MILANO - Il taglio alla spesa pubblica per il 2014 perde 2,5 miliardi per strada. Colpa del tempo passato a discutere senza agire. Dalle nuove tabelle del Piano Cottarelli emerge infatti che i risparmi per quest'anno scenderanno a 4,5 miliardi contro i 7 miliardi preventivati. In sostanza l'ex economista del Fondo monetario internazionale conferma quello che da tempo ripeteva il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan secondo cui non c'era abbastanza tempo per arrivare agli sperati 7 miliardi.
Insomma la nuova simulazione del Commissario per il taglio della spesa pubblica sembra affossare le speranze del presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi di mettere in cassa un tesoretto più ampio del previsto da destinare alla riduzione dell'Irpef e alle politiche sul lavoro. I pochi mesi a disposizione di Cottarelli andranno, infatti, a impattare l'efficientamento diretto, la riduzione dei trasferimenti e la spesa di ministeri.
Nella prima versione del documento presentato a Palazzo Chigi, si stimavano risparmi sui ministeri per 2,2 miliardi con interventi per 1,8 miliardi sulle pensioni: il taglio scede invece a un miliardo. Le pensioni non verranno toccate, mentre difesa e sanità dovranno risparmiare 500 milioni a testa. Un miliardo in meno (da 2 a 1) arriverà dalla riduzione dei trasferimenti, mentre l'efficientamento diretto garantirà 1,8 miliardi anziché gli stimati 2,2. Confermati, invece, i tagli complessivi per 33,9 miliardi alla fine del 2016.
Non tutte queste risorse, però, saranno a disposizione del governo Renzi per il taglio del cuneo fiscale o altri interventi. La legge di Stabilità del 2014, con l'entrata in vigore del fiscal compact, ne impegna già una parte consistente, soprattutto per il 2015 e il 2016: si parte dai 500 milioni di quest'anno per salire prima a 10,4 miliardi e poi a 14,8 miliardi nel 2016.
Insomma la nuova simulazione del Commissario per il taglio della spesa pubblica sembra affossare le speranze del presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi di mettere in cassa un tesoretto più ampio del previsto da destinare alla riduzione dell'Irpef e alle politiche sul lavoro. I pochi mesi a disposizione di Cottarelli andranno, infatti, a impattare l'efficientamento diretto, la riduzione dei trasferimenti e la spesa di ministeri.
Nella prima versione del documento presentato a Palazzo Chigi, si stimavano risparmi sui ministeri per 2,2 miliardi con interventi per 1,8 miliardi sulle pensioni: il taglio scede invece a un miliardo. Le pensioni non verranno toccate, mentre difesa e sanità dovranno risparmiare 500 milioni a testa. Un miliardo in meno (da 2 a 1) arriverà dalla riduzione dei trasferimenti, mentre l'efficientamento diretto garantirà 1,8 miliardi anziché gli stimati 2,2. Confermati, invece, i tagli complessivi per 33,9 miliardi alla fine del 2016.
Non tutte queste risorse, però, saranno a disposizione del governo Renzi per il taglio del cuneo fiscale o altri interventi. La legge di Stabilità del 2014, con l'entrata in vigore del fiscal compact, ne impegna già una parte consistente, soprattutto per il 2015 e il 2016: si parte dai 500 milioni di quest'anno per salire prima a 10,4 miliardi e poi a 14,8 miliardi nel 2016.