dal nostro inviato ELENA POLIDORI
WASHINGTON - Il risanamento? "Quello europeo è quasi completato. E sono contento di poter dire che, tra le economie avanzate, l'Italia è uno dei paesi più sostenibili". La disoccupazione? "Servono riforme di ampia portata. Bisogna far entrare i giovani sul mercato del lavoro. Occorre muoversi verso contratti più semplici, ancorando i salari alla produttività". Le nomine al vertice di Eni, Enel, Finmeccanica? "Ci saranno persone competenti e in alcuni casi nuove". Renzi? "E' un uomo molto dinamico. Il governo vuole restare in carica 4 anni".
Dai microfoni di Cnbc, Pier Carlo Padoan illustra gli obiettivi del nuovo governo. Il ministro dell'economia parla anzitutto del Def come "una combinazione di misure strutturali" che mirano "a tagliare il cuneo fiscale e a dare più soldi alle imprese e alle famiglie". Nella sua visione, il Documento economico e finanziario "porterà alla crescita": l'economia nazionale non si espande "da due decenni". Con le nuove misure "in due o tre anni avremo risultati visibili". Anche il Moloch del debito, che sta lì da sempre "calerà presto".
Agli osservatori stranieri del Fondo monetario internazionale e, più tardi, anche alle autorità monetarie del g7 e del g20, riunite per discutere come far aumentare la crescita e ridurre i senza lavoro, Padoan cerca di spiegare il senso delle riforme che sono sul tappeto. "In Italia, come in molte altre economie avanzate, vi sono interessi specifici, corporativi che negli anni hanno accumulato poteri e capacità di dire sì o no a piacimento. Cambiare questo stato di cose richiede un grande sforzo politico". Non a caso le riforme istituzionali ed elettorali sono uno dei "punti centrali del programma di governo". Lo stesso governo deve essere "più semplice e meno costoso": questo rafforzerebbe "la fiducia degli italiani e quella degli investitori nel paese". E questo è anche "il capitale politico che Renzi sta portando".
La credibilità del governo, cruciale per attrarre fiducia e investimenti, passa anche attraverso le imminenti nomine pubbliche. Perciò, persone nuove e competenti. Deve contare "il modo in cui hanno gestito in precedenza le loro responsabilità", "da dove vengono e "se hanno avuto successo". Le scelte sono determinanti: "Siamo in una situazione in cui c'è molta liquidità in giro per il mondo e ci sono molti investitori pronti a investire da noi. Ma stanno aspettando la conferma definitiva di un cambiamento". Ecco: ci vuole una svolta, visibile a tutti. "Se il governo dimostra che le cose stanno cambiando il denaro fluirà e questo porterà a nuova crescita. Mi aspetto sorprese positive nel breve termine".
Sul piano più generale, il ministro parla del rischio- deflazione. E per spiegare il fenomeno sceglie "un termine che va di moda, low-flation", ovvero una inflazione positiva che diventa sempre meno positiva. "Bisogna evitare che le aspettative di bassa inflazione diventino aspettative di deflazione", nefaste per tutti. Contro questa eventualità opera il presidente della Bce, Mario Draghi "un grande italiano che sta facendo un gran servizio all'Europa".
Prima di rinchiudersi nell'ennesima riunione, Padoan, gran tifoso della Roma si dice "preoccupatissimo" per le quattro giornate di squalifica a Destro. "E' una cosa che mi ha sconvolto, mi ha fatto star male quando Renzi l'altro giorno me lo ha detto".
WASHINGTON - Il risanamento? "Quello europeo è quasi completato. E sono contento di poter dire che, tra le economie avanzate, l'Italia è uno dei paesi più sostenibili". La disoccupazione? "Servono riforme di ampia portata. Bisogna far entrare i giovani sul mercato del lavoro. Occorre muoversi verso contratti più semplici, ancorando i salari alla produttività". Le nomine al vertice di Eni, Enel, Finmeccanica? "Ci saranno persone competenti e in alcuni casi nuove". Renzi? "E' un uomo molto dinamico. Il governo vuole restare in carica 4 anni".
Dai microfoni di Cnbc, Pier Carlo Padoan illustra gli obiettivi del nuovo governo. Il ministro dell'economia parla anzitutto del Def come "una combinazione di misure strutturali" che mirano "a tagliare il cuneo fiscale e a dare più soldi alle imprese e alle famiglie". Nella sua visione, il Documento economico e finanziario "porterà alla crescita": l'economia nazionale non si espande "da due decenni". Con le nuove misure "in due o tre anni avremo risultati visibili". Anche il Moloch del debito, che sta lì da sempre "calerà presto".
Agli osservatori stranieri del Fondo monetario internazionale e, più tardi, anche alle autorità monetarie del g7 e del g20, riunite per discutere come far aumentare la crescita e ridurre i senza lavoro, Padoan cerca di spiegare il senso delle riforme che sono sul tappeto. "In Italia, come in molte altre economie avanzate, vi sono interessi specifici, corporativi che negli anni hanno accumulato poteri e capacità di dire sì o no a piacimento. Cambiare questo stato di cose richiede un grande sforzo politico". Non a caso le riforme istituzionali ed elettorali sono uno dei "punti centrali del programma di governo". Lo stesso governo deve essere "più semplice e meno costoso": questo rafforzerebbe "la fiducia degli italiani e quella degli investitori nel paese". E questo è anche "il capitale politico che Renzi sta portando".
La credibilità del governo, cruciale per attrarre fiducia e investimenti, passa anche attraverso le imminenti nomine pubbliche. Perciò, persone nuove e competenti. Deve contare "il modo in cui hanno gestito in precedenza le loro responsabilità", "da dove vengono e "se hanno avuto successo". Le scelte sono determinanti: "Siamo in una situazione in cui c'è molta liquidità in giro per il mondo e ci sono molti investitori pronti a investire da noi. Ma stanno aspettando la conferma definitiva di un cambiamento". Ecco: ci vuole una svolta, visibile a tutti. "Se il governo dimostra che le cose stanno cambiando il denaro fluirà e questo porterà a nuova crescita. Mi aspetto sorprese positive nel breve termine".
Sul piano più generale, il ministro parla del rischio- deflazione. E per spiegare il fenomeno sceglie "un termine che va di moda, low-flation", ovvero una inflazione positiva che diventa sempre meno positiva. "Bisogna evitare che le aspettative di bassa inflazione diventino aspettative di deflazione", nefaste per tutti. Contro questa eventualità opera il presidente della Bce, Mario Draghi "un grande italiano che sta facendo un gran servizio all'Europa".
Prima di rinchiudersi nell'ennesima riunione, Padoan, gran tifoso della Roma si dice "preoccupatissimo" per le quattro giornate di squalifica a Destro. "E' una cosa che mi ha sconvolto, mi ha fatto star male quando Renzi l'altro giorno me lo ha detto".