Economia

Dalla spending review 4,5 miliardi di coperture al taglio Irpef

Nel piano di Cottarelli spazi fino a 6 miliardi, ma Renzi annuncia tagli per 4,5 per coprire le risorse necessarie (6,6 miliardi) a garantire gli 80 euro in più in busta paga ai lavoratori dipendenti che ne guadagnano meno di 1.500. "Non saranno interventi lineari". Le novità in un decreto da presentare il 18 aprile

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MILANO - La spending review concorrerà con 4,5 miliardi al taglio dell'Irpef, che porterà i famosi 80 euro in più in busta paga ai lavoratori che ne guadagnano meno di 1.500. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella conferenza stampa che ha seguito il Cdm di approvazione del Def, il Documento di economia e finanza. Il premier ha spiegato che il piano del Commissario straordinario alla revisione della spesa, Carlo Cottarelli, è arrivato a individuare ben 6 miliardi di euro di economie possibili. Da questo disegno, però, nel decreto in via di scrittura - che sarà presentato venerdì 18 aprile e conterrà anche la rimodulazione dell'Irpef - si attingeranno appunto 4,5 miliardi di risorse. Serviranno a coprire buona parte dei 6,7 miliardi necessari allo sgravio del Fisco nelle buste paga, in vigore da maggio. Alla parte restante (2,2 miliardi) concorreranno il maggior gettito Iva legato ai rimborsi dei debiti della Pubblica amministrazione e il miliardo di gettito aggiuntivo ottenuto dall'aumento della tassazione per le plusvalenze generate dalla rivalutazione delle quote Bankitalia (dal 12 al 26%).

Nelle bozze che sono entrate nel Cdm era effettivamente riportata la cifra di 6 miliardi di tagli possibili, che poi salgono fino a 17 e 32 miliardi di euro rispettivamente per il 2015 e 2016 in termini cumulati. 

Bisogna ricordare che il Commissario straordinario per la revisione della spesa, Carlo Cottarelli, nelle relazioni al Senato che hanno accompagnato la sua attività, aveva spiegato in un primo momento che per il 2014 sarebbe stato giusto, in via prudenziale, stimare possibili risparmi per 3 miliardi, salvo poi indicare - in un'audizione successiva - la somma di 5 miliardi come risultato massimo. Un approdo raggiungibile solo a patto di partire con azioni immediate e decise.

Il giro di vite sugli stipendi della Pubblica amministrazione porterà risparmi immediati per 350-400 milioni, che passano anche dall'allineamento del tetto massimo di retribuzione a quella del Capo dello Stato. Lo stesso Renzi ha confermato che il tetto agli assegni verrà posto al livello del trattamento riservato al Presidente della Repubblica, cioè circa 238mila euro. "Io spero che anche gli organi costituzionali" accettino il taglio al tetto degli stipendi in via d'introduzione, ha poi specificato il presidente del Consiglio.

Il premier ha aggiunto che sugli interventi mirati "lavoreremo con Padoan (il ministro dell'Economia, ndr) tra lunedì e venerdì prossimo, quando tornerà da Washington per gli incontri internazionali del Fmi", non dettagliando le voci precise ma sottolineando che "non ci saranno tagli lineari". Tra le altre, le indicazioni emerse finora indicano che gli acquisti di beni e servizi dovrebbero contribuire con altri 800 milioni di risparmi, mentre è rimasto il dubbio sulla possibile sforbiciata da 1 miliardo alle spese sanitarie. Forbici in azione anche su alcuni Enti, quali il Cnel, che il premier ha citato espressamente ricordando che "è giusto" abolirlo in quanto si è trattato di "un'occasione persa" in settant'anni di storia.