Economia

G20, prospettive di crescita globale ma restare vigili sui rischi

Terminato il verticedei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali. Nel comunicato finale nuovo appello per le riforme strutturali. Draghi: "Guai ad autocompiacersi"

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WASHINGTON -  La ripresa c'è, l'economia mondiale si rafforza.  Per la prima volta dal 2010 il clima è cambiato: la grande crisi è alle spalle. Ma guai "ad autocompiacersi", avverte Mario Draghi, presidente della Bce. E il ministro americano Jacob Lew aggiunge: non bisogna rassegnarsi  "ad accettare una crescita lenta con alti tassi di disoccupazione". Perciò, per il domani, occorre fare il massimo per rafforzare la crescita e creare così nuovo lavoro. L'obiettivo condiviso è di far aumentare il Pil globale del 2% nei prossimi cinque anni.

Il comunicato finale del G20 riflette queste preoccupazioni e queste speranze. Vi sono numeri e proiezioni che dicono che l'economia globale si rafforzerà quest'anno".  E' necessario  "restare vigili alla luce degli importanti rischi e vulnerabilità globali". "Siamo determinati a gestire questi rischi e a compiere azioni per rafforzare ulteriormente la ripresa, creare posti di lavoro e migliorare le prospettive di crescita di medio termine". Le riforme strutturali che ciascun paese deve attuare, insieme a maggiori investimenti, sono indispensabili per "raggiungere questo obiettivo comune". Cruciale sarà migliorare "la concorrenza sui mercati dei prodotti e dei servizi".

   Chi ha partecipato alla riunione racconta che il nuovo ministro Pier Carlo Padoan ha approfittato dell'occasione per presentare ufficialmente ai partner il Documento economico e finanziario appena approvato dal governo. A lui e a tutto il governo il Fmi ha chiesto che i tagli alla spesa e alle tasse siano permanenti e non una tantum. Aasim Husain, il capo del dipartimento europeo, che presto verrà a Roma per spulciare i conti del paese, parla delle misure sul tappeto come "un buon iniziio; ricorda che "è essenziale" mantenere i conti pubblici in ordine.