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Siemens sfida Ge e rilancia per il controllo di Alstom

Il gigante tedesco sogna un matrimonio con la società francese per creare un polo europeo dell'alta velocità. L'operazione, attraverso un aumento di capitale, svilupperebbe importanti sinergie e avrebbe già il sostegno di Parigi e Berlino
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BERLINO - La Germania di Angela Merkel e delle grandi aziende global player tende la mano alla Francia in crisi e offre per Alstom una soluzione europea alternativa all'acquisto del comparto energia del gruppo francese da parte di General Electric. Secondo quanto riferiscono le edizioni online di Der Spiegel e di Le Figaro, Siemens, cioè il colosso tedesco (numero due mondiale dopo GE) del ferroviario e dell'energia, ha in sostanza presentato ad Alstom non solo l'offerta di una sostanziosa iniezione di liquidità, bensì soprattutto di costituire insieme un polo europeo dell'alta velocità e delle locomotive ad alte prestazioni (per treni merci e passeggeri e per porti e cantieri). Se l'idea andasse in porto, nascerebbe una nuova sfida europea, paragonabile a quanto Airbus-Eads ha saputo diventare nascendo dal nulla ed è oggi per Boeing nel campo dell'aviazione civile.

La trattativa per le sorti di Alstom è ancora in corso, seguita con ansia e dol…
BERLINO - La Germania di Angela Merkel e delle grandi aziende global player tende la mano alla Francia in crisi e offre per Alstom una soluzione europea alternativa all'acquisto del comparto energia del gruppo francese da parte di General Electric. Secondo quanto riferiscono le edizioni online di Der Spiegel e di Le Figaro, Siemens, cioè il colosso tedesco (numero due mondiale dopo GE) del ferroviario e dell'energia, ha in sostanza presentato ad Alstom non solo l'offerta di una sostanziosa iniezione di liquidità, bensì soprattutto di costituire insieme un polo europeo dell'alta velocità e delle locomotive ad alte prestazioni (per treni merci e passeggeri e per porti e cantieri). Se l'idea andasse in porto, nascerebbe una nuova sfida europea, paragonabile a quanto Airbus-Eads ha saputo diventare nascendo dal nulla ed è oggi per Boeing nel campo dell'aviazione civile.

La trattativa per le sorti di Alstom è ancora in corso, seguita con ansia e dolore dalla Francia intera. D'altra parte Arnaud De Montebourg, ministro dell'Economia, ha appena messo in guardia vertici e azionisti della società "contro decisioni troppo precipitose" appellandosi a "tenere in conto l'interesse nazionale". Quello che per gli addetti ai lavori è un assist al matrimonio con Siemens per l'azienda che per tutto il dopoguerra si distinse per prodotti ferroviari d'alta qualità e che produce i famosissimi TGV e AGV - i treni ad alta velocità noti anche in Italia con "Italo" - e che nel nostro paese tra l'altro controlla Fiat Ferroviaria. Se venisse rilevata da GE diverrebbe il secondo marchio-simbolo dell'industria francese a cadere in mani extraeuropee, dopo PSA-Peugeot Citroen acquisita dai cinesi. Ma Alstom nella memoria e nell'immaginario collettivo della Quinta Repubblica è qualcosa di più: con i suoi TGV, è un simbolo di fierezza e identità nazionale paragonabile a quello che per noi italiani è la Ferrari.

Allora facciamo la Ferrari europea sotto guida francese, propone in sostanza Siemens. E l'offerta sembra suonare allettante, tanto che ieri (dopo che intese di massima erano state già raggiunte tra Alstom e GE per la cessione del comparto energia del gruppo francese al gigante americano) il ministro dell'Economia francese Montebourg ha rinviato un incontro con inviati dell'azienda Usa.

L'offerta di Siemens sarebbe, nel dettaglio, la seguente: salvare Alstom con una bella iniezione di liquidità tedesca, e andare a una specie di fusione parziale graduale e articolata, ma altamente operativa in cui ognuno avrebbe più responsabilità e leadership dell'altro nei diversi comparti in cui le due aziende sono attive. Quindi Alstom assumerebbe il controllo e la direzione del comparto ferroviario, e diverrebbe con i tedeschi a fianco il gigante europeo dell'alta velocità. Producendo sia i TGV e AGV francesi sia i comodissimi, velocissimi ICE 3 tedeschi, già esportati anche in Cina. Ad Alstom andrebbe anche la produzione di locomotive, branca in cui Siemens è numero uno europeo con le potentissime locomotive merci e universali (adatte a lunghissimi, pesanti treni merci e a veloci intercity) dei modelli 152 e 185. Siemens si terrebbe invece il comparto costruzione di metropolitane, e rileverebbe da Alstom il comparto turbine ed energia.

Una decisione finale spetta ora a Parigi, la palla è nel campo francese. Ma è ovvio che la proposta di Siemens appare quella potenzialmente preferita da Angela Merkel e François Hollande nel senso di un approfondimento e rilancio europeista dell'intesa franco tedesca, anche sullo sfondo delle elezioni europee del 25 maggio. Un successo del piano Siemens potrebbe rilanciare sinergie e cooperazioni tra industrie europee sui mercati globali, anche ad esempio nell'aerospaziale e nell'industria militare di punta.