MILANO - Continua la luna di miele tra l'Italia del governo Renzi e i mercati internazionali sul fronte dei titoli di Stato. All'indomani della decisione della Bce di lasciare invariato il costo del denaro, ma con la prospettiva di poter intervenire a giugno, lo spread cala fino a quota 143 punti prima di chiudere a 149 punti base, mentre i Btp sul mercato secondario segnano un nuovo minimo storico dall'introduzione dell'euro: rendono il 2,9%. Il crollo dei tassi d'interessi - che alimenta le casse dello Stato riducendo il costo del debito - è dovuto all'enorme liquidità messa in circolazione in questi anni dalla banche centrali e dalla contestuale fuga di capitali iniziata alla fine dello scorso anno dai Paesi emergenti: la volatilità delle valute e i rischi geopolitici hanno spinto gli investitori alla ricerca di stabilità premiando il debito dell'Eurozona e in particolare di Italia e Spagna. Roma e Madrid offrono ancora rendimenti interessanti, soprattutto a fronte del perdurante stato di bassa inflazione e, soprattutto, garantisco un basso livello di rischio con l'avvio di importanti riforme strutturali.
Segnali positivi arrivano anche dal Portogallo cui l'agenzia di rating Standard&Pooor's ha alzato, da negativo a stabile, l'outlook sul rating sovrano che viene confermato a BB. Alla base della decisione la "piena attuazione degli impegni" di riforma previsti dal piano di aiuti Ue-Fmi e una ripresa più rapida del previsto dell'economia e del mercato del lavoro. A questo si aggiunge la relativa calma tra Ucraina e Russia dopo che Mosca ha aperto a una trattativa con Kiev.
Sul fronte dell'inflazione, i dati potrebbero spingere la Bce a nuove mosse, in quanto cresce nell'area Ocse e rallenta in quella Ue. I prezzi al consumo dell'area Ocse sono saliti dell'1,6% tendenziale a marzo (+1,4% a febbraio) e dello 0,5% congiunturale. Una accelerazione, spiega l'organizzazione, dovuta principalmente ai prezzi energetici che sono saliti dello 0,9% (da -0,4% a febbraio) per il rimbalzo nei paesi dell'area Ocse non Ue. I prezzi degli alimentari sono saliti all'1,7% dall'1,6% di febbraio. Al netto di alimentari ed energia, il tasso d'inflazione tendenziale è salito all'1,7% a marzo (1,6% a febbraio). In base all'indice armonizzato dei prezzi al consumo (hicp) calcolato dall'Ocse, il tasso di inflazione nell'area euro rallenta allo 0,5% (dallo 0,7% di febbraio), al tasso più basso da novembre 2009. In particolare, rallenta in Francia (0,6% da 0,9%), in Germania (1% da 1,2%) e in Italia (0,4% da 0,5%) e anche nel Regno Unito (1,6% da 1,7%).
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in calo dell'1,56% dopo il rally della vigilia, Parigi dello -0,66%, mentre Londra perde lo 0,36% e Francoforte lo 0,27%. Sul fronte macroeconomico si registra il calo del surplus commerciale della Germania che a marzo è sceso a 14,8 miliardi: le esportazioni sono calate (-1,8%) più delle importazioni (-0,9%). In Italia, invece, cala la produzione industriale a marzo rispetto a febbraio: il caldo ha ridotto i consumi energetici. L'euro chiude in deciso calo a 1,3766
dollari e 140,06 yen. Tra i singoli titoli si mette in luce Telecom Italia in scia ai conti di Tim Brasil. Debole Wall Street: il Dow Jones è invariato come il Nasdaq, mentre l'S&P 500 cede lo 0,2%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso la giornata in lieve progresso dopo una seduta caratterizzata dalla debolezza, con un rimbalzo dell'euro, e in misura minore del dollaro, nei confronti dello yen. Al termine degli scambi, l'indice Nikkei dei titoli guida è salito dello 0,25% a 14,199.59 punti mentre il più ampio Topix ha guadagnato lo 0,47% a 1.165,51 punti. L' attività è stata piuttosto bassa con meno di 2 miliardi di azioni scambiate sul mercato primario. Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in rialzo sui mercati internazionali: il greggio Wti segna un aumento dello 0,8% a 101 dollari al barile. L'oro è stabile: il metallo segna un prezzo di 1289 dollari l'oncia. Da inizio anno le quotazioni, anche a causa della crisi in Ucraina, mostrano una crescita del 7%.
Segnali positivi arrivano anche dal Portogallo cui l'agenzia di rating Standard&Pooor's ha alzato, da negativo a stabile, l'outlook sul rating sovrano che viene confermato a BB. Alla base della decisione la "piena attuazione degli impegni" di riforma previsti dal piano di aiuti Ue-Fmi e una ripresa più rapida del previsto dell'economia e del mercato del lavoro. A questo si aggiunge la relativa calma tra Ucraina e Russia dopo che Mosca ha aperto a una trattativa con Kiev.
Sul fronte dell'inflazione, i dati potrebbero spingere la Bce a nuove mosse, in quanto cresce nell'area Ocse e rallenta in quella Ue. I prezzi al consumo dell'area Ocse sono saliti dell'1,6% tendenziale a marzo (+1,4% a febbraio) e dello 0,5% congiunturale. Una accelerazione, spiega l'organizzazione, dovuta principalmente ai prezzi energetici che sono saliti dello 0,9% (da -0,4% a febbraio) per il rimbalzo nei paesi dell'area Ocse non Ue. I prezzi degli alimentari sono saliti all'1,7% dall'1,6% di febbraio. Al netto di alimentari ed energia, il tasso d'inflazione tendenziale è salito all'1,7% a marzo (1,6% a febbraio). In base all'indice armonizzato dei prezzi al consumo (hicp) calcolato dall'Ocse, il tasso di inflazione nell'area euro rallenta allo 0,5% (dallo 0,7% di febbraio), al tasso più basso da novembre 2009. In particolare, rallenta in Francia (0,6% da 0,9%), in Germania (1% da 1,2%) e in Italia (0,4% da 0,5%) e anche nel Regno Unito (1,6% da 1,7%).
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in calo dell'1,56% dopo il rally della vigilia, Parigi dello -0,66%, mentre Londra perde lo 0,36% e Francoforte lo 0,27%. Sul fronte macroeconomico si registra il calo del surplus commerciale della Germania che a marzo è sceso a 14,8 miliardi: le esportazioni sono calate (-1,8%) più delle importazioni (-0,9%). In Italia, invece, cala la produzione industriale a marzo rispetto a febbraio: il caldo ha ridotto i consumi energetici. L'euro chiude in deciso calo a 1,3766
dollari e 140,06 yen. Tra i singoli titoli si mette in luce Telecom Italia in scia ai conti di Tim Brasil. Debole Wall Street: il Dow Jones è invariato come il Nasdaq, mentre l'S&P 500 cede lo 0,2%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso la giornata in lieve progresso dopo una seduta caratterizzata dalla debolezza, con un rimbalzo dell'euro, e in misura minore del dollaro, nei confronti dello yen. Al termine degli scambi, l'indice Nikkei dei titoli guida è salito dello 0,25% a 14,199.59 punti mentre il più ampio Topix ha guadagnato lo 0,47% a 1.165,51 punti. L' attività è stata piuttosto bassa con meno di 2 miliardi di azioni scambiate sul mercato primario. Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in rialzo sui mercati internazionali: il greggio Wti segna un aumento dello 0,8% a 101 dollari al barile. L'oro è stabile: il metallo segna un prezzo di 1289 dollari l'oncia. Da inizio anno le quotazioni, anche a causa della crisi in Ucraina, mostrano una crescita del 7%.