MILANO - Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, difende il decreto legge in lavorazione al Senato proprio 'in casa' di chi lo ha criticato più duramente, cioè la Cgil. Secondo il ministro, il dl Lavoro non aumenta la precarietà; anzi, il titolare del dicastero dice: "Noi siamo convinti che tramite il meccanismo introdotto dalle nuove norme ci sia una situazione di minore precarietà". Ospite della 'Giornata del Lavoro' della Cgil, sottolinea che l'obiettivo è di avere "più persone occupate e più stabilmente". In questa linea "il dl su contratto a termine e apprendistato favorirà la stabilizzazione dei lavoratori", garantisce.
Il tono dello scontro sul testo di legge si è recentemente alzato. Al Senato, la maggioranza Pd-Ncd ha trovato un accordo che ha modificato il testo originario. In particolare, dopo gli emendamenti del governo si è modificato il meccanismo che obbligava le aziende ad assumere a tempo indeterminato i contratti a termine che superassero la soglia consentita e pari al 20% dell'organico complessivo. Ora il testo modificato ha trasformato quell'obbligo in una sanzione e la Cgil è stata molto critica: "Peggiora un testo che era già nato male", ha commentato nei giorni scorsi Susanna Camusso.
Proprio sul punto delle sanzioni per chi non rispetta il tetto del 20% di precari, Poletti è tornato a spiegare: "pensiamo che siano assolutamente congrue" per scoraggiare gli imprenditori. A margine dell'iniziativa della Cgil aggiunge: "Crediamo che le parti sociali possano affrontare tranquillamente questo tema a livello contrattuale se questa entità non la considerassero congrua". Ha poi aggiunto un commento, sollecitato dai giornalisti, sulle parole di Renzi, che ha garantito che "non si farà fermare" dal sindacato: "Non credo che i sindacati debbano porsi l'obiettivo di fermare chissà che. Credo sia giusto lavorare per avere delle opportunità in più, non degli stop". Insomma, un invito ai rappresentanti dei lavoratori a "riflettere e a lavorare insieme" sulla Riforma.
Il tono dello scontro sul testo di legge si è recentemente alzato. Al Senato, la maggioranza Pd-Ncd ha trovato un accordo che ha modificato il testo originario. In particolare, dopo gli emendamenti del governo si è modificato il meccanismo che obbligava le aziende ad assumere a tempo indeterminato i contratti a termine che superassero la soglia consentita e pari al 20% dell'organico complessivo. Ora il testo modificato ha trasformato quell'obbligo in una sanzione e la Cgil è stata molto critica: "Peggiora un testo che era già nato male", ha commentato nei giorni scorsi Susanna Camusso.
Proprio sul punto delle sanzioni per chi non rispetta il tetto del 20% di precari, Poletti è tornato a spiegare: "pensiamo che siano assolutamente congrue" per scoraggiare gli imprenditori. A margine dell'iniziativa della Cgil aggiunge: "Crediamo che le parti sociali possano affrontare tranquillamente questo tema a livello contrattuale se questa entità non la considerassero congrua". Ha poi aggiunto un commento, sollecitato dai giornalisti, sulle parole di Renzi, che ha garantito che "non si farà fermare" dal sindacato: "Non credo che i sindacati debbano porsi l'obiettivo di fermare chissà che. Credo sia giusto lavorare per avere delle opportunità in più, non degli stop". Insomma, un invito ai rappresentanti dei lavoratori a "riflettere e a lavorare insieme" sulla Riforma.