✕

Padoan, "Non sarò solo il ministro del no, ma anche del no". Rigore e crescita in Europa e in Italia

Il ministro dell'Economia, intervendo al centenario della nascita di Guido Carli, ha sostenuto la necessità di cambiare marcia, senza però vanificare gli sforzi di risanamento compiuti. La crescita deve essere sostenibile. Il problema della crescita in italia. Non si è manifestato con la crisi ma dura da molto tempo
2 minuti di lettura
ROMA - Crescita e rigore. Per il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, l'Europa deve muoversi tra questi due binari per trovare la strada giusta. E l'Italia deve scegliere le riforme strutturali adatte senza dimenticare gli sforzi compiuti. "Non sarò solo il ministro del no, ma anche del no", ha ribadito nel confermare la sua volontà di non allargare troppo i cordoni della spesa pubblica.

"Io penso che sia il momento di dire che bisogna cambiare la direzione dell'agenda della politica economica in Europa e non solo perché suona bene, ma perché è una conseguenza logica da quando la crisi globale è diventata crisi europea, con lo scoppio della crisi greca", ha detto il ministro intervenendo alla celebrazione del centenario della nascita di Guido Carli all'Università Luiss, durante il quale ha parlato anche il governatore Ignazio Visco. "E' maturo un vero, non finto, ragionamento sulla crescita", dice il …
ROMA - Crescita e rigore. Per il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, l'Europa deve muoversi tra questi due binari per trovare la strada giusta. E l'Italia deve scegliere le riforme strutturali adatte senza dimenticare gli sforzi compiuti. "Non sarò solo il ministro del no, ma anche del no", ha ribadito nel confermare la sua volontà di non allargare troppo i cordoni della spesa pubblica.

"Io penso che sia il momento di dire che bisogna cambiare la direzione dell'agenda della politica economica in Europa e non solo perché suona bene, ma perché è una conseguenza logica da quando la crisi globale è diventata crisi europea, con lo scoppio della crisi greca", ha detto il ministro intervenendo alla celebrazione del centenario della nascita di Guido Carli all'Università Luiss, durante il quale ha parlato anche il governatore Ignazio Visco. "E' maturo un vero, non finto, ragionamento sulla crescita", dice il ministro, "Con questo sistema di vincoli bisogna ragionare su cosa significa generare crescita".

Se si vuole fare in Europa un discorso serio sulla crescita e si continua a dire, e io sono completamente d'accordo, che la via maestra sono le riforme strutturali, allora bisogna essere molto chiari nel dire quali misure funzionano e quali no", continua il ministro. "Sarò vecchia maniera - aggiunge - ma continuo a pensare che il potenziale di crescita del mercato interno sia non sfruttato". "l'Europa potrebbe tirare a campare o potrebbe essere questo l'inizio di un nuovo sentiero di crescita. Mi piacerebbe pensare che nei prossimi mesi ci sia un break strutturale in senso positivo. La differenza su questi due scenari la fa la politica". Padoan ha poi ricordato che l'economista "Carli insistette molto affinché il patto di stabilità si dovesse chiamare patto di stabilità e crescita". "Da Carli abbiamo ricevuto una "enorme quantità di spunti che sono attualissimi", come "la ben nota espressione dei lacci e lacciuoli, oggi estremamente attuale anche più che in passato" e l'insegnamento su come sia "utile avere più strumenti di politica economica a disposizione: è importante provare ad usarli assieme ed avere una visione della politica economica".

Nessuno scivolone indietro, però. "Non possiamo permetterci di buttare al vento gli sforzi enormi di consolidamento fiscale che sono stati fatti". "Il problema dell'aggiustamento strutturale è un problema che tutti i paesi hanno, compresa la Germania", ha sottolineato Padoan. "Il problema della crescita in italia. Non si è manifestato con la crisi ma dura da molto tempo" e "un ministro delle Finanze e dell'Economia non può non essere responsabile della crescita".

"In queste prime settimane sono stato colpito, molto ingenuamente, dalla gigantesca quantità di informazioni vere o presunte che sono state messe in circolazione, per questo tendo a dire il meno possibile sul governo. E' opportuno che il ministro dell'Economia parli solo quando ha qualcosa da dire. Tutti mi chiedono i numeri, ve li darò quando sarà il momento, spero siano quelli buoni". "Non sarò solo il ministro del no, ma anche del no, perché ogni giorno ricevo sollecitazioni di spesa dal parlamento e dagli altri ministri", ha affermato il titolare del dicastero dell'Economia, rivolgendosi direttamente al suo predecessore, Fabrizio Saccomanni, presente in platea, che poco prima aveva ricordato di essersi lui stesso definito 'il ministro del no'. Padoan ha così elencato le cose imparate finora: "prima cosa che i problemi non sono nuovi, seconda cosa che il lavoro è molto più difficile di quanto temessi, terza cosa non sarò solo ministro del no, ma anche del no".