazioni, il premier ha detto che saprà convincermi".
Il livetweeting della presentazione di LUCA PAGNI
"Adesso la sfida è valorizzare il capitale investito nel gruppo, è capitale pubblico che va a beneficio del contribuente, e questi ha interesse a che il gruppo vada gestito nel migliore dei modi", ha spiegato ancora il manager; "ogni euro creato o risparmiato dalle Ferrovie - ha detto - è un euro creato o risparmiato per il contribuente". L'ad ha poi rintuzzato dopo gli attacchi subiti sul suo lavoro in situazione di monopolio: "Non capisco chi dice che la competizione qui non c'è. Aprano gli occhi, non capisco in che mondo vivano". Proprio per fronteggiare la competizione, dal punto di vista industriale Moretti ha annunciato che "la nuova Freccia Rossa", ossia l'Etr 1000 "arriverà fra il 2015 ed il 2017 per rideterminare i servizi nazionali e potenziare la parte più profittevole dei servizi internazionali". I politici sosterranno il Piano delle Fs, è la convinzione dell'amministratore delegato:
"Siamo molto fiduciosi - ha detto - nei nostri politici, perchè non si può pensare di negarci questo sviluppo". "I primi Etr 1000 saranno in servizio per l'Expo", ha spiegato ancora Moretti indicando che la flotta complessiva del nuovo Freccia Rossa sarà di "50 treni che avranno una velocità commerciale di 350 chilometri orari" a fronte dei 300 raggiunti dagli attuali Freccia Rossa in servizio tra Milano e Salerno.
Dal 2006 "abbiamo fatto un drammatico risanamento, altrimenti saremmo falliti, come successo per altri gruppi di terra, acqua e aria. Noi siamo un'impresa, e usiamo gli strumenti dell'impresa. Non possiamo fare altro, se ci sono altre scelte, quelle dipendono dal mondo politico", ha aggiunto ancora difendendo il suo operato. "Quando sono arrivato, il margine operativo lordo" in rapporto al fatturato "era negativo per 10 punti percentuali, ora è positivo per 23,1 punti. Siamo saliti di oltre 33 punti, un risultato eccezionale con pochi pari".
Quanto agli aspetti finanziari del Piano al 2017, le Ferrovie dello Stato prevedono ricavi a 9,5 miliardi dagli 8,3 miliardi di fine 2013. Il margine operativo lordo passerà dal 23,1% al 26,3%, quello netto dall'8,8% all'11,1% con investimenti sui treni di 1,63 miliardi per gli Etr1000 e 3 miliardi per il servizio universale. La posizione finanziaria netta salirà da 8.222 milioni a 8.818 milioni. L'ipotesi è che la quota di Fs nel trasporto ad alta velocità passi dall'81,8% all'83,8%.
"Se ci sono alternative alla guida del gruppo, che vengano", ha aggiunto in chiaro riferimento alle parole di Diego Della Valle, che ne suggeriva l'uscita dopo la querelle sulla remunerazione. "Non temiamo di essere misurati sui risultati, anzi lo chiediamo, così come chiediamo che tutti siano misurati sui risultati perchè sulle chiacchiere non si misura nessuno. Questo è uno dei lavori più duri, non stiamo a poltrire in ufficio - aggiunge Moretti - è una realtà così complessa, difficile e dura, che chi è venuto prima di me, uscendo da Fs ha detto che una realtà così non l'aveva mai vista. Non è una realtà facile, ci si mette in gioco per intero. Nel 2006 nessuno voleva fare l'amministratore delegato di Fs, lo si ricordi. Questa è una storia di fatica, non di giochetti per prendere mezzo minuto di scena". Sul tema degli stipendi in sé, Moretti ha preferito tagliar corto dicendo che aspetta "la proposta di Renzi: farò le mie valutazioni, il premier ha detto che saprà convincermi".
Il livetweeting della presentazione di LUCA PAGNI
"Adesso la sfida è valorizzare il capitale investito nel gruppo, è capitale pubblico che va a beneficio del contribuente, e questi ha interesse a che il gruppo vada gestito nel migliore dei modi", ha spiegato ancora il manager; "ogni euro creato o risparmiato dalle Ferrovie - ha detto - è un euro creato o risparmiato per il contribuente". L'ad ha poi rintuzzato dopo gli attacchi subiti sul suo lavoro in situazione di monopolio: "Non capisco chi dice che la competizione qui non c'è. Aprano gli occhi, non capisco in che mondo vivano". Proprio per fronteggiare la competizione, dal punto di vista industriale Moretti ha annunciato che "la nuova Freccia Rossa", ossia l'Etr 1000 "arriverà fra il 2015 ed il 2017 per rideterminare i servizi nazionali e potenziare la parte più profittevole dei servizi internazionali". I politici sosterranno il Piano delle Fs, è la convinzione dell'amministratore delegato:
"Siamo molto fiduciosi - ha detto - nei nostri politici, perchè non si può pensare di negarci questo sviluppo". "I primi Etr 1000 saranno in servizio per l'Expo", ha spiegato ancora Moretti indicando che la flotta complessiva del nuovo Freccia Rossa sarà di "50 treni che avranno una velocità commerciale di 350 chilometri orari" a fronte dei 300 raggiunti dagli attuali Freccia Rossa in servizio tra Milano e Salerno.
Dal 2006 "abbiamo fatto un drammatico risanamento, altrimenti saremmo falliti, come successo per altri gruppi di terra, acqua e aria. Noi siamo un'impresa, e usiamo gli strumenti dell'impresa. Non possiamo fare altro, se ci sono altre scelte, quelle dipendono dal mondo politico", ha aggiunto ancora difendendo il suo operato. "Quando sono arrivato, il margine operativo lordo" in rapporto al fatturato "era negativo per 10 punti percentuali, ora è positivo per 23,1 punti. Siamo saliti di oltre 33 punti, un risultato eccezionale con pochi pari".
Quanto agli aspetti finanziari del Piano al 2017, le Ferrovie dello Stato prevedono ricavi a 9,5 miliardi dagli 8,3 miliardi di fine 2013. Il margine operativo lordo passerà dal 23,1% al 26,3%, quello netto dall'8,8% all'11,1% con investimenti sui treni di 1,63 miliardi per gli Etr1000 e 3 miliardi per il servizio universale. La posizione finanziaria netta salirà da 8.222 milioni a 8.818 milioni. L'ipotesi è che la quota di Fs nel trasporto ad alta velocità passi dall'81,8% all'83,8%.