Bankitalia vede la ripresa in "lenta espansione".
Ma i consumi sono "molto" sotto il 2007
Secondo via Nazionale, per vedere una crescita dell'occupazione bisognerà aspettare la fine del 2014. La competitività delle imprese minata dall'euro forte, ma si vedono i primi miglioramenti della qualità del credito e si allenta la morsa del credit crunch
MILANO - Qualche segnale ottimistico per il ritmo della ripresa, ma le ferite della crisi economica sono talmente profonde che molti indicatori restano ben al di sotto dei livelli del 2007, ultimo anno di crescita. E per vedere una crescita degli occupati sarà necessario aspettare ancora, perché per tutta la prima metà dell'anno in corso l'occupazione continuerà a scendere. E' questa la diagnosi di Bankitalia nel bollettino economico: in Italia "ci sono segnali di una lenta estensione della ripresa" e "l'andamento della produzione industriale e le inchieste presso le imprese indicano che l'attività economica ha continuato a crescere moderatamente nei primi mesi dell'anno". La ripresa, rileva via Nazionale, "resta differenziata tra categorie di imprese e sul territorio nazionale, ma andrebbe estendendosi: secondo i sondaggi il miglioramento delle prospettive delle aziende industriali di maggiore dimensione e di quelle orientat…
MILANO - Qualche segnale ottimistico per il ritmo della ripresa, ma le ferite della crisi economica sono talmente profonde che molti indicatori restano ben al di sotto dei livelli del 2007, ultimo anno di crescita. E per vedere una crescita degli occupati sarà necessario aspettare ancora, perché per tutta la prima metà dell'anno in corso l'occupazione continuerà a scendere. E' questa la diagnosi di Bankitalia nel bollettino economico: in Italia "ci sono segnali di una lenta estensione della ripresa" e "l'andamento della produzione industriale e le inchieste presso le imprese indicano che l'attività economica ha continuato a crescere moderatamente nei primi mesi dell'anno". La ripresa, rileva via Nazionale, "resta differenziata tra categorie di imprese e sul territorio nazionale, ma andrebbe estendendosi: secondo i sondaggi il miglioramento delle prospettive delle aziende industriali di maggiore dimensione e di quelle orientate verso i mercati esteri si accompagna a primi segnali positivi anche per i servizi. Rimane meno favorevole il quadro nelle Regioni meridionali".
Se da una parte gli investimenti stanno ripartendo, i consumi delle famiglie restano deboli: "La spesa per investimenti è tornata gradualmente ad aumentare: i giudizi delle imprese sulle condizioni per investire si sono riportati in linea con quelli precedenti la crisi del debito sovrano". "Ci sono inoltre - aggiunge palazzo koch - segnali di stabilizzazione degli acquisti delle famiglie, con una modesta ripresa delle immatricolazioni di auto e con progressi nel clima di fiducia. La spesa per consumi resta tuttavia molto al di sotto (quasi l'8%) del livello del 2007 e risente ancora delle prospettive dell'occupazione".
Tra i fattori positivi per le imprese, via Nazionale segnala l'attenuazione del credit crunch alle aziende. I prestiti continuano comunque a scendere e il costo del credito nel nostro Paese resta di circa 80 punti base superiore a quello medio nell'area dell'euro, spiega Bankitalia. Segnali di miglioramento anche sulla qualità del credito: per la prima volta dal 2011, nel quarto trimestre del 2013, il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti alle imprese è diminuito dal 4,8 al 4,5%. Se da una parte il pagamento dei debiti della Pa ha aiutato la ripresa, dall'altra parte la competitività degli esportatori italiani è scesa di circa quattro punti percentuali da metà 2012, in un trend negativo comune ai principali partner dell'Eurozona che "ha riflesso esclusivamente l'apprezzamento del cambio".
Se da una parte gli investimenti stanno ripartendo, i consumi delle famiglie restano deboli: "La spesa per investimenti è tornata gradualmente ad aumentare: i giudizi delle imprese sulle condizioni per investire si sono riportati in linea con quelli precedenti la crisi del debito sovrano". "Ci sono inoltre - aggiunge palazzo koch - segnali di stabilizzazione degli acquisti delle famiglie, con una modesta ripresa delle immatricolazioni di auto e con progressi nel clima di fiducia. La spesa per consumi resta tuttavia molto al di sotto (quasi l'8%) del livello del 2007 e risente ancora delle prospettive dell'occupazione".
Tra i fattori positivi per le imprese, via Nazionale segnala l'attenuazione del credit crunch alle aziende. I prestiti continuano comunque a scendere e il costo del credito nel nostro Paese resta di circa 80 punti base superiore a quello medio nell'area dell'euro, spiega Bankitalia. Segnali di miglioramento anche sulla qualità del credito: per la prima volta dal 2011, nel quarto trimestre del 2013, il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti alle imprese è diminuito dal 4,8 al 4,5%. Se da una parte il pagamento dei debiti della Pa ha aiutato la ripresa, dall'altra parte la competitività degli esportatori italiani è scesa di circa quattro punti percentuali da metà 2012, in un trend negativo comune ai principali partner dell'Eurozona che "ha riflesso esclusivamente l'apprezzamento del cambio".