Mps, ispettori Consob e Gdf in Fondazione. L'Ente è sceso al 12%
Le indagini vertono sulle attività anomale del titolo nelle sedute di Borsa del 5 e del 18 marzo: è possibile che ci sia stato un abuso di mercato. Pochi giorni fa Palazzo Sansedoni aveva ceduto il 12% della banca incassando 335 milioni di euro destinati ad estinguere il debito residuo con i finanziatori dell'aumento di capitale dell'estate 2011. Intanto la Fondazione vende un altro 3% del capitale
MILANO - Funzionari della Consob e militari della Guardia di Finanza sono entrati nella sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, a palazzo Sansedoni, dove hanno avviato un'ispezione. Nel mirino sono finiti i movimenti anomali del titolo del 5 marzo quando le oscillazioni erano arrivate fino al 20% e del 18 marzo quando a mercati chiusi la Fondazione vendette il 12% di Mps attraverso Morgan Stanley. Oggi si è saputo che un'altra quota è stata ceduta dall'Ente sul mercato tra il 19 e il 24 marzo: si tratta del 3% del capitale che porta l'azionista di controllo al 12%.
Le ispezioni della Gdf, che si concluderanno entro una settimana, procedono in parallelo a Siena per quanto riguarda la Fondazione, mentre a Firenze è nel mirino Mps Capital Service, storico operatore della stessa Fondazione. La Consob sta cercando di capire se in quelle giornate convulse ci sia stato un abuso di mercato. Di certo se così fosse sarebbero coinvolti sono Mps Capital Servic…
Le ispezioni della Gdf, che si concluderanno entro una settimana, procedono in parallelo a Siena per quanto riguarda la Fondazione, mentre a Firenze è nel mirino Mps Capital Service, storico operatore della stessa Fondazione. La Consob sta cercando di capire se in quelle giornate convulse ci sia stato un abuso di mercato. Di certo se così fosse sarebbero coinvolti sono Mps Capital Servic…
MILANO - Funzionari della Consob e militari della Guardia di Finanza sono entrati nella sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, a palazzo Sansedoni, dove hanno avviato un'ispezione. Nel mirino sono finiti i movimenti anomali del titolo del 5 marzo quando le oscillazioni erano arrivate fino al 20% e del 18 marzo quando a mercati chiusi la Fondazione vendette il 12% di Mps attraverso Morgan Stanley. Oggi si è saputo che un'altra quota è stata ceduta dall'Ente sul mercato tra il 19 e il 24 marzo: si tratta del 3% del capitale che porta l'azionista di controllo al 12%.
Le ispezioni della Gdf, che si concluderanno entro una settimana, procedono in parallelo a Siena per quanto riguarda la Fondazione, mentre a Firenze è nel mirino Mps Capital Service, storico operatore della stessa Fondazione. La Consob sta cercando di capire se in quelle giornate convulse ci sia stato un abuso di mercato. Di certo se così fosse sarebbero coinvolti sono Mps Capital Service, la Fondazione ed eventualmente Morgan Stanley che ha collocato il 12% di Palazzo Sansedoni.
Insomma le verifiche in corso non hanno nulla a che fare con l'esposto della Fondazione dello scorso dicembre. Entro qualche settimana la Consob dovrebbe decidere se archiviare, procedere a sanzioni amministrative o inviare alla procura.
La Fondazione aveva venduto, a mercati chiusi, il 12% di Mps: 1,4 miliardi azioni per 335 milioni con l'obiettivo di "estinguere il debito residuo" di 340 milioni nei confronti del pool di banche che finanziarono la partecipazione di Palazzo Sansedoni all'aumento di capitale della banca dell'estate del 2011. La quota della banca in mano alla Fondazione era quindi scesa al 15%. Il restante 3% ha fruttato circa 85,7 milioni di euro. In particolare, secondo l'internal dealing di borsa italiana, il 19 marzo la fondazione ha venduto 170 milioni di azioni ad un prezzo unitario di circa 0,24 euro, il 20 marzo 86 milioni di azioni a circa 0,23 euro ciascuna, il 24 marzo 102,5 milioni di azioni a circa 0,23 euro l'una.
Dopo queste operazioni la quota della fondazione scende al 12% circa del capitale di Banca Mps.
Le ispezioni della Gdf, che si concluderanno entro una settimana, procedono in parallelo a Siena per quanto riguarda la Fondazione, mentre a Firenze è nel mirino Mps Capital Service, storico operatore della stessa Fondazione. La Consob sta cercando di capire se in quelle giornate convulse ci sia stato un abuso di mercato. Di certo se così fosse sarebbero coinvolti sono Mps Capital Service, la Fondazione ed eventualmente Morgan Stanley che ha collocato il 12% di Palazzo Sansedoni.
Insomma le verifiche in corso non hanno nulla a che fare con l'esposto della Fondazione dello scorso dicembre. Entro qualche settimana la Consob dovrebbe decidere se archiviare, procedere a sanzioni amministrative o inviare alla procura.
La Fondazione aveva venduto, a mercati chiusi, il 12% di Mps: 1,4 miliardi azioni per 335 milioni con l'obiettivo di "estinguere il debito residuo" di 340 milioni nei confronti del pool di banche che finanziarono la partecipazione di Palazzo Sansedoni all'aumento di capitale della banca dell'estate del 2011. La quota della banca in mano alla Fondazione era quindi scesa al 15%. Il restante 3% ha fruttato circa 85,7 milioni di euro. In particolare, secondo l'internal dealing di borsa italiana, il 19 marzo la fondazione ha venduto 170 milioni di azioni ad un prezzo unitario di circa 0,24 euro, il 20 marzo 86 milioni di azioni a circa 0,23 euro ciascuna, il 24 marzo 102,5 milioni di azioni a circa 0,23 euro l'una.
Dopo queste operazioni la quota della fondazione scende al 12% circa del capitale di Banca Mps.