"Finti poveri" alle strette con lo spesometro.
La lente del Fisco sugli acquisti oltre 3.600 euro
Antonella Donati, di ANTONELLA DONATI
Entro fine aprile arriveranno all'Agenzia delle Entrate tutte le fatture emesse da società, commercianti. Sulla base di questi dati - che tracciano le spese delle famiglie - partiranno i calcoli del redditometro per verificare la compatibilità rispetto alle dichiarazioni. In cantiere anche la riforma dell'Isee, che da maggio non potrà più essere autocertificato per quanto riguarda i dati dei conti in banca
ROMA - Soldi sotto il materasso e niente spese. I "finti poveri" che fino ad oggi sono sfuggiti al Fisco, da ora in poi per continuare a evitare le tasse dovranno adeguare lo stile di vita al reddito dichiarato, altrimenti saranno facilmente stanati. Entro fine aprile arriveranno infatti all'Agenzia delle Entrate i dati dello spesomentro, ossia tutte le fatture, di qualunque importo, emesse da società, lavoratori autonomi, artigiani, professionisti, e i dati sugli acquisti di importo superiore ai 3.600 euro effettuati nei negozi nel 2013. Tutti dati certi dai quali partire per i prossimi controlli del redditometro, insieme a quelli contenuti nell'Anagrafe tributaria. E a maggio cambieranno le regole per l'Isee, per cui i dati relativi ai conti in banca non potranno più essere autocertificati ma verranno acquisiti automaticamente al momento della presentazione della domanda. Barare, quindi, non sarà più possibile grazie all'incrocio dei dati. Il si…
ROMA - Soldi sotto il materasso e niente spese. I "finti poveri" che fino ad oggi sono sfuggiti al Fisco, da ora in poi per continuare a evitare le tasse dovranno adeguare lo stile di vita al reddito dichiarato, altrimenti saranno facilmente stanati. Entro fine aprile arriveranno infatti all'Agenzia delle Entrate i dati dello spesomentro, ossia tutte le fatture, di qualunque importo, emesse da società, lavoratori autonomi, artigiani, professionisti, e i dati sugli acquisti di importo superiore ai 3.600 euro effettuati nei negozi nel 2013. Tutti dati certi dai quali partire per i prossimi controlli del redditometro, insieme a quelli contenuti nell'Anagrafe tributaria. E a maggio cambieranno le regole per l'Isee, per cui i dati relativi ai conti in banca non potranno più essere autocertificati ma verranno acquisiti automaticamente al momento della presentazione della domanda. Barare, quindi, non sarà più possibile grazie all'incrocio dei dati. Il sistema, messo in piedi progressivamente negli ultimi sei anni, ora è pronto a decollare.
Irpef, redditi medi dichiarati a 19.750 euro
Le scadenze per lo spesometro. Ai fini dello spesometro, tutti i titolari di partita Iva, entro il 10 o il 30 aprile (a seconda del volume di affari) dovranno inviare all'Agenzia delle Entrate la lista delle fatture emesse nel 2013 nei confronti dei loro clienti, per qualunque importo. Potranno essere comunicate le singole fatture, oppure l'elenco dei clienti con l'ammontare complessivo delle fatture nel corso dell'anno. Per quel che riguarda le operazioni non soggette ad Iva, ad esempio iscrizioni a centri benessere, acquisto di pacchetti d viaggio ecc, l'obbligo scatta solo se sono state effettuate spese oltre la soglia dei 3.600 euro. Anche le società che mettono carte di credito o prepagate debbono comunicare le operazioni effettuate dai propri clienti sopa la soglia.
Grazie a queste comunicazioni, e a quelle già inviati per il 2012, il Fisco sta costituendo una banca dati fornitissima alla quale accedere ai fini del redditometro. Con il Fisco in possesso dello scontrino, o della fattura, sarà difficile dimostrare di non aver acquistato quei determinati beni e servizi. Potranno quindi essere contestate tutte le spese effettuate sulla base dei dati reali, e quando la somma delle spese annuali non è compatibile con i redditi dichiarati scatterà l'invito a mettersi in regola, o a giustificare la provenienza dei fondi. Ovviamente chi non ha nulla da nascondere non avrà alcuna conseguenza dal fatto di essere "trasparente" per il Fisco in riferimento al suo tenore di vita.
Conti in banca senza segreti. L'applicazione dello spesometro potrebbe sembrare un paradosso e spingere all'uso del contante per evitare di lasciare traccia delle proprie spese, ma a meno di non tenere, come detto, i soldi sotto il materasso, anche questo sotterfugio alla lunga non paga. L'Agenzia delle Entrate ha infatti a disposizione non solo i dati delle spese ma anche le effettive disponibilità economiche di chi spende, grazie all'obbligo per tutti gli intermediari finanziari di comunicare all'Anagrafe tributaria i dati riferiti ai propri clienti, in riferimento all'importo di conti correnti, depositi, e investimenti finanziari, all'inizio e alla fine di ciascun anno.
Per il 2013 la scadenza per la comunicazione è quella del 30 aprile prossimo. Stessi obblighi di comunicazione per le società di assicurazione, ma anche e per le società che erogano servizi, dalla luce al gas al telefono. Anche i gestori debbono comunicare i nomi dei clienti, la tipologia delle utenze e i dati catastali degli immobili serviti. Ricostruire l'effettiva disponibilità economica grazie a questa mole di informazioni non sarà difficile. E non ci si potrà neppure fare scudo con la privacy, dato che tutti i dati sono raccolti con espressa autorizzazione e con le cautele dettate dal Garante, compresi i dati bancari.
Stop alle dichiarazioni Isee "reticenti". E proprio ai conti in banca dovrà prestare particolare attenzione chi finora ha approfittato delle falle del sistema per usufruire di prestazioni sociali agevolate o sconti sulle tasse universitarie ai quali non aveva diritto, "dimenticandosi" di dichiarare ai fini Isee investimenti e depositi in banca. Dal 9 maggio, infatti, la verifica su questi dati sarà automatica, grazie all'entrata in vigore del nuovo modello di dichiarazione necessario per ottenere il certificato. Ancora poche settimane e poi chi vorrà avere l'Isee dovrà tener conto che il sistema è in grado di verificare le disponibilità finanziarie in base a quanto risulta all'Anagrafe tributaria. E per chi dichiarerà di non avere nessun conto scatteranno i controlli.
Secondo le stime del Ministero del lavoro, che sta curando l'attuazione della riforma, con la precedente versione dell'Isee si è verificata una sistematica sottodichiarazione del patrimonio mobiliare, tanto che l'80% dei nuclei familiari che richiedevano l'Isee risultava non possedere neanche un conto corrente o libretto di risparmio. Con il nuovo sistema il patrimonio liquido di chi intende accedere alle prestazioni agevolate verrà controllato sia con riferimento all'esistenza di conti non dichiarati, sia in riferimento al loro ammontare, e le pratiche elusive (svuotamento dei conti correnti al 31 dicembre per poi ricostruirli al primo gennaio successivo) non serviranno a nulla in quanto sarà presa come riferimento la giacenza media annua. Ovviamente anche in questo caso chi non ha nulla da nascondere non avrà nulla da temere, in quanto l'obbiettivo delle nuove disposizioni è è proprio quello di garantire le prestazioni chi ne ha realmente diritto. Stanando i furbetti e evitando gli abusi ci saranno anche più fondi a disposizione.
Irpef, redditi medi dichiarati a 19.750 euro
Le scadenze per lo spesometro. Ai fini dello spesometro, tutti i titolari di partita Iva, entro il 10 o il 30 aprile (a seconda del volume di affari) dovranno inviare all'Agenzia delle Entrate la lista delle fatture emesse nel 2013 nei confronti dei loro clienti, per qualunque importo. Potranno essere comunicate le singole fatture, oppure l'elenco dei clienti con l'ammontare complessivo delle fatture nel corso dell'anno. Per quel che riguarda le operazioni non soggette ad Iva, ad esempio iscrizioni a centri benessere, acquisto di pacchetti d viaggio ecc, l'obbligo scatta solo se sono state effettuate spese oltre la soglia dei 3.600 euro. Anche le società che mettono carte di credito o prepagate debbono comunicare le operazioni effettuate dai propri clienti sopa la soglia.
Grazie a queste comunicazioni, e a quelle già inviati per il 2012, il Fisco sta costituendo una banca dati fornitissima alla quale accedere ai fini del redditometro. Con il Fisco in possesso dello scontrino, o della fattura, sarà difficile dimostrare di non aver acquistato quei determinati beni e servizi. Potranno quindi essere contestate tutte le spese effettuate sulla base dei dati reali, e quando la somma delle spese annuali non è compatibile con i redditi dichiarati scatterà l'invito a mettersi in regola, o a giustificare la provenienza dei fondi. Ovviamente chi non ha nulla da nascondere non avrà alcuna conseguenza dal fatto di essere "trasparente" per il Fisco in riferimento al suo tenore di vita.
Conti in banca senza segreti. L'applicazione dello spesometro potrebbe sembrare un paradosso e spingere all'uso del contante per evitare di lasciare traccia delle proprie spese, ma a meno di non tenere, come detto, i soldi sotto il materasso, anche questo sotterfugio alla lunga non paga. L'Agenzia delle Entrate ha infatti a disposizione non solo i dati delle spese ma anche le effettive disponibilità economiche di chi spende, grazie all'obbligo per tutti gli intermediari finanziari di comunicare all'Anagrafe tributaria i dati riferiti ai propri clienti, in riferimento all'importo di conti correnti, depositi, e investimenti finanziari, all'inizio e alla fine di ciascun anno.
Per il 2013 la scadenza per la comunicazione è quella del 30 aprile prossimo. Stessi obblighi di comunicazione per le società di assicurazione, ma anche e per le società che erogano servizi, dalla luce al gas al telefono. Anche i gestori debbono comunicare i nomi dei clienti, la tipologia delle utenze e i dati catastali degli immobili serviti. Ricostruire l'effettiva disponibilità economica grazie a questa mole di informazioni non sarà difficile. E non ci si potrà neppure fare scudo con la privacy, dato che tutti i dati sono raccolti con espressa autorizzazione e con le cautele dettate dal Garante, compresi i dati bancari.
Stop alle dichiarazioni Isee "reticenti". E proprio ai conti in banca dovrà prestare particolare attenzione chi finora ha approfittato delle falle del sistema per usufruire di prestazioni sociali agevolate o sconti sulle tasse universitarie ai quali non aveva diritto, "dimenticandosi" di dichiarare ai fini Isee investimenti e depositi in banca. Dal 9 maggio, infatti, la verifica su questi dati sarà automatica, grazie all'entrata in vigore del nuovo modello di dichiarazione necessario per ottenere il certificato. Ancora poche settimane e poi chi vorrà avere l'Isee dovrà tener conto che il sistema è in grado di verificare le disponibilità finanziarie in base a quanto risulta all'Anagrafe tributaria. E per chi dichiarerà di non avere nessun conto scatteranno i controlli.
Secondo le stime del Ministero del lavoro, che sta curando l'attuazione della riforma, con la precedente versione dell'Isee si è verificata una sistematica sottodichiarazione del patrimonio mobiliare, tanto che l'80% dei nuclei familiari che richiedevano l'Isee risultava non possedere neanche un conto corrente o libretto di risparmio. Con il nuovo sistema il patrimonio liquido di chi intende accedere alle prestazioni agevolate verrà controllato sia con riferimento all'esistenza di conti non dichiarati, sia in riferimento al loro ammontare, e le pratiche elusive (svuotamento dei conti correnti al 31 dicembre per poi ricostruirli al primo gennaio successivo) non serviranno a nulla in quanto sarà presa come riferimento la giacenza media annua. Ovviamente anche in questo caso chi non ha nulla da nascondere non avrà nulla da temere, in quanto l'obbiettivo delle nuove disposizioni è è proprio quello di garantire le prestazioni chi ne ha realmente diritto. Stanando i furbetti e evitando gli abusi ci saranno anche più fondi a disposizione.