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Friggitorie e gelaterie battono la crisi: cresce l'occupazione

Secondo la Cgia di Mestre le prime 20 attività artigianali in maggiore crescita hanno creato almeno 24 mila nuovi posti di lavoro: quasi quanti ne occupa Fiat negli stabilimenti italiani
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MILANO - Pizza al taglio, gastronomie, rosticcerie, friggitorie, addetti alle pulizie, estetiste, serramentisti, panettieri, giardinieri, gelatai e dipintori sono le principali attività artigianali che l'anno scorso hanno battuto la crisi. La Cgia, analizzando i dati  forniti dalle Camere di Commercio, ha stilato una graduatoria dei mestieri che, nonostante la congiuntura difficile, sono in forte espansione. Nel 2013 le prime 20 attività artigianali in maggiore crescita hanno creato almeno 24 mila nuovi posti di lavoro: quasi quanti ne occupa Fiat negli stabilimenti italiani.

Un dato notevole anche a fronte di quello sulla disoccupazione che nel 2013 è arriva al 12,7%, mentre a febbraio è salita fino al 13%. Ecco perché fanno stupore i numeri rilevati dall'associazione artigiani di Mestre: tra il 2009 e il 2013 i tatuatori sono cresciuti del 442,8%, i pasticceri del 348%, i pellettai del 216,3%, gli addetti alle pulizie del 199,1% e i disegnatori…
MILANO - Pizza al taglio, gastronomie, rosticcerie, friggitorie, addetti alle pulizie, estetiste, serramentisti, panettieri, giardinieri, gelatai e dipintori sono le principali attività artigianali che l'anno scorso hanno battuto la crisi. La Cgia, analizzando i dati  forniti dalle Camere di Commercio, ha stilato una graduatoria dei mestieri che, nonostante la congiuntura difficile, sono in forte espansione. Nel 2013 le prime 20 attività artigianali in maggiore crescita hanno creato almeno 24 mila nuovi posti di lavoro: quasi quanti ne occupa Fiat negli stabilimenti italiani.

Un dato notevole anche a fronte di quello sulla disoccupazione che nel 2013 è arriva al 12,7%, mentre a febbraio è salita fino al 13%. Ecco perché fanno stupore i numeri rilevati dall'associazione artigiani di Mestre: tra il 2009 e il 2013 i tatuatori sono cresciuti del 442,8%, i pasticceri del 348%, i pellettai del 216,3%, gli addetti alle pulizie del 199,1% e i disegnatori grafici del 189,8%. Certo, sono dati da prendere con le molle perché riguardano professioni con numeri di addetti ancora esigui, quindi bastano piccoli incrementi in termini assoluti per far aumentare a dismisura il dato percentuale, resta, però, il segnale positivo.

Per Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, "nel 2013, sebbene a livello nazionale l'artigianato abbia perso quasi 28 mila imprese, abbiamo potuto registrare una forte espansione delle professioni legate ai settori dell'alimentazione e dei servizi. La manifattura  e le costruzioni, invece, continuano a segnare il passo". L'esplosione di molte attività "è sicuramente legata al nuovo stile di vita che la crisi ha imposto alle famiglie italiane".