MILANO - Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. incontrerà i sindacati sul caso Alitalia, ma lo farà "solo dopo l'arrivo della lettera di intenti in cui Etihad formalizzerà la sua proposta e la conseguente risposta di Alitalia". La precisazione arriva direttamente dal dicastero, che conferma quindi l'incontro ma lo posticipa a dopo l'invio della documentazione da parte delle compagnia emiratina.
Tutto ruota dunque alla proposizione nero su bianco di impegni e richieste da parte del vettore di Abu Dhabi. Oggi era originariamente calendarizzato un consiglio di amministratore della compagnia italiana, che però è stato posticipato proprio in attesa della documentazione. Solo una volta ricevuta la lettera potrà partire la trattativa finale. Il negoziato, per l'acquisizione della compagnia italiana, dovrebbe comunque chiudersi entro maggio. La cifra messa sul piatto oscillerà tra i 300 e i 500 milioni di euro, a seconda del rilievo nel capitale: la quota di Etihad non potrà comunque superare il 49 per cento fissato dall'Unione europea per le aziende extracomunitarie. Secondo quanto ha riportato Il Messaggero, da parte di Etihad potrebbe anche arrivare la richiesta di un consistente "write off" dei debiti di Alitalia: l'acquirente vorrebbe che le banche esposte verso l'ex compagnia di bandiera ne cancellino ben 400 sui 549 complessivi.
Resta poi da sciogliere il nodo legato al destino di Milano Malpensa, l'aeroporto sul quale si gioca una partita delicata che coinvolge anche la Regione Lombardia. Il governatore Roberto Maroni si è detto disponibile a rilevare delle quote della Sea, la società di gestione degli aeroporti meneghini di Malpensa appunto e Linate, ma solo se nel futuro di Alitalia lo scalo varesino rappresenterà un punto centrale. Di fatto, Maroni non vuole che il rilancio della compagnia passi dal sacrificio dello scalo lombardo e minaccia una eventuale risposta con il disimpegno verso la Sea, che avrebbe bisogno del suo supporto.
In attesa che tutte queste pedine si posizionino, anche Bruxelles è alla finestra: l'Europa è preoccupata del fatto che la cabina di regia resti in mano a un nucleo di soci comunitario, come prevede la normativa Ue. C'è poi da sciogliere il problema degli eventauli esuberi. "Prima dobbiamo esaminare il progetto su Alitalia come abbiamo fatto in altri casi, se ci saranno problemi per l'occupazione, prenderemo provvedimenti", ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, oggi a Padova all'assemblea della Lega Coop. "Se sarà necessario - ha aggiunto Poletti, riferendosi al rischio esuberi - useremo gli strumenti esistenti, altrimenti vedremo come agire come governo e seguendo le procedure parlamentari". Per Poletti, comunque, ogni soluzione deve essere presa una volta conosciuto il progetto sul futuro dell'azienda: "Se ci sarà bisogno di uno strumento straordinario, il governo, se è sufficiente, o il Parlamento, se serve un cambio normativo, prenderanno le loro decisioni, ma solo a fronte di un piano". Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, il tema esuberi resta intanto "un'incognita seria" per la quale bisogna convincere Etihad ad operare "per un'altra via".
Tutto ruota dunque alla proposizione nero su bianco di impegni e richieste da parte del vettore di Abu Dhabi. Oggi era originariamente calendarizzato un consiglio di amministratore della compagnia italiana, che però è stato posticipato proprio in attesa della documentazione. Solo una volta ricevuta la lettera potrà partire la trattativa finale. Il negoziato, per l'acquisizione della compagnia italiana, dovrebbe comunque chiudersi entro maggio. La cifra messa sul piatto oscillerà tra i 300 e i 500 milioni di euro, a seconda del rilievo nel capitale: la quota di Etihad non potrà comunque superare il 49 per cento fissato dall'Unione europea per le aziende extracomunitarie. Secondo quanto ha riportato Il Messaggero, da parte di Etihad potrebbe anche arrivare la richiesta di un consistente "write off" dei debiti di Alitalia: l'acquirente vorrebbe che le banche esposte verso l'ex compagnia di bandiera ne cancellino ben 400 sui 549 complessivi.
Resta poi da sciogliere il nodo legato al destino di Milano Malpensa, l'aeroporto sul quale si gioca una partita delicata che coinvolge anche la Regione Lombardia. Il governatore Roberto Maroni si è detto disponibile a rilevare delle quote della Sea, la società di gestione degli aeroporti meneghini di Malpensa appunto e Linate, ma solo se nel futuro di Alitalia lo scalo varesino rappresenterà un punto centrale. Di fatto, Maroni non vuole che il rilancio della compagnia passi dal sacrificio dello scalo lombardo e minaccia una eventuale risposta con il disimpegno verso la Sea, che avrebbe bisogno del suo supporto.
In attesa che tutte queste pedine si posizionino, anche Bruxelles è alla finestra: l'Europa è preoccupata del fatto che la cabina di regia resti in mano a un nucleo di soci comunitario, come prevede la normativa Ue. C'è poi da sciogliere il problema degli eventauli esuberi. "Prima dobbiamo esaminare il progetto su Alitalia come abbiamo fatto in altri casi, se ci saranno problemi per l'occupazione, prenderemo provvedimenti", ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, oggi a Padova all'assemblea della Lega Coop. "Se sarà necessario - ha aggiunto Poletti, riferendosi al rischio esuberi - useremo gli strumenti esistenti, altrimenti vedremo come agire come governo e seguendo le procedure parlamentari". Per Poletti, comunque, ogni soluzione deve essere presa una volta conosciuto il progetto sul futuro dell'azienda: "Se ci sarà bisogno di uno strumento straordinario, il governo, se è sufficiente, o il Parlamento, se serve un cambio normativo, prenderanno le loro decisioni, ma solo a fronte di un piano". Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, il tema esuberi resta intanto "un'incognita seria" per la quale bisogna convincere Etihad ad operare "per un'altra via".