Economia

Salva-Roma, sì della Camera dopo rinvio per mancanza del numero legale

Il decreto ora passa al Senato, dove deve essere convertito in legge entro il 5 maggio. Ma nel voto finale erano assenti 104 deputati della maggioranza. Boldrini costretta a rinviare la seduta di un'ora

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MILANO - Alla fine il via libera della Camera è arrivato, ma con molta fatica. Il  decreto legge enti locali - che contiene le norme "Salva-Roma" - approda al Senato dopo una serata movimentata. Il voto finale è slittato di un'ora per l'assenza del numero legale. Nel pomeriggio, nella votazione sulla fiducia, si erano registrati 325 sì e 176 no.

Al di là della "maledizione" del provvedimento - protagonista da mesi di mille traversìe parlamentari - si tratta di un segnale preoccupante per la maggioranza. In particolare, 62 erano gli assenti del Pd, 16 su 28 quelli di Ncd, 18 su 27 quelli di Scelta civica e 8 su 9 quelli di PI. In particolare, per quanto riguarda i dem, erano assenti anche tre delle quattro parlamentari chiamate a guidare le liste per le Europee: Bonafè, Moretti e Mosca. Erano assenti anche 53 su 68 deputati di Fi. Un intoppo che ha provocato l'esultanza di Lega e Cinque Stelle. "Chiaramente le numerosissime assenze all'interno del Pd sono il primo segnale tangibile di insofferenza rispetto alle pagliacciate di Renzi", ha detto il vicepresidente dei deputati leghisti Gianluca Pini. Ma alla fine la maggioranza è riuscita a correre ai ripari. E la seduta è terminata con le urla dei deputati Pd contro i Cinque Stelle: "Buffoni, buffoni".

Ieri il governo aveva deciso di porre la fiducia sul decreto legge sugli Enti locali, che contiene, nella loro terza versione, le norme legate al cosiddetto "salva Roma". Una decisione maturata dopo le complicazioni nella gestazione del provvedimento quando le modifiche tecniche annunciate dal governo sono passate da "quattro-cinque" a undici. A quel punto il capogruppo Pd in commissione Finanze, Marco Causi, ha sollecitato una "valutazione politica" sugli emendamenti al testo proposti dall'esecutivo. Le decisione della di porre la fiducia si spiega, però, con la necessità di convertire il testo entro il 5 maggio.

Il decreto sulle misure urgenti per gli enti locali italiani, che contiene anche le norme su Roma capitale, ha avuto così il suo via libera finale alla Camera. Dopo tre settimane di lavoro in commissione, oltre 400 voti sugli emendamenti e l'esame di molteplici problematiche emergenziali degli enti locali, il provvedimento vede finalmente la luce, dopo che, per ben due volte, era decaduto a seguito della prima lettura al Senato" ha detto il sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini sottolineando che "nessun euro graverà sul bilancio dello Stato".