Economia

Siemens, rivolta interna contro l'ad: lasci Alstom agli americani, sono soldi sprecati

Forti resistenze ai piani alti della compagnia di Germania contro l'amministratore delegato Kaeser, che ha rilanciato nella sfida con General Electric per assicurarsi il comparto energetico del colosso francese e cedergli la parte ferroviaria. Anche il potente sindacato IgMetall in allarme: i treni tedeschi possono continuare a correre da soli

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BERLINO - Lo scontro tedesco-americano per rilevare Alstom, l'azienda d'eccellenza francese del ferroviario (specie alta velocità) e dell'energia, diventa sempre più tempestoso e carico d'imprevisti. Il vertice di Siemens, come scrive oggi pomeriggio con grande rilievo Spiegel online, è in rivolta contro l'amministratore delegato del gigante multi comparto di Monaco di Baviera, Joe Kaeser. Ritiene  - e lo pensano soprattutto i controller - un errore tentare la scalata al gruppo d'oltre Reno, considera troppo costose e rischiose le offerte di Kaeser ai francesi. E nel loro intimo, scrive l'edizione online dell'influente settimanale di Amburgo, i manager di Siemens preferirebbero rinunciare alla sfida, o vedere una vittoria del rivale General Electric.

"Non sarebbe la fine del mondo se General Electric dovesse vincere la gara", dicono alcuni controllers di Siemens citati da Spiegel online. Insomma, non è detto che sia giusto cedere la branca trasporti alla "Ferrari francese dei treni superveloci", come Alstom è nell'immaginario collettivo francese. Aggiungono i controllers tedeschi: "Il futuro di Siemens, in tutti i suoi comparti, non dipende dal successo o dall'insuccesso della scalata ad Alstom". Obiezioni vengono anche dal potente sindacato IgMetall, che come è noto in base alla Costituzione federale e alle leggi tedesche siede nei consigli di sorveglianza delle grandi aziende della Budnesrepublik, e in virtù del sistema della concertazione (Mitbestimmung, o cogestione) ha un ruolo determinante nelle grandi scelte.
 
La proposta di Kaeser al vertice di Alstom - a cui i manager francesi, nonostante il parere opposto del presidente Hollande e del suo governo, preferiscono le offerte di GE - prevede infatti di cedere il comparto ferroviario del colosso tedesco ai francesi, rilevando il loro comparto energia e turbine. In tal caso potrebbe nascere un enorme polo ferroviario europeo, che riguarderebbe anche l'Italia, dove Alstom è massicciamente presente nello sviluppo dei treni ad alta velocità, con la sua tecnologia, a fianco dei produttori italiani.

Se si arrivasse all'intesa secondo la proposta di Kaeser, dice Juergen Kerner, responsabile di politica finanziaria del sindacato IgMetall, sarebbero necessarie precise, vincolanti garanzie sulla produzione ferroviaria in Germania, anche tenendo conto che Siemens produce ogni sorta di treno. Cioè sia i convogli ad alta velocità ICE 3 concorrenziali col TGV ed esportati in Spagna, Olanda, Russia, Cina, sia locomotive per intercity, sia locomotive potentissime per treni merci, sia metropolitane che offre e produce chiavi in mano. Molti osservatori non escludono che quei dirigenti e controllers contrari alle idee di Kaeser pensino che Siemens sia abbastanza forte da continuare a fare da sola nell'alta velocità e nel ferroviario in generale, magari con eventuali future alleanze con i cinesi o altre aziende asiatiche.

L'offerta di GE come è noto è diversa: cash (di cui Alstom in rosso ha disperato bisogno) per comprare il comparto energia e turbine dell'azienda francese. Mercoledì, intanto, Siemens annuncerà una sua riorganizzazione, con la creazione di due nuove divisioni indipendenti, che saranno responsabili rispettivamente del software industriale e dei processi di produzione digitale secondo il modello 4.0. Il duello tedesco americano da cui dipenderà il futuro della "Ferrari francese" continua, e lascia i mercati globali col fiato sospeso.