MILANO - Vodafone batte la concorrenza e dopo un paio d'anni di sperimentazioni prova a trasformare lo smartphone i un vero portafoglio: in collaborazione con Mastercard e CartaSì, che si avvalgono della piattaforma aperta realizzata da Sia, dal 29 aprile sarà possibile acquistare (o sostituire) una Sim con tecnologia Nfc e attivare la carta di credito contactless Smart Pass che viene virtualizzata sullo smartphone. Entro l'estate entreranno a far parte della piattaforma anche Ubi e Mediolanum e altri istituti bancari seguiranno.
D'altra parte proprio da una ricerca di Sia, gestore europeo dei pagamenti elettronici con 63 milioni di carte gestite che generano 2,7 miliardi di transazioni, emerge che i pagamenti attraverso il telefonino piacciono al 94% degli italiani che hanno provato questo strumento. Per arrivare al debutto, però, è stato necessario creare un ecosistema sul quale far convergere banche ed operatori telefonici, "con lo scopo - spiegave qualche tempo fa Sia - di coinvolgere la più ampia platea possibile per sviluppare la tecnologia Nfc che permette di utilizzare la sim del telefono come una vera carta di credito".
"Oggi inizia la fase di competizione - ha commentato Vincenzo Scarlato, responsabile innovazione di Vodafone presentando l'iniziativa - negli anni scorsi abbiamo vissuto la cooperazione per creare un'infrastruttura". Degli 8 progetti pilota realizzati in Italia questo è il primo a vedere la luce. L'obiettivo di Vodafone è ambizioso: "virtualizzare" tutte le 500 mila Smartpass, le carte prepagate già emesse. Per CartaSì, invece, è abbassare l'uso dei contanti, tendendo al 66% degli altri paesi europei: un obiettivo perseguito anche dall'Abi secondo cui la gestione del contante costa 10 miliardi di euro l'anno.
La tecnologia Nfc, però non la sola ad arrivare sul mercato dei telefonini. Da qualche anno sono scese in campo anche start up come Payleven e Jusp che hanno realizzato un dispositivo capace di trasformare lo smartphone in un vero Pos. A questo punto la battaglia si sposta sulla tecnologia con l'Nfc più efficace fino ai 25 euro perché non richiede il Pin e sulle commissioni anche perché nella partita entrano oltre alle compagnie, ai gestori dei pagamenti anche le compagnie tlc.
D'altra parte proprio da una ricerca di Sia, gestore europeo dei pagamenti elettronici con 63 milioni di carte gestite che generano 2,7 miliardi di transazioni, emerge che i pagamenti attraverso il telefonino piacciono al 94% degli italiani che hanno provato questo strumento. Per arrivare al debutto, però, è stato necessario creare un ecosistema sul quale far convergere banche ed operatori telefonici, "con lo scopo - spiegave qualche tempo fa Sia - di coinvolgere la più ampia platea possibile per sviluppare la tecnologia Nfc che permette di utilizzare la sim del telefono come una vera carta di credito".
"Oggi inizia la fase di competizione - ha commentato Vincenzo Scarlato, responsabile innovazione di Vodafone presentando l'iniziativa - negli anni scorsi abbiamo vissuto la cooperazione per creare un'infrastruttura". Degli 8 progetti pilota realizzati in Italia questo è il primo a vedere la luce. L'obiettivo di Vodafone è ambizioso: "virtualizzare" tutte le 500 mila Smartpass, le carte prepagate già emesse. Per CartaSì, invece, è abbassare l'uso dei contanti, tendendo al 66% degli altri paesi europei: un obiettivo perseguito anche dall'Abi secondo cui la gestione del contante costa 10 miliardi di euro l'anno.
La tecnologia Nfc, però non la sola ad arrivare sul mercato dei telefonini. Da qualche anno sono scese in campo anche start up come Payleven e Jusp che hanno realizzato un dispositivo capace di trasformare lo smartphone in un vero Pos. A questo punto la battaglia si sposta sulla tecnologia con l'Nfc più efficace fino ai 25 euro perché non richiede il Pin e sulle commissioni anche perché nella partita entrano oltre alle compagnie, ai gestori dei pagamenti anche le compagnie tlc.