Economia

La Francia frena l'offerta Ge su Alstom per decreto

Il governo ha varato un provvedimento che richiede l'assenso dello Stato per le acquisizioni da parte di stranieri di aziende che operano in settori strategici: dai trasporti all'energia; dalle tlc all'acqua e alla sanità. Estesi i limiti della legge 2005 su difesa e tecnologia

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PARIGI - Uno scudo contro General Electric e la sua scalata ad Alstom. Il governo francese emana a sorpresa un decreto sugli investimenti stranieri che rende necessario un nulla osta dello Stato per le acquisizioni di aziende che operano in settori ''strategici'' come l'energia, i trasporti, le telecomunicazioni, l'acqua e la sanità. Il decreto, pubblicato stamane in Gazzetta Ufficiale, riprende una legge del 2005 finora limitata al comparto della difesa, le tecnologie, l'informazione e la finanza. Il provvedimento sembra confezionato apposta per condizionare l'acquisto di Alstom da parte del colosso General Electric: un'operazione che il governo socialista ha scoperto sulla stampa qualche settimana, senza essere preventivamente informato.

Secondo il nuovo provvedimento, gli investimenti stranieri, anche europei, saranno adesso sottomessi all'esame preliminare del ministro dell'Economia, in base a un elenco di condizioni: laddove ci sia necessità di garantire continuità delle attività, mantenimento di infrastrutture o di certe competenze indispensabili all'esercizio di una attività ritenuta cruciale per "l'interesse nazionale". Piuttosto che una vera e propria limitazione degli investimenti esteri, si tratta di una autorizzazione che può essere concessa a condizione che l'acquirente rispetti certi impegni. Il decreto prevede anche la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato in caso di opposizione del governo ad una transazione.

''Con questa riforma - spiega il ministro Arnaud Montebourg - la Francia potrà disporre di un'efficiente e chiara cornice legale comparabile a quella di altri paesi dentro e fuori dell'Europa. La nuova misura sarà applicata ovviamente in modo selezionato e proporzionato, tenendo conto del merito di ciascuna situazione''. Il provvedimento arriva a 10 giorni dalle elezioni europee, in cui si prevede una nuova sconfitta per i socialisti al potere e una crescita della destra nazionalista. Montebourg è considerato il paladino della difesa degli interessi dell'industria nazionale. "Anche gli Stati Uniti fanno così" si giustifica.

Qualche giorno fa, il ministro era stato a Berlino, per caldeggiare un'offerta alternativa di Siemens per Alstom. I giornali giapponesi hanno parlato di un interessamento di Toshiba. Ma per adesso non c'è nulla di ufficiale e l'unica offerta rimane quella del gruppo americano. "Abbiamo preso atto del decreto del governo francese. Riconosciamo l'importanza del settore energetico in Francia, e continueremo le nostre discussioni costruttive con il governo'' ha detto il General Electric in una nota, ricordando che la sede del nuovo gruppo energetico dovrebbe essere mantenuta in Francia, così come i posti di lavoro.