MILANO - L'economia italiana è ancora fragile. E, anche per questo, gli "investitori investitori esteri sono indispensabili" per rilanciarla. Lo dice Giuseppe Vegas, presidente della Consob durante l'annuale incontro con il mercato finanziario. Secondo il numero uno dell'authority di controllo di Borsa l'Italia si trova "di fronte a una finestra di opportunità che va colta senza esitazioni" perché gli investitori internazionali possono aiutare a "rafforzare il mercato dei capitali e la competitività del nostro sistema economico". Il Paese, però, deve continuare a fare la sua parte continuando sulla strada delle riforme strutturali "le sole in grado di incidere sull'efficienza e competitività". Vegas sottolinea anche come stia finendo il "capitalismo di relazione".
In quest'ottica, la Consob guarda in modo positivo al processo di privatizzazioni avviato dal governo: "La quotazione di imprese pubbliche rappresenta un importante segnale della volontà di ridurre la sfera dell'intervento pubblico nell'economia" e "potrebbe ripetersi", così come avvenne "con le grandi privatizzazioni degli anni novanta, un importante salto dimensionale e culturale" della Borsa. Il presidente di Consob, Giuseppe Vegas nella sua relazione al mercato sottolinea che questo avvenga "a condizione che le privatizzazioni non costituiscano un mero strumento di copertura del fabbisogno finanziario".
Altri segnali incoraggianti arrivano dalle singole società. Secondo Vegas "per il 2014 sono almeno dieci le società che hanno già manifestato l'intenzione di quotarsi sul Mercato telematico azionario. Si tratta di dati incoraggianti, che inducono a ritenere che l'attuale congiuntura economica possa essere valutata come fase di svolta". Nel 2013 le quotazioni sono state 16, "il numero più elevato dal 2007".
A preoccupare il numero uno della Consob è piuttosto l'asset quality review della Bce che "potrebbe penalizzare i sistemi bancari più tradizionali e con attivi più trasparenti e concentrati, come il nostro, su crediti alle imprese, titoli di Stato e immobili". Per Vegas "la valutazione a prezzi di mercato" dei titoli di Stato è "discriminatoria per le banche italiane" rispetto a quelle di altri Paesi con "esposizioni molto significative" in derivati e titoli strutturati.
In quest'ottica, la Consob guarda in modo positivo al processo di privatizzazioni avviato dal governo: "La quotazione di imprese pubbliche rappresenta un importante segnale della volontà di ridurre la sfera dell'intervento pubblico nell'economia" e "potrebbe ripetersi", così come avvenne "con le grandi privatizzazioni degli anni novanta, un importante salto dimensionale e culturale" della Borsa. Il presidente di Consob, Giuseppe Vegas nella sua relazione al mercato sottolinea che questo avvenga "a condizione che le privatizzazioni non costituiscano un mero strumento di copertura del fabbisogno finanziario".
Altri segnali incoraggianti arrivano dalle singole società. Secondo Vegas "per il 2014 sono almeno dieci le società che hanno già manifestato l'intenzione di quotarsi sul Mercato telematico azionario. Si tratta di dati incoraggianti, che inducono a ritenere che l'attuale congiuntura economica possa essere valutata come fase di svolta". Nel 2013 le quotazioni sono state 16, "il numero più elevato dal 2007".
A preoccupare il numero uno della Consob è piuttosto l'asset quality review della Bce che "potrebbe penalizzare i sistemi bancari più tradizionali e con attivi più trasparenti e concentrati, come il nostro, su crediti alle imprese, titoli di Stato e immobili". Per Vegas "la valutazione a prezzi di mercato" dei titoli di Stato è "discriminatoria per le banche italiane" rispetto a quelle di altri Paesi con "esposizioni molto significative" in derivati e titoli strutturati.