Economia

Lavoro, Poletti: "Stop a diritti acquisiti se sono privilegi ingiustificati"

Il ministro: "Bisogna avere il coraggio di cambiare. E' una questione di equità verso i ragazzi che sono disoccupati. Se una cosa conquistata nel 1964 va bene in eterno, allora non faremo mai niente"

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ROMA - "Se il diritto acquisito è un privilegio ingiustificato" allora "non si deve tenere", "bisogna avere il coraggio di dire che ci sono delle cose che non ci stanno, perché ingiuste". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in occasione di un convegno organizzato dal Pd sul Jobs Act, a Roma.

Dal 1964 al 2014. "Forse ci sono delle cose che erano giuste nel '62 ma non lo sono più nel 2014", ha spiegato Poletti. Anche perché, "se cominciamo ad accettare che una certa cosa conquistata nel 1964 va bene in eterno, allora noi non faremo niente". E, ha aggiunto il ministro, "di gente che ha conquistato cose nel '64-'65 ne abbiamo in una quantità industriale".

"Equità per i giovani".
Secondo Poletti "bisogna misurarci con un dato di equità" o meglio "dobbiamo misurarci con i ragazzi che non hanno ancora cominciato a lavorare". Per Poletti infatti è iniquo che mio figlio o mio nipote, un ragazzo di vent'anni, non possa avere le condizioni minimali di garanzia e tutela e non che io possa mantenere quello che mi sono acchiappato nel '75".

Giustizia generazionale. Inoltre, ha sottolineato Poletti, "su queste cose ci sono delle spettacolari alleanze, tutti i gruppi parlamentari sono d'accordo. Ma se una cosa è ingiusta io non sono d'accordo, anche se sono l'unico". D'altra  parte, ha spiegato, "ho visto fare un sacco di cavolate all'unanimità". "In prospettiva dobbiamo costruire un punto di equità e giustizia anche nel rapporto tra le generazioni", ha aggiunto Poletti".

Ultimo sprint per il dl Lavoro. Intanto, dopo la fiducia al Senato, c'è stato il via libera della Commissione Lavoro della Camera al decreto legge Poletti senza ulteriori modifiche. Il testo sarà all'esame dell'Aula di Montecitorio da lunedì. Deve essere convertito entro il 19 maggio, pena la sua decadenza.

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