MILANO - In Italia è il gran giorno dei conti pubblici, con il governo Renzi che presenterà il Def (Documento di economia e finanza) svelando le previsioni sull'Italia per i prossimi anni e soprattutto le proprie scelte in materia di politica economica. Si vedrà quale sarà l'atteggiamento nei confronti del deficit, che dovrebbe confermarsi al 2,5-2,6% del Pil per il 2014, e quali tagli verranno effettuati, sulla base del programma di revisione della spesa pubblica presentato dal Commissario straordinario Carlo Cottarelli, per finanziare gli sgravi Irpef. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha confermato che ci saranno tanto i tagli alla spesa quanto gli 80 euro in più in busta paga.
Ma il mondo finanziario guarda altrove, e con preoccupazione, in particolare verso Est. Un Oriente più vicino è quello di Mosca, con le tensioni che tornano a montare sulla vicenda Ucraina. Si preannuncia una nuova escalation dopo che Donetsk si è autoproclamata "repubblica sovrana": lo spettro di un'altra secessione da Kiev, dopo la Crimea, torna porre Vladimir Putin nel ruolo dell'espansionista che sta facendo di tutto per tornare ad allargare il territorio russo. Mosca ha anche espresso "preoccupazione" quando si è diffusa la notizia che Kiev ha inviato forze di polizia nell'Ucraina Sud-Orientale contro le proteste di attivisti filorussi - sono scattati settanta arresti - e ha chiesto di "fermare immediatamente qualsiasi preparazione militare, che potrebbe scatenare una guerra civile". Da Occidente torna a minacciarsi, con scarsa efficacia, un inasprimento delle sanzioni.
Ancora più a Oriente, precisamente in Giappone, si è guardato alle mosse della Banca centrale, che ha mantenuto inalterata la sua politica monetaria accomodante, pochi giorni dopo il previsto aumento della tassa sui consumi. Avanti dunque allo stesso ritmo di acquisto di titoli obbligazionari (governativi in particolare ), al fine di raddoppiare la massa monetaria in due anni per raggiungere un obiettivo di inflazione del 2 %. Per la BoJ "l'economia giapponese continua a recuperare ad un ritmo moderato, anche se sta subendo il contraccolpo dell'entrata in vigore del nuovo regime di tassazione sui consumi", salita dal 5 all'8% dal 1° aprile.
Alla luce di queste tensioni e dell'assenza di nuovi stimoli in Giappone, i listini Ue vivono una giornata all'insegna delle vendite. Milano apre in rialzo, ma gira ben presto in rosso e alla fine chiude in ribasso dell'1,46%, maglia nera in Europa. Anche Parigi cambia colore e alla fine cede lo 0,25%, Londra arretra lo 0,49% e Francoforte lo 0,21%. A Piazza Affari resta a galla Salini Impregilo, che si è aggiudicata un lotto della galleria del Brennero con gli austriaci di Strabag: un progetto da 380 milioni al quale l'azienda italiana partecipa con il 49%. Occhi opuntati anche su Intesa Sanpaolo, che però peggiora durante gli scambi nonostante il report di Mediobanca: ha promosso Ca' de Sass con giudizio "neutral" e target price in netto rialzo da 1,2 a 2,6 euro. Tra i titoli peggiori si segnalano il Monte dei Paschi e Mediaset.
In timido rialzo, invece, Wall Street con gli investitori che attendono anche nuove indicazioni da parte della Federal Reserve, in arrivo domani con i verbali dell'ultima riunione. Il Dow Jones avanza dello 0,1%, il Nasdaq dello 0,6% e l'S&P 500 dello 0,3%. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, resta in area 165 punti base, con i decennali italiani che offrono il 3,21% sul mercato secondario in attesa delle aste del Tesoro della seconda parte della settimana. L'euro chiude in rialzo a 1,3790 dollari dopo aver toccato un massimo di seduta a 1,3807 dollari. I dati inferiori alle attese sul mercato del lavoro Usa diffusi venerdì scorso pesano sul biglietto verde.
L'appuntamento macro più atteso del Vecchio Continente era la produzione manifatturiera della Gran Bretagna, che è salita dello 0,9% a febbraio (+2,7%annuo). L'Ocse, invece, segnala che il superindice economico dell'area è rimasto stabile a febbraio a 100,7 punti: tra i singoli paesi, però, spicca l'Italia che registra un aumento dell'indice relativo a 101,4 dal 101,2 del mese precedente. Il risultato migliore tra le sette maggiori economie mondiali. Negli Stati Uniti, l'indice che traccia l'andamento della fiducia delle piccole imprese sale a marzo di due punti a quota 93,4. Partirà alla chiusura dei mercati la stagione delle trimestrali, come di consueto con Alcoa.
Flette nettamente, in mattinata, la Borsa di Tokyo. Al termine di una seduta tutta in territorio negativo, l'indice Nikkei ha archiviato gli scambi a quota 14.606,88, in calo dell'1,4% rispetto al riferimento di ieri. A pesare sul mercato le perdite sui titoli tech negli Usa, mentre nessun supporto è appunto arrivato dalle decisioni di politica monetaria della BoJ. Tra gli altri listini asiatici si segnala la performance in controtendenza di Shanghai, che strappa un guadagno dell'1,8%.
Quanto alle materie prime, il petrolio sale dello 0,66%: il contratto a maggio è in aumento di 66 centesimi a 101,10 dollari al barile. L'oro è in rialzo dello 0,9%: i future con scadenza ad aprile avanzano di 11,1 dollari a 1.309,4 dollari l'oncia.
Ma il mondo finanziario guarda altrove, e con preoccupazione, in particolare verso Est. Un Oriente più vicino è quello di Mosca, con le tensioni che tornano a montare sulla vicenda Ucraina. Si preannuncia una nuova escalation dopo che Donetsk si è autoproclamata "repubblica sovrana": lo spettro di un'altra secessione da Kiev, dopo la Crimea, torna porre Vladimir Putin nel ruolo dell'espansionista che sta facendo di tutto per tornare ad allargare il territorio russo. Mosca ha anche espresso "preoccupazione" quando si è diffusa la notizia che Kiev ha inviato forze di polizia nell'Ucraina Sud-Orientale contro le proteste di attivisti filorussi - sono scattati settanta arresti - e ha chiesto di "fermare immediatamente qualsiasi preparazione militare, che potrebbe scatenare una guerra civile". Da Occidente torna a minacciarsi, con scarsa efficacia, un inasprimento delle sanzioni.
Ancora più a Oriente, precisamente in Giappone, si è guardato alle mosse della Banca centrale, che ha mantenuto inalterata la sua politica monetaria accomodante, pochi giorni dopo il previsto aumento della tassa sui consumi. Avanti dunque allo stesso ritmo di acquisto di titoli obbligazionari (governativi in particolare ), al fine di raddoppiare la massa monetaria in due anni per raggiungere un obiettivo di inflazione del 2 %. Per la BoJ "l'economia giapponese continua a recuperare ad un ritmo moderato, anche se sta subendo il contraccolpo dell'entrata in vigore del nuovo regime di tassazione sui consumi", salita dal 5 all'8% dal 1° aprile.
Alla luce di queste tensioni e dell'assenza di nuovi stimoli in Giappone, i listini Ue vivono una giornata all'insegna delle vendite. Milano apre in rialzo, ma gira ben presto in rosso e alla fine chiude in ribasso dell'1,46%, maglia nera in Europa. Anche Parigi cambia colore e alla fine cede lo 0,25%, Londra arretra lo 0,49% e Francoforte lo 0,21%. A Piazza Affari resta a galla Salini Impregilo, che si è aggiudicata un lotto della galleria del Brennero con gli austriaci di Strabag: un progetto da 380 milioni al quale l'azienda italiana partecipa con il 49%. Occhi opuntati anche su Intesa Sanpaolo, che però peggiora durante gli scambi nonostante il report di Mediobanca: ha promosso Ca' de Sass con giudizio "neutral" e target price in netto rialzo da 1,2 a 2,6 euro. Tra i titoli peggiori si segnalano il Monte dei Paschi e Mediaset.
In timido rialzo, invece, Wall Street con gli investitori che attendono anche nuove indicazioni da parte della Federal Reserve, in arrivo domani con i verbali dell'ultima riunione. Il Dow Jones avanza dello 0,1%, il Nasdaq dello 0,6% e l'S&P 500 dello 0,3%. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, resta in area 165 punti base, con i decennali italiani che offrono il 3,21% sul mercato secondario in attesa delle aste del Tesoro della seconda parte della settimana. L'euro chiude in rialzo a 1,3790 dollari dopo aver toccato un massimo di seduta a 1,3807 dollari. I dati inferiori alle attese sul mercato del lavoro Usa diffusi venerdì scorso pesano sul biglietto verde.
L'appuntamento macro più atteso del Vecchio Continente era la produzione manifatturiera della Gran Bretagna, che è salita dello 0,9% a febbraio (+2,7%annuo). L'Ocse, invece, segnala che il superindice economico dell'area è rimasto stabile a febbraio a 100,7 punti: tra i singoli paesi, però, spicca l'Italia che registra un aumento dell'indice relativo a 101,4 dal 101,2 del mese precedente. Il risultato migliore tra le sette maggiori economie mondiali. Negli Stati Uniti, l'indice che traccia l'andamento della fiducia delle piccole imprese sale a marzo di due punti a quota 93,4. Partirà alla chiusura dei mercati la stagione delle trimestrali, come di consueto con Alcoa.
Flette nettamente, in mattinata, la Borsa di Tokyo. Al termine di una seduta tutta in territorio negativo, l'indice Nikkei ha archiviato gli scambi a quota 14.606,88, in calo dell'1,4% rispetto al riferimento di ieri. A pesare sul mercato le perdite sui titoli tech negli Usa, mentre nessun supporto è appunto arrivato dalle decisioni di politica monetaria della BoJ. Tra gli altri listini asiatici si segnala la performance in controtendenza di Shanghai, che strappa un guadagno dell'1,8%.
Quanto alle materie prime, il petrolio sale dello 0,66%: il contratto a maggio è in aumento di 66 centesimi a 101,10 dollari al barile. L'oro è in rialzo dello 0,9%: i future con scadenza ad aprile avanzano di 11,1 dollari a 1.309,4 dollari l'oncia.