Economia

Svizzera, 6 maggio, la fine del segreto bancario

La data diventa storica perché la Confederazione elvetica ha deciso di sottoscrivere con l'Ocse l'accordo per lo scambio automatico delle informazioni bancarie. Entrerà in vigore nel 2017 e sarà applicato con gli Stati che applicheranno lo stesso metodo

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MILANO - Il sei maggio 2014 sarà una di quelle date da ricordare in quanto coincide con la fine del segreto bancario svizzero. Oggi a Parigi la Confederazione elvetica ha accettato di sottoscrivere il protocollo dell'Ocse che prevede lo scambio automatico di informazione bancaria, tra gli Stati. Un documento cui hanno già aderito 40 paesi e che dovrebbe entrare in vigore, verosimilmente, già a partire dal 2017. "Un fatto storico, un taglio netto con il passato", il commento dell'avvocato Paolo Bernasconi, il padre della legge svizzera sul riciclaggio. Il segreto bancario svizzero risale agli anni '30 e venne introdotto per evitare ai nazisti di ficcare il naso nelle banche svizzere.

Per quanto riguarda l'attualità cosa succederà in concreto? "La Svizzera negozierà con gli Stati interessati, per introdurre lo scambio automatico, ciò che richiederà almeno due o tre anni, come minimo", spiega Bernasconi. Quindi un evasore con i soldi in Svizzera e nelle altre piazze offshore che hanno firmato il documento dell'Ocse non saranno più al riparo? "Esattamente in quanto le banche dovranno fornire i dati dei propri clienti al fisco estero, tramite quello svizzero", dice ancora l'esperto. Per la piazza finanziaria svizzera è un colpo questo? "No, perché il Governo svizzero introdurrà questo sistema a patto che lo facciano tutte le altre piazze finanziarie". "Va detto - aggiunge l'avvocato Bernasconi - che l'Associazione Svizzera dei Banchieri aveva già espresso il proprio consenso". Secondo lei qualcuno lancerà un referendum contro lo scambio automatico di informazioni? "È molto probabile, tanto è vero che contro il modello Rubik, una foma più soft, erano state raccolte le 100 mila firme necessarie, per portare i cittadini a votare". Sicuramente la firma di Parigi darà ulteriore fiato ai sostenitori del segreto bancario, che sono intenzionati a inserirlo nella Costituzione svizzera.