MILANO - I mercati del Vecchio continente riescono a mantenere il filo dei rialzi, dopo il rally di ieri, sfruttando un colpo di coda nel finale di seduta. L'economia globale si sta rafforzando. La conferma è arrivata ieri dall'intervento del presidente della Fed, Janet Yellen, a New York: la piena occupazione negli Stati Uniti sarà raggiunta nel 2016, nel frattempo la Federal Reserve continuerà a sostenere l'economia Usa con tassi bassi ancora a lungo. Di più, il banchiere ha spiegato che il piano di acquisto di bond sul mercato non è in alcun modo prestabilito: può quindi essere modificato in qualunque momento. Tradotto: il tapering, la riduzione degli acquisti, continuerà fino a quando l'economia mosterà segni di ripresa, ma in caso di incertezza potrebbe interrompersi e magari le operazioni della Fed potrebbero tornare ad aumentare.
Almeno per il momento, invece, i mercati non paiono preoccupati per le tensioni in Ucraina: dopo il fallimento dell'offensiva armata decisa da Kiev, l'Est del Paese è sotto il controllo dei ribelli filo russi, mentre la Nato si mobilita con i primi colloqui in agenda oggi a a Ginevra tra l'Ue, Mosca e gli Usa. Nel frattempo, negli Usa aumenta il numero degli americani che hanno fatto richiesta per i sussidi di disoccupazione: le richieste sono cresciute di 2mila unità a 304mila, comunque vicine ai minimi da sette anni. Il dato è migliore delle attese, che erano per un aumento a 315mila richieste.
Wall Street è poco mossa: il Dow Jones è in ribasso dello 0,15% alla chiusura dei mercati europei, mentre l'S&P 500 è piatto e il Nasdaq è poco sopra la pari. Continua, intanto, la stagione delle trimestrali, con i conti positivi di Morgan Stanley e Goldman Sachs. Le Piazze del Vecchio continente chiudono in rialzo: a Milano Piazza Affari inverte le rotta sul finale e segna il +0,36% finale. Opposto l'andamento da parte delle banche popolari: Bpm e Mps chiudono in netto rialzo, il Banco è tra i peggiori di giornata. Terminano in nero anche le altre: Londra avanza dello 0,62%, Parigi dello 0,59%, mentre Francoforte sale 0,99%.
L'euro chiude stabile a 1,3834 dollari. La positiva lettura dell'indice Fed di Philadelphia (balzato da 9 a 16,6 punti in aprile) ha contrastato le spinte al ribasso sulla valuta Usa derivanti dalle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, secondo la quale i tassi di interesse resteranno bassi ancora "per un tempo considerevole". Il biglietto verde perde però terreno sulla sterlina, che tocca un massimo da quattro anni e mezzo a 1,6842 dollari. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi chiude stabile a 161 punti, dopo aver toccato un minimo di seduta a quota 158. Il rendimento si attesta al 3,12%, dopo un minimo al 3,08%. Il Tesoro ha chiuso anche la parte dedicata agli investitori istituzionali dell'offerta di Btp Italia, raccogliendo nel complesso (incluso cioè il retail) 20 miliardi circa.
In mattinata Tokyo ha ceduto lo 0,15% scontando i realizzi, l'apprezzamento dello yen e la prudenza per la crisi in Ucraina. E proprio oggi il governatore della Bank of Japan (BoJ), Haruhiko Kuroda, ha ribadito che l'economia nipponica recupera "moderatamente" nonostante l'aumento della tassa sui consumi dal 5% all'8%, dicendosi fiducioso sul raggiungimento del target del 2% di inflazione sul medio termine. La stessa tassa che sta zavorrando la fiducia dei consumatori nipponici scesa da dai 38,5 punti di febbraio ai 37,5 punti di marzo.
Sul fronte delle materie prime, l'aggravarsi della crisi in Ucraina, con scontri armati fra filorussi e polizia di Kiev, spinge le quotazioni del petrolio. Alla chiusura dei mercati europei il greggio Wti sale dello 0,7% a 104,55 dollari al barile, mentre il Brent aggiunge lo 0,4% a 110 dollari. L'oro scivola poco sotto quota 1.300 dollari l'oncia cedendo lo 0,3%.
Almeno per il momento, invece, i mercati non paiono preoccupati per le tensioni in Ucraina: dopo il fallimento dell'offensiva armata decisa da Kiev, l'Est del Paese è sotto il controllo dei ribelli filo russi, mentre la Nato si mobilita con i primi colloqui in agenda oggi a a Ginevra tra l'Ue, Mosca e gli Usa. Nel frattempo, negli Usa aumenta il numero degli americani che hanno fatto richiesta per i sussidi di disoccupazione: le richieste sono cresciute di 2mila unità a 304mila, comunque vicine ai minimi da sette anni. Il dato è migliore delle attese, che erano per un aumento a 315mila richieste.
Wall Street è poco mossa: il Dow Jones è in ribasso dello 0,15% alla chiusura dei mercati europei, mentre l'S&P 500 è piatto e il Nasdaq è poco sopra la pari. Continua, intanto, la stagione delle trimestrali, con i conti positivi di Morgan Stanley e Goldman Sachs. Le Piazze del Vecchio continente chiudono in rialzo: a Milano Piazza Affari inverte le rotta sul finale e segna il +0,36% finale. Opposto l'andamento da parte delle banche popolari: Bpm e Mps chiudono in netto rialzo, il Banco è tra i peggiori di giornata. Terminano in nero anche le altre: Londra avanza dello 0,62%, Parigi dello 0,59%, mentre Francoforte sale 0,99%.
L'euro chiude stabile a 1,3834 dollari. La positiva lettura dell'indice Fed di Philadelphia (balzato da 9 a 16,6 punti in aprile) ha contrastato le spinte al ribasso sulla valuta Usa derivanti dalle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, secondo la quale i tassi di interesse resteranno bassi ancora "per un tempo considerevole". Il biglietto verde perde però terreno sulla sterlina, che tocca un massimo da quattro anni e mezzo a 1,6842 dollari. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi chiude stabile a 161 punti, dopo aver toccato un minimo di seduta a quota 158. Il rendimento si attesta al 3,12%, dopo un minimo al 3,08%. Il Tesoro ha chiuso anche la parte dedicata agli investitori istituzionali dell'offerta di Btp Italia, raccogliendo nel complesso (incluso cioè il retail) 20 miliardi circa.
In mattinata Tokyo ha ceduto lo 0,15% scontando i realizzi, l'apprezzamento dello yen e la prudenza per la crisi in Ucraina. E proprio oggi il governatore della Bank of Japan (BoJ), Haruhiko Kuroda, ha ribadito che l'economia nipponica recupera "moderatamente" nonostante l'aumento della tassa sui consumi dal 5% all'8%, dicendosi fiducioso sul raggiungimento del target del 2% di inflazione sul medio termine. La stessa tassa che sta zavorrando la fiducia dei consumatori nipponici scesa da dai 38,5 punti di febbraio ai 37,5 punti di marzo.
Sul fronte delle materie prime, l'aggravarsi della crisi in Ucraina, con scontri armati fra filorussi e polizia di Kiev, spinge le quotazioni del petrolio. Alla chiusura dei mercati europei il greggio Wti sale dello 0,7% a 104,55 dollari al barile, mentre il Brent aggiunge lo 0,4% a 110 dollari. L'oro scivola poco sotto quota 1.300 dollari l'oncia cedendo lo 0,3%.